“Ci manca un giocatore”, parole del direttore sportivo Tony D’Amico. “Rispetto alla stagione passata, numericamente abbiamo due-tre giocatori in meno”, parole di Gasperini. Numeri diversi, ruoli diversi. La sintesi è però che di sicuro qualcuno manca.
In ogni caso non vogliamo sottolineare i diversi (nei numeri) punti di vista tra il dirigente e il tecnico, semmai sottolineare come, almeno da qui alla riapertura del mercato di gennaio, il rischio che la rosa della Roma corre è quello di doversi confrontare con numeri che possono far fatica a sostenere le tante settimane con tre impegni che ci saranno da qui alla fine dell’anno solare.
Facendo un semplice conto, la squadra del Gasp che tanto bene ha cominciato il campionato, fino a capodanno ha già giocato e dovrà giocare sedici partite di campionato e sei del girone di Champions (più forse una di Coppa Italia). Tre sono state già disputate, ne mancano diciannove che certo non sono poche e che di sicuro possono indirizzare la stagione in Italia e in Europa.
Visto che la Roma, almeno al momento, ha fatto sapere di essere interessata poco o niente al mercato degli svincolati (comunque c’è sempre tempo per cambiare idea, Guerreiro?), c’è da sperare che l’infermeria giallorossa non si affolli troppo in fretta, costringendo il tecnico a soluzioni di emergenza che sarebbe meglio evitare.
In particolare per quel che riguarda il reparto offensivo (cinque giocatori più il rientrante Pellegrini che certo non è una punta) e gli esterni di centrocampo, dove il Gasp ne ha quattro grazie anche alla scoperta del giovane Lulli, ma non c’è un mancino di ruolo essendo i quattro tutti di piede destro.
Volete che a tutto questo il Gasp non stia già pensando con l’obiettivo di trovare qualche soluzione alternativa? Soluzioni che proviamo ad anticipare sperando, ovviamente, che non ce ne sia mai bisogno.
Prendiamo in esame, allora, il reparto offensivo. Dove i rischi sono legittimi, viste le ultime stagioni di Dybala e Pellegrini che troppo spesso hanno visto più i medici dell’allenatore.
Cosa può inventarsi il Gasp nel caso di emergenza? Noi crediamo che il tecnico la soluzione già ce l’ha fatta vedere nella sfida contro l’Atalanta. Ovvero Wesley attaccante di fascia sinistra e piede destro, ovvero il ruolo che la Roma, invano, sta cercando di coprire da un paio di anni.
E’ vero, se al brasiliano gli si toglie campo davanti, c’è il rischio di non sfruttarlo al meglio per le sue grandi capacità dinamiche e di resistenza alla corsa, ma è altrettanto vero che è quello che meglio di chiunque altro può sopperire, nell’emergenza, al vuoto che c’è in quel ruolo, visto che Mora è più un trequartista che un esterno dove peraltro ci può giocare e Pellegrini dire che è un adattato in quella posizione ci sembra di scoprire l’acqua calda.
Un’altra soluzione potrebbe essere quella di Pisilli o Cristante, entrambi ovviamente da trequartisti però, non da esterni.
A proposito di Pisilli, però, noi pensiamo che il Gasp potrebbe pensare a Niccolò nel caso si trovasse in emergenza con gli esterni di centrocampo. Ci sembra l’unico in grado di potersi adattare in quel ruolo: ha gamba, corsa, ubbidienza tattica, è in grado di coprire tutta la fascia.
A meno che il Gasp non riprovi sulla fascia Ghilardi che però, nel passato campionato, a Cagliari non dette risposte convincenti (contro Palestra la prese poco e niente). Tutti gli altri difensori centrali ci sembrano poco adatti ad adattarsi nel ruolo di centrocampista esterno.
La realtà, comunque, ci dice che bisognerà fare un conto alla rovescia fino al trentuno dicembre, sperando che la sfortuna non si accanisca contro la Roma.
Il Gasp sta pensando a soluzioni alternative, ma spera proprio di non doverle mai mettere in campo. Sapendo, si spera, che il primo gennaio almeno l’attaccante di sinistra sbarchi a Trigoria.
