Scamacca di qua. Scamacca di là. Scamacca pupillo del Gasp che è pure andato al suo matrimonio. Scamacca l’uomo giusto al posto giusto per quel definitivo step scudetto per la Roma che vuole festeggiare nel migliore dei modi il centenario. E via discorrendo. Da giorni la grancassa mediatica non fa che provare a riportare il centravanti in quella Trigoria che è stata casa sua poco più che bambino, prima di salutare tutti a incasso zero per cominciare un viaggio con prima tappa in Olanda, dove il Psv lo aveva voluto garantendo soldi e futuro nella convinzione di aver preso un campione.
Non è andata proprio così, anche se fin qui la carriera di Scamacca non è stata certo un flop. E ora vorrebbe tornare alla Roma, di nuovo alle dipendenze del Gasp che è stato l’allenatore che meglio lo ha utilizzato, tirandone fuori quelle qualità di finalizzatore che sono state sempre la caratteristica migliore del giocatore che, però, troppe volte, è stato costretto a fermarsi per una serie di guai fisici che ne hanno limitato l’ascesa
A guardarla bene, sembra proprio una storia destinata a concludersi con il lieto fine, ovvero con il ritorno di Scamacca alla Roma per chiudere un cerchio che era stato spezzato unilateralmente proprio dall’attaccante. Al punto che è proprio lui, attraverso il suo entourage, che sta facendo di tutto per alimentare la trattativa. Facendo sapere della sua voglia di Gasp e Roma, dando la disponibilità anche a un taglio dell’ingaggio, garantendo che non sarebbe un problema mettersi a disposizione pure come alternativa a Malen che ovviamente è il titolare del ruolo di quel ruolo di centravanti che per la Roma è stato un limite nella prima parte della stagione che si è appena conclusa.Già, centravanti. Perché Scamacca è un numero nove puro, difficile anche solo immaginarlo in un ruolo diverso da quello di prima punta. Ecco, è qui che nasce il problema che in qualche misura ridimensiona le possibilità di un suo ritorno a casa. Per una serie di motivi. Intanto, Scamacca serve? A dar retta alle richieste del tecnico diremmo di no visto che ha chiesto due attaccanti esterni piuttosto che un nove, oltre alla conferma di Dybala. Una richiesta che è figlia dell’altro motivo alla base del dubbio se riportare Scamacca a Trigoria. Ovvero il fatto che la Roma in questo momento a libro paga ha già tre centravanti. C’è Malen che nessuno si azzardi a discuterlo dopo quello che ci ha fatto vedere nel girone di ritorno del campionato. C’è Dovbyk che ha recuperato dall’intervento chirurgico. C’è Vaz che è stato pagato venti milioni (più cinque di bonus) e non si può certo metterlo in soffitta. Qualcuno dirà: e che problema c’è, basta sbolognare uno tra l’ucraino e il francese e il gioco è fatto. Come se fosse facile. In particolare per Dovbyk visto che si porta dietro un contratto ancora triennale da tre milioni e mezzo di euro netti a stagione e un costo del cartellino intorno ai venticinque milioni, non un euro di meno perché per la Roma vorrebbe dire fare una minusvalenza che i conti giallorossi non possono davvero permettersi. A queste condizioni conoscete qualcuno, viste anche le ultime due stagioni di Artem con tanto di infortuni, che se lo prende? Magari potrebbe essere più semplice piazzare Vaz in prestito per consentirgli di giocare con continuità e far vedere se può essere un giocatore per la Roma del futuro.
Insomma, con questo vogliamo dire che Scamacca, con tutto il rispetto, al momento non è un giocatore che serve alla Roma. Gasp vuole altro per completare il reparto offensivo con cui la prossima stagione vorrà andare all’attacco del vertice del nostro campionato.
