Time out – Greenwood, pazienza e pressione

Photo Credit: Screenshot Instagram di Mason Greenwood

Pubblicato il:   8 Luglio 2026

Mucha pression. Era lo slogan del señor Monchi quando doveva rispondere per spiegare la situazione che stava vivendo da direttore sportivo della Roma. L’ha retta poco quella pression. Perché il suo lavoro si è rivelato un fallimento, dalle cessioni agli acquisti, con conseguenze che la Roma per certi versi si sta portando ancora dietro. Questo ricordo è per dire quello che verosimilmente da qualche giorno a questa parte sta vivendo Tony D’Amico, nuovo direttore sportivo del club. Scadenze, plusvalenze, rinnovi, acquisti, cessioni, settore giovanile da riorganizzare, un mare di lavoro per il dirigente che si è presentato a Trigoria, con tanto di deroga, soltanto negli ultimi giorni di giugno con tutte le conseguenze del caso.

Arrivato dopo un burrascoso divorzio dall’Atalanta che di fatto lo ha esonerato per poi provare a bloccarlo solo per il gusto di danneggiarlo (un atteggiamento che ha irritato non poco D’Amico), il dirigente sta già facendo i conti con la mucha pression. Da questi parti la pazienza è una virtù rara, lo stesso Gasp vorrebbe che lunedì prossimo, giorno del raduno a Trigoria, ci possa essere almeno un volto nuovo da presentare e tre vecchi, diciamo così, ovvero i rinnovi di Dybala, Pellegrini e Celik che da giorni si dice che siano più o meno fatti ma che per ora non sono stati ufficializzati. D’Amico sta prendendo atto che Roma è diversa da Bergamo, che i tempi della proprietà fanno a cazzotti con quelli dell’allenatore, che i conti economici non consentono follie, che il lavoro da fare è enorme così come le aspettative di una piazza che dopo il ritorno in Champions sogna una stagione da Circo Massimo.

La questione principale, al momento, ha il nome di Mason Greenwood. Il talento inglese è il primo, dichiarato, obiettivo del mercato romanista. E’ un nome che sta facendo sognare ed è la prima richiesta del tecnico per rinforzare quel reparto offensivo che il Gasp vuole più ricco, profondo e di qualità rispetto a quello avuto nella sua prima stagione romanista. L’aspettativa a riguardo è enorme. Soprattutto perché la comunicazione sulla questione ha fatto capire che l’obiettivo sarà centrato. Non lo mettiamo in dubbio, ma per quello che sappiamo, prendere Greenwood tutto è meno che una passeggiata di salute.

E’ un’operazione da cento milioni complessivi, una cinquantina per il cartellino di proprietà del Marsiglia, altrettanti per l’ingaggio dell’inglese per cinque anni a dieci milioni lordi a stagione.

In più ci sono altri due fattori che rendono l’operazione complicata assai:

1) la concorrenza di Atletico Madrid, Fenerbahce e club arabi;

2) l’esuberanza, diciamo così, del papà procuratore, mister Andrew che curando gli interessi del figlio fa pure i suoi (pensate alle commissioni che in questa vicenda possono fare la differenza).

D’Amico, tra le altre mille cose che ha da fare, si sta confrontando con tutto questo. Dovendo convivere con la pressione di un’attesa che sta diventando spasmodica e le esigenze economiche di una società che ha i conti da tenere assolutamente sotto controllo.

Insomma, mucha pression. Il nuovo ds non sembra spaventato dalla situazioneFarà di tutto per centrare l’obiettivo, anzi gli obiettivi.Perché dopo Greenwood ci sarà molto altro da fare per provare a costruire una Roma da Circo Massimo.

Categorie:   Editoriali
Tags:   Time Out

ALTRE NOTIZIE

  • Copertina articolo

    Time out – Siamo su scherzi a parte

    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time out – E vissero felici e contenti. O no?

    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time out – Equilibri e rinnovi

    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time Out – Godot faceva il direttore sportivo

    Piero Torri