Time out – Equilibri e rinnovi

Dan Friedkin fuori l'Hotel Cavalieri

Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   15 Giugno 2026

Chiudere o non chiudere? Anche se non è proprio shakesperiano, è questo il problema. Ovvero: provare a rispettare i numeri del settlement agreement firmato con l’Uefa quattro anni fa, oppure, come da accordi, sfruttare la possibilità di posticiparlo di ulteriori dodici mesi per garantire a Gasp quello che vorrebbe Gasp, cioè rimandare di un anno eventuali cessioni illustri

Ruoteranno intorno a questo interrogativo (al quale la Roma non ha ancora dato una risposta), le prime due settimane di lavoro (ufficioso, poi dal primo luglio sarà ufficiale) del nuovo ds Tony D’Amico. Perché anche chi non è pratico di bilanci, cessioni, acquisti, plusvalenze, può capire che decidere di posticipare può fare tutta la differenza del mondo nell’allestimento della seconda Roma gasperiniana.

Ognuno può avere la sua opinione a proposito, chi scrive è per la seconda opzione. Cioè posticipare. Per una serie di motivi che possono alimentare ambizioni importanti. Il più evidente è la qualificazione alla prossima Champions. Che per il bilancio 2026-27 vuole dire la garanzia minima di 60-70 milioni in più. Soldi che uniti ai nuovi sponsor (13 milioni Eurobet, 3,5 Wizz Air, 1,2 Orodei), al prevedibile boom del merchandising per il centenario, ai premi per la qualificazione Champions, agli aumenti per abbonamenti (tribune, a giorni il via alla campagna) e biglietti, possono far immaginare un incremento del fatturato non inferiore a un centinaio di milioni. Cosa che vuole dire far lievitare tutto il cucuzzaro a più che ipotizzabili 350-370 milioni di fatturato complessivo. E su questa cifra si dovrà ragionare, fra un anno, per rientrare nel settanta per cento del fair play finanziario per saldo di mercato, ammortamenti dei cartellini, commissioni, monte ingaggi complessivo (ipotizzando 350 di fatturato, vorrebbe dire avere una disponibilità di 245 milioni).

Un altro motivo, e questo lo possono sapere bene solo all’interno della Roma, è un bilancio di quest’anno migliore di quello che si era ipotizzato nelle previsioni. Intanto per ora sul mercato la Roma ha incassato ulteriori 2,750 milioni per Le Fee, 2,8 per Shomurodov, 3,5 per Saud, 9,5 per Baldanzi, 4,5 per Sangarè (un trionfo) e può immaginare di incassarne altri 6-7 con le cessioni dei rientranti Pagano, Cherubini e Romano. Ma c’è dell’altro, ovvero i 6 milioni che arriveranno per Calafiori dal Basilea, i 15 per i diritti tv per l’estero, i possibili 7-8 dall’assicurazione per Bove. Tutti numeri che possono migliorare il bilancio che si chiuderà il prossimo 30 giugno. Se poi aggiungiamo a tutto questo il fatto che la Roma da tempo sta parlando con l’Uefa garantendo pure la disponibilità a pagare una nuova multa, allora, almeno per chi scrive, si cancelli l’interrogativo. Posticipare di dodici mesi il settlement agreement. Avendo come obiettivo quello di costruire una Roma da scudetto.

Categorie:   Editoriali
Tags:   Rinnovi, Time Out

ALTRE NOTIZIE

  • Copertina articolo

    Time Out – La retromarcia di Dan

    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time out – Il mercato nascosto

    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time out – Calafiori vale sei milioni

    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time out – Totti, atto secondo

    Piero Torri