È come se avessimo scherzato. Le ansie, le preoccupazioni, le ipotesi, i conti economici elaborati intorno alle esigenze della Roma di concretizzare plusvalenze entro il trenta giugno, rischiano di trasformarsi in un set di scherzi a parte. Perché si dice, si sussurra, si mormora che l‘Uefa abbia intenzione di prolungare la questione di una mesata, ovvero scadenza la fine di questo mese. Il motivo ufficiale sarebbe lo svolgimento del Mondiale (si sapeva solo da molti anni che ci sarebbe stato a cavallo dei mesi di giugno e luglio del 2026…). Che, per motivi logistici, di visite mediche, di contatti che non possono intromettersi nelle vicende delle varie nazionali, avrebbe costituito un freno a eventuali trattative di giocatori che sono impegnati nella rassegna iridata. Per ora non c’è stata l’ufficialità da parte dell’Uefa, ma più fonti interne alla massima organizzazione calcistica europea, danno per probabile lo slittamento di un mese per centrare le plusvalenze. Ovvero se i club che hanno bisogno di farle, le concretizzeranno in questo mese di luglio, saranno considerate come utili per il bilancio delle società che si è chiuso il trenta giugno scorso. Appunto, siamo su scherzi a parte.
Detto peraltro che alla Roma questa cosa può essere decisamente utile visto che, come c’è stato detto, è dai numeri necessari per rispettare il settlement agreement firmato quattro anni fa con l’Uefa, la questione sposta da oggi a fine mese tutte le ansie, preoccupazioni, ipotesi, conti economici con cui tutto il mondo giallorosso si è confrontato soprattutto nello scorso mese di giugno. Fino alla sua conclusione che, da molti, è stata salutata con un sospiro di sollievo visto che la società non ha venduto nessuno dei suoi big, facendo felice il Gasp e una tifoseria che, come sempre, più di sempre, è pronta a sognare. Invece c’è la concreta possibilità che si sia costretti a tornare al punto di partenza. Con un’altra trentina di giorni che potrebbero risultare utili ai conti romanisti per togliersi finalmente dai pensieri e dalle parole questo settlement agreement che di sicuro è stato ed è un freno alle operazioni di mercato della Roma.
Quindi, si riparte. Cioé: quali possono essere i giallorossi che in questo mese di luglio possono risultare propedeutici ai conti con la loro cessione? Gli stessi di prima la risposta banale che più banale non si può. Ricordato però che Gasperini (a meno di offerte indecenti) è pronto a farsi incatenare a Trigoria nel caso di una partenza soprattutto di Svilar, Malen e Wesley, le candidature maggiori rimangono quelle di Konè, Soulè e, forse, Pisilli sempre che per il ragazzo cresciuto nel settore giovanile giallorosso non arrivi un’offerta (che Pisilli oltretutto dovrebbe accettare, ha già detto no al Porto) superiore ai quaranta milioni di euro. Se dobbiamo indicare l’indiziato numero uno, abbiamo il sospetto più che fondato che sia Koné. Il francese è impegnato in questi giorni al Mondiale con la Francia superstar. Voci di dentro di radio mercato fanno sapere che ci sono club della Premier, quelli più ricchi, che sono pronti a fare un’offerta intorno ai cinquanta milioni per il centrocampista arrivato a Trigoria dal Borussia Moenchengladbach per diciotto milioni (ora a bilancio pesa per undici). In particolare si dice che l’Arsenal se non concretizzerà l’acquisto di Bruno Guimaraes, dirotterà le sue attenzioni su Konè. Sempre che, pure qui, non ci si trovi su scherzi a parte.
