Parma-Roma 2-3: le pagelle di Stefano Petrucci

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   10 Maggio 2026

La Roma batte il Parma grazie al duo olandese formato da Malen e Rensch e guadagna 3 punti fondamentali per la corsa Champions. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci.

SVILAR 6

Spettatore per tutto il primo tempo, deve chiudere da libero su Strefezza, lanciato da un suicida retropassaggio di Ndicka (35’). Poi tutto sembra cambiare. Beffato dal destro radente di Strefezza al 47’, è battuto anche dall’incornata di Pellegrino: buon per lui e per la Roma che Troilo sia in evidente fuorigioco, a due metri dalla sua porta. Ma la fine dei sogni romanisti pare solo rinviata: all’86’, arriva la mazzata di Keita che il finale da thriller, rovesciando quasi un secolo di storia giallorossa, cancellerà clamorosamente.

Mancini 6

È sotto diffida, ma Gasp non ci rinuncia. Servito da una pennellata in trivela da Dybala, nel cuore dell’area parmense, è colpito da Valenti senza che Chiffi si smuova dalla sua inquietante fissità. Anche al rallenty, pare rigore, ma non per Mazzoleni. In difesa segue soprattutto i movimenti di Strefezza, brasiliano di San Paolo che – si dice – per otto ore a campionato sa essere un fenomeno: purtroppo, partendo sul versante opposto, trova un minuto per affermare la sua qualità, col destro radente che infila l’angolo di Svilar. Uscito Strefezza, gli arriva addosso il peso di Pellegrino, che lo brucia presto (55’) sullo stacco, martellando in gol il 2-1 vanificato dal fuorigioco fischiato a Troilo. Poi, Keita se ne fa beffe nell’azione che spegne potrebbe spegnere i sogni Champions della Roma: ma poi, anche con la sua partecipazione, arriverà la conclusione più spettacolare e inattesa.

N’DICKA 5

In assenza di Mateo Pellegrino, che parte in panchina, gli tocca occuparsi dei 196 centimetri di muscoli del francese Elphege, che di nome fa Nesta. Compito facile, che l’ivoriano prova a complicare da sé, col molle tocco arretrato che obbliga Svilar a un’uscita complicata. E non è il peggio, visto il sonno che si concede in occasione del gol di Mandela Keita. Fortuna che, poi, Rensch e compagni cavano dal cilindro il coniglio più inatteso.

HERMOSO 5

Per un tempo non deve sgobbare granché, con Elphege a slittare a tratti sulla sua banda, battuta in prevalenza da Keita e dagli inserimenti di Del Prato, spietato carceriere di Wesley. Alla ripresa (47’) fallisce invece un appoggio semplice in uscita, facendosi bruciare da Nicolussi Caviglia nel ribaltamento che porta il Parma all’1 a 1.

GHILARDI 6 (per Hermoso dal 53’)

Gasp lo sceglie per rispondere all’ingresso della torre-Pellegrino, ma soprattutto per rimediare alle carenze di Hermoso. La risposta è solida come sempre, anche nel momento peggiore della Roma.

CELIK 5

Incrocia Valeri, dignitoso esterno uscito dalle giovanili della Lazio, cui lascia troppo spazio per i cross mancini, fortunatamente quasi sempre scaricati nel deserto di un attacco non proprio devastante. È proprio indispensabile rinnovargli il contratto?

RENSCH 7,5 (per Celik dal 74’)

Forse non è un caso se si chiama Devyne, divino. Di certo è lui l’uomo della Provvidenza, oltre ogni pronostico e aspettativa. Gasperini lo lancia a sinistra nell’ultimo quarto d’ora, per cercare di dare più spazio a Wesley sull’altra corsia. Scelta baciata dalla fortuna, che di solito aiuta gli audaci. Perché Rensch quasi allo scadere del tempo regolamentare trova la rasoiata del primo gol con la maglia della Roma, che vale il 2-2, e in pieno recupero, al minuto 96, trova soprattutto la strattonata di Britschgi che il Var trasforma in rigore, dopo l’ineffabile decisione di Chiffi, capace di vedere un fallo dell’eroe olandese.

CRISTANTE 6

Per un tempo, prova a ruminare il suo calcio ordinato in mezzo al centrocampo che Cuesta farcisce come un Big Mac, sfidando sul piano podistico il più mobile dirimpettaio Nicolussi Caviglia, a lungo il migliore in campo. Poi, consumato da una stagione di corse, finisce soffocato dal movimento del formicaio studiato da Cuesta.

EL AYNAOUI 6,5 (per Cristante dal 58’)

Gasp lo getta nella mischia per ridare tono a un centrocampo che boccheggia. E la Roma, superata la fase più delicata, trova anche grazie alla sua corsa l’ossigeno che serve a costruire un finale da sogno.

KONE’ 6

Utile nel rompere il gioco, più che nel trovare sbocchi offensivi nella micidiale tonnara del Parma. Nelle condizioni date, servirebbe una botta a rete o un tocco filtrante che purtroppo non appartengono al suo repertorio di centrocampista peraltro eccellente.

VENTURINO 6 (per Koné dal 74’)

Gasperini cerca la sua vivacità nel finale quasi disperato. Il giovanotto si piazza largo a sinistro, con buona volontà e qualche cross accettabile. Quanto basta per partecipare alla festa finale.

WESLEY 6

Frenato da una giornata forse di vena non straordinaria, oltre che dai blocchi studiati da Cuesta, che lo teme come un bomber, e dall’impegno instancabile di Del Prato. Va meglio quando ritrova la banda destra, crossando e battendo a rete in diagonale a impegnare Suzuki (91’), nella deviazione che in qualche modo annuncia il finale a sorpresa.

SOULE’ 6

Affianca con più voglia che esiti la resurrezione di Dybala, spingendo Gasperini alla dolorosa rinuncia iniziale a Pisilli. Cerca guizzi complicati dalle condizioni ancora precarie, in mezzo a una difesa non impenetrabile ma chiusa a riccio. Da due passi, gira a rete di testa non impeccabilmente il cioccolatino offertogli da Dybala al 29’. Palla sul palo alla sinistra di Suzuki, per la rabbia del Gasp: forse era più facile metterla dentro che scheggiare il legno.

PISILLI 6,5 (per Soulé dal 58’)

Butta in campo tutta la sua rabbia di romanista, tagliando il campo a fette e provando ad attaccare l’area avversaria a testa bassa. Cercati mura il suo destro, ancora sull’1 a 1, nel pieno del forcing romanista che, dopo la doccia fredda di Keita, arriverà clamorosamente al traguardo quando nessuno o quasi ci sperava più.

DYBALA 7

Torna titolare dopo 105 giorni di sofferenze (e diagnosi sbagliate) e, anche a ritmi non forsennati, torna a sfoderare quel sinistro che toglie il fiato. Spintonato da Cercati in area al 5’, nella totale indifferenza di Chiffi e del Var Mazzoleni. Si rifà con l’assist a Malen, con cui si trova a occhi chiusi, e con il bis che varrebbe il raddoppio, se Soulé non lo sprecasse colpendo il palo. Tiene fino in fondo, anche nella ripresa avvelenata dal vistoso calo della Roma e dalla corsa ritrovata dal Parma. Lascia al killer Malen la scrittura dell’ultimo capitolo del giallo, poi saluta malinconicamente i tifosi: il contratto scade tra un mese e mezzo, il derby sarà la sua ultima partita in giallorosso. Ma la storia finirà davvero così?

Malen 8

È un incubo per qualsiasi difesa dal 18 gennaio, stavolta anche lo spietato esecutore dell’incredibile rimonta romanista. Ogni movimento, ogni giocata è proiettata verso il gol. Ne segna uno già al minuto 9, bruciando l’uscita di Suzuki, ma per Chiffi e soci è in fuorigioco. L’orrido duo arbitrale nulla può, per fortuna, dodici minuti dopo, quando Koné sradica un pallone a metà campo, lo consegna a Dybala per il tocco immediato che il destro dell’olandese trasforma nel 12° gol in serie A (eguagliato il record di Balotelli). Manca il nuovo vantaggio, dopo il pari di Strefezza, cercando in ogni modo a riprendere il match per i capelli, anche con più frenesia che brillantezza: al 51’ scarica il sinistro sui guanti di Suzuki da posizione eccellente, poi si ripete battendo troppo centrale su bello spunto di El Aynaoui. Ma quando, dopo il doppio miracolo del connazionale Rensch, c’è da chiudere i conti, spara la botta-gol decisiva dal dischetto. 13° sigillo, il sogno continua.

GASPERINI 7

Scende in campo partendo dal sesto, odiatissimo posto in classifica, decretato dalla vittoria del Como a Verona. Cuesta, il Rocco di Palma di Maiorca, gli oppone il calcio pane-e-salame del suo 3-5-2 non proprio rivoluzionario ma di certo efficace. Soffre con tutta la sua squadra, dopo il primo tempo eccellente ma dal punteggio troppo risicato; poi azzecca i cambi, trovando l’aiuto della buonasorte, e ribalta il destino della Roma, chissà se anche del campionato.

ARBITRO: CHIFFI 4

Il peggiore per Mourinho, che almeno su questo non aveva proprio esagerato. La sciatteria della sua direzione rischia di conquistare l’Everest con la tragicomica decisione – fallo di Rensch su Britschgi – che il Var, dopo aver negato in combutta con lui un rigore a Mancini, finalmente rovescia.

Categorie:   Pagelle

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