La Roma pareggia 1-1 con l’Atalanta e non sfrutta lo stop del Como col Sassuolo. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci.
Svilar 6
Non fa miracoli sul destro di Krstovic, che peraltro può calciare libero e giocondo, con Ndicka e Cristante imbambolati. In compenso è bravissimo in uscita su Ederson (33’), che si beve El Aynaoui come uno spritz. Poi assiste al via-vai di attaccanti che Palladino può gettare nella mischia, per fortuna invano.
Mancini 6
Alza le braccia dopo un’ora, sfinito e in preda a un nuovo dolore al muscolo infortunato (speriamo bene). Fin lì, controlla chi capita sulla sua banda (Raspadori, poi Zalewski) senza le risorse per spingere come nelle giornate migliori.
GHILARDI 6,5 (per Mancini dal 60’)
Mette nel match la forza fisica e il coraggio che ha sempre mostrato, con rarissime eccezioni, da quando ha preso ad affacciarsi alla prima squadra.
NDICKA 6
Viaggia a corrente alternata, come gli capita di un po’. Non morde Krstovic come servirebbe, regalando al montenegrino tutto lo spazio per caricare il destro dello 0-1, poi per fortuna gli prende le misure.
HERMOSO 7
Il suo sinistro sbuca in cima a un primo tempo che è un frullato di sofferenze, errori (anche suoi) e colpi di sfiga. L’1 a 1 che illude in una vittoria che non arriverà va salutato comunque con sollievo, a capo del caos fatto esplodere otto giorni prima. Caricato dalla prodezza, nella ripresa prova a ripetersi con due colpi di testa: il secondo (75’) finisce sulla traversa.
CELIK 5,5
L’applicazione non manca, ma il piede – ahinoi – è da mamma-li-turchi. L’esterno ne cava il passaggio camuffato da tiro appoggiato tra le mani di Carnesecchi, poi per fortuna anche il lungo cross che avvia l’azione dell’1-1.
CRISTANTE 6
Le possibilità attuali, prima ancora che quelle assolute, lo portano all’onesto compitino svolto nel controllo del maturo professor De Roon. Al 12’, collabora con Ndicka nella (non) marcatura di Krstovic, peraltro servito dallo stesso De Roon dopo un tocco di mano ovviamente giudicato corretto dallo splendido trio Marcenaro-Guida-Sozza. Poi fa quello che può: non molto.EL
El AYNAOUI 5
Nelle intenzioni, dovrebbe seguire come un’ombra Ederson, che si perde in pieno stato di narcosi al primo faccia-a-faccia serio (33’). Poi ombra diventa lui, come purtroppo gli succede da quando è tornato dalla Coppa d’Africa.
PISILLI 6 (per El aynaoui dal 60’)
Gasperini chiede gli straordinari a lui e alla sua caviglia malconcia. E Niccolò, stringendo i denti, risponde presente.
RENSCH 6
Ormai lo conosciamo: una bella corsa, giocate dignitose ed errori di misura. Confeziona peraltro il quarto assist della stagione, facendo la torre per Hermoso nell’azione del pari. Rimedia l’ennesimo infortunio muscolare (flessore) e si arrende negli ultimi.
Tsimikas s.v. (per Rensch dal 77’)
Fa poco o niente per cancellare i fischi che gli riserva chi ha poco gradito rivederlo con la maglia del Liverpool sul suo profilo.
SOULE’ 6,5
È il solo, con Malen, a provare ad accendere il gioco con lo scintillio di un’idea. Fa prendere presto il giallo a Kolasinac (14’), scarica due sinistri velenosi verso Carnesecchi, cerca intese preziose con il bomber olandese. Si arrende alla fatica nel finale e la luce si spegne.
VAZ 5,5 (per Soulé dal 71’)
Va a fare il centravanti, con Malen ad allargarsi, con più velleità che costrutto, anche perché la manovra romanista ormai è quella che è. Nel finale, visti i risultati, allargarsi tocca a lui.
EL SHAARAWY 5,5
Gasp cerca di sfruttare senza grande fortuna quello che resta del suo talento, segno che delle alternative (Zaragoza su tutti) proprio non si fida. Schiaccia subito un pisolino su un bel cross di El Aynaoui, poi tocca molle per Hermoso in disimpegno spalancando la strada al gol dell’Atalanta. Prova a farsi perdonare scippando il pallone a Scalvini e servendo a Malen l’assist disinnescato da Carnesecchi. Che prova a beffare con una botta al volo sporcata in angolo (57’), poco prima di uscire.
VENTURINO 6 (per El Shaarawy dal 60’)
Entra con vivacità e impegno. Forse non è né mai sarà un fenomeno ma sa crossare in velocità da entrambe le corsie.
MALEN 6,5
Gioca per sé e per gli altri, cercando la porta appena intravede uno spiraglio. Murato al 25’ da uno strepitoso Carnesecchi nell’azione che fa gridare al gol del pari l’Olimpico (forse doveva preferire la precisione alla potenza), vede il portiere di Palladino respingere almeno altre due volte il suo destro scagliato da posizioni quasi impossibili. entrato Vaz, prima di tornare a fare il centravanti, si rende utile addirittura in difesa.
GASPERINI 6,5
Raschia il fondo del barile, al pari della sua squadra, che propone in versione comunque dignitosa, a capo di una settimana di rara follia. La sua, e quella della Roma, è la serata del vorrei-ma-non-posso. Forse si commuove di nuovo quanto venerdì a Trigoria, vedendo i cambi a disposizione di Palladino: lui, sotto gli occhi di un Ranieri seriosissimo, deve arrangiarsi col poco o niente che ha.
ARBITRO: MARCENARO 5,5
Campione dello squilibrio di giudizio, come tanti titolari della scassatissima squadra di Rocchi: a volte incomprensibilmente severo, altre volte addirittura distratto, per non dire di peggio.
