La Roma batte il Bologna: decisive le reti di Malen ed El Aynaoui. Di seguito le pagelle del nostro Stefano Petrucci.
SVILAR 6,5
È pronto a chiudere di piede il destro di Orsolini (31’), unica conclusione nello specchio del Bologna nei primi 45. Poi, quasi allo scadere, sfodera una respinta da brividi sulla carambola alta dello stesso esterno rossoblù, avviando casualmente l’azione del 2-0. La traversa lo salva sul devastante mancino di Orsolini, ma è reattivo a tempo scaduto sul cross radente di Odgaard, tenendosi stretto il clean sheet. Al resto pensano gli attaccanti di Italiano, che non hanno già le infradito ai piedi ma quasi.
MANCINI 6,5
Gli tocca Rowe, pessimo cliente anche in una giornata non proprio strepitosa. Se la cava di mestiere, chiudendo dove può in mezzo a una difesa che per un match ritrova finalmente compattezza e solidità.
NDICKA 7
Cancella dal campo Castro anticipandolo con ferocia, come all’andata della sfortunata sfida di coppa. Deve prenderne atto Italiano che alla ripresa preferisce all’argentino il talento intermittente di Odgaard, con il quale deve sgobbare un po’ di più.
HERMOSO 6
Finché i muscoli reggono si occupa con qualche affanno di Orsolini, che non è il bomber da 15 gol dell’anno scorso ma certo non uno scarsone (spaventoso il sinistro con cui scheggia la traversa di Svilar al 60’). In avvio di ripresa rimedia un giallo eccessivo da Di Bello, che fischia poco e male, e dopo un po’ Gasp lo richiama in panchina.
GHILARDI 6 (per Hermoso dal 61’)
Sempre pronto, senza strafare ma nemmeno abbassando la guardia, stavolta anche nella fase meno comoda del match.
CELIK 5
Supporta Soulé e la manovra della Roma come fa da quando ha in testa più il nuovo contratto che il campo: corsa tanta qualità quasi zero. Alla ripresa, Gasp lo richiama in panca.
RENSCH 6 (per Celik dal 46’)
Utile a murare il mancino di Rowe in due occasioni, è anche lui ammonito in modo grottesco da Di Bello. Rispetto all’ultima versione del turco, pare oggettivamente più affidabile.
CRISTANTE 6,5
La sua regia compassata ma costante (nessuno macina chilometri come lui) sgretola progressivamente, con il notevole appoggio podistico di El Aynaoui e Pisilli, il muro bolognese, stavolta meno solido in Freuler e Ferguson. Nella ripresa, è il primo a rinforzare gli argini
EL AYNAOUI 7,5
Riproposto per amore e per forza, si presenta subito con l’assist per Malen – tocco obliquo a premiare il movimento perfetto di Malen, dopo il felice sfondamento di Wesley sulla trequarti – costruendo giocata dopo giocata la più bella partita della sua avventura romanista. Che sia la prima di una lunga serie.
WESLEY 7
Sei minuti e, ammesso ci fossimo distratti, ci ricorda quanto è mancato il suo sprint frenetico sulla banda mancina. Con un pressing rabbioso su Lukumi (che andava ammonito) innesca la percussione che scoperchia il match. E si ripete più tardi, con l’azione del raddoppio. Di Bello lascia che lo picchino con sadismo, ma il brasiliano non si ferma mai, diventando preziosissimo in fase difensiva, a parte una sbavatura nel finale, in un secondo tempo che la Roma pensa soprattutto a gestire.
SOULE’ 6
Prende qualche botta di troppo, nell’indifferenza di Di Bello, e questo probabilmente fa scemare la vivacità espressa in avvio. È sempre pericoloso però negli spunti sulla banda di destra, a dispetto della poca collaborazione di Celik. Regge un’ora, con la scimmia della pubalgia sempre sulle spalle.
VAZ s.v. (per Soulé dal 60’)
Largo a destra in appoggio (teorico) a Malen, poi a sinistra all’ingresso di Dybala. Senza lasciare grandi tracce: ma andrebbe visto in un altro contesto.
PISILLI 6,5
Mezzapunta e maratoneta, si divide tra l’appoggio all’attacco e le chiusure difensive. Brillante nella prima parte, fatalmente affannato nella seconda. Ma avercene. Esce stremato quasi allo scadere del match. ZIOKOWSKI s.v. (per Pisilli dal 93’)
MALEN 8
Una pantera pronta a scattare verso il gol all’aprirsi del minimo spiraglio. Segna alla prima giocata buona, sull’asse Wesley-El Aynaoui, cui garantisce lo sbocco di un movimento perfetto nel cuore dell’area. Destro chirurgico a bruciare l’uscita di Ravaglia e 11° sigillo in A, in meno di mezzo campionato. Manca il bis al 25’, preferendo il tocco alla botta, poi (37’) è chiuso da Helland in angolo, dopo un nuovo grande spunto di El Aynaoui. Ma l’emblema della sua forza è nell’azione del raddoppio, che apre con un gran servizio di tacco per Wesley, la mancata chiusura sul cross troppo largo del brasiliano e l’assist di trivela per El Aynaoui.
DYBALA s.v. (per Malen dal 76’)
Diciotto minuti, dopo novanta giorni, per prolungare la speranza di un finale almeno consolatorio. Per lui e per la Roma.
GASPERINI 7
La squadra è con lui, piaccia o no. Compatta e convinta. E lui ha la forza di guidarla a una vittoria importante, contro una bestia nera sua e della Roma, a capo di due settimane di rara follia, ritrovando stabilità difensiva e, nel primo tempo, brillantezza nell’attacco illuminato dal suo pupillo olandese. A fuochi spenti, ribadisce la sua volontà di proseguire il lavoro con la Roma. Dando centralità a società e tifosi e senza citare nemici più o meno occulti.
ARBITRO: DI BELLO 5
Marco all’anagrafe di Brindisi, Niente (Niente di Bello) per i suoi non pochi critici. Fischia poco, spesso a vanvera. Nella ripresa, ammonisce curiosamente (o forse no) solo i giocatori della Roma: grottesco esca senza un cartellino sul gruppone uno come Lukumi. Un solo bagliore, nel grigio di una direzione non insolita nel suo pedigree: concede il vantaggio a Wesley nell’azione del vantaggio di Malen (ma poi, appunto, avrebbe dovuto ammonire Lukumi)
