Roma-Real Madrid 3-4: le pagelle di Stefano Petrucci

Photocredits: Gino Mancini

Pubblicato il:   14 Ottobre 2026

All’Olimpico c’è rammarico. Finisce 3-4 la sfida contro il Real Madrid che ribalta nei dieci minuti finali il risultato. Di seguito le pagelle della sfida.

GOLLINI 5,5

La sua seconda vitagli riserva stavolta più schiaffi che gioie. La prima sberla, in fondo scontata, è di Mbappé, che lo brucia con l’unica conclusione dei blancos nello specchio in 45 minuti. Poi, riesce a opporsi altre due volte al fuoriclasse francese, ma non ce la fa su Espì, il talismano di Mourinho che riapre il match in mischia, anticipando nella difesa troppo schiacciata e ferma (anche perché poco tranquilla?) l’amarissimo finale concretizzato con due gol identici del sognato Endrick e dell’ex Rudiger: e te pareva…  

MANCINI 6

Esce per evitare rischi, dopo l’ammonizione rimediata per un intervento su Mbappé. E, difficile sia un caso, la difesa perde sostanza e concretezza nei corpo-a-corpo. Tre calci d’angolo nell’arco di otto terrificanti minuti valgono tre gol per gli spagnoli, con i compagni del Mancio sprofondati all’improvviso in una passività inquietante.

BALERDI 5 (per Mancini dal 62’)

Stavolta male anche lui, piantato con il resto della squadra sul traguardo a un passo dalla vittoria, irretito dall’aggressività madridista sui calci piazzati.   

NDICKA 6,5

È l’ultimo ad arrendersi, in mezzo alla difesa che cede di schianto nel finale, per l’improvviso crollo di concentrazione (e di carisma). Fino al gol di Espì, se soffre, com’è inevitabile, qualche uno contro uno, è formidabile per negli intercetti centrali che spezzano le trame dei solisti di Mou. Peccato non basti.

HERMOSO 5,5

Incrocia – con esiti alterni – il poco amato Real per la 17.ma volta (12 sfide con l’Atletico Madrid, 4 con l’Espanyol): forse anche per questo Gasperini lo preferisce inizialmente a Balerdi. Di certo è il primo a costringere Courtois a un grande intervento (4’), con uno splendido sinistro dal limite. Poi, ahinoi, buca malamente la chiusura su Mbappé (25’), che firma l’1 a1 con un gran destro deviato da Mancini. E soffre non poco, nel secondo tempo, la formidabile effervescenza del sogno (proibito?) Endrick, da mesi tenuto inspiegabilmente in naftalina da Mourinho.

KOULIERAKIS 5 (per Hermoso dall’80’)

Gasp gli concede l’esordio in Champions quando vede Hermoso in affanno. Ma non è un gran regalo: il giovane greco entra sul 3-1 per uscire sul 3-4, non senza responsabilità.

WESLEY 6,5

Come Ndicka, è l’ultimo difensore ad alzare bandiera bianca.Tornato a destra, alterna le proiezioni offensive al costante controllo dei resti dell’amico Vinicius, che anticipa alla grande ogni volta che lo sbiadito brasilero azzarda una giocata. Soffre di più nel secondo tempo, quando al posto dell’irriconoscibile Vinicius sulla sua banda si sposta Diomande. Ma, prima della resa collettiva, è spettacolare una sua chiusura su Endrick, sul versante opposto.

KONE’ s.v.

La sua partita dura un quarto d’ora. E quanto peserà lo capiremo alla fine. I muscoli che sembrano di ferro lo tradiscono ancora una volta, per la disperazione sua, uscito in lacrime, e quella di Gasperini, ormai coi mediani contati.

PISILLI 5,5 (per Koné dal 18’)

Rileva lo sfortunatissimo francese e si schiera al fianco di De Roon, provando a mettere la corsa al servizio di un centrocampo che deve sfidare la regia di Valverde e Tchouaméni, con la non irrilevante collaborazione di Bellingham. Cerca il cioccolatino per Malen al 39’, ma il vecchio Rudiger (lo possino…) è sempre un muro. Nel finale, cede di schianto anche lui.

DE ROON 6,5

Il destro con cui sblocca il match al 20’ è un arcobaleno che acceca Courtois e infiamma l’Olimpico ancora avvilito dal crac di Koné. E sontuosa la sua regia, finché ne ha. Non arriva a chiudere su Espì, ed è il primo segnale della resa. Purtroppo appena si spegne lui, per la Roma si spegne la luce.

MOLINA 5

Anche per lui è un derby. Il numero 12, dopo gli undici giocati a Madrid con la maglia dell’Atletico. Lo interpreta discretamente all’inizio, specie in attacco, ma comincia a sbandare, quando prende corpo la spinta della catena Dumfries-Diomande. Si rialza un po’ a inizio ripresa, ma crolla come gli altri nel micidiale impatto con Endrick.

DYBALA 5,5

Più generoso che brillante, specie nelle conclusioni. Non trova la porta per il possibile vantaggio, come a Como, stavolta al minuto 11: l’assist di Molina da sinistra è perfetto, la sua girata in spaccata malinconicamente a lato. Un guaio muscolare – ahi – lo esclude all’intervallo

MORA 6,5 (per Dybala dal 46’)

Don Rodrigo fiuta l’aria del big match e si esalta, gettando sul campo il tesoro del suo talento. Guizzi, tocchi vellutati, assist. Finché la Roma tiene, è una delizia. Purtroppo, può poco o niente negli ultimi dieci minuti, quando più che il fioretto servirebbe la mazza ferrata.

SOULE’ 6,5

Vivacissimo in avvio: scatti, dribbling, tentativi a rete. Più sfortunato che velleitario, è lui a servire l’assist vincente per De Roon, dopo un bel controllo in area. Litiga spesso con Cuccurella, simpatico quanto il suo barbiere. Rimedia una botta da Diomande a inizio ripresa, ma non molla e, prima di uscire, confeziona lo strepitoso assist per Malen che vale il 3-1.

PELLEGRINI 5,5 (per Soulé dal 62’)

Cerca il diagonale-gol su una grande apertura di Malen, lanciato in tandem con Mora al 75’. Ma è un guizzo isolato. Quando il Real si mette ad attaccare a testa bassa, lui sparisce.

MALEN 7,5

Prova a cancellare il rosso di Como mordendo ogni pallone, imponendo anche a Konaté e Rudiger la ferocia del suo scatto. Fa tremare Courtois (23’) con un potente destro domato dal belga in due tempi. Andrà meglio più tardi Liberato da Mora al 51’, carica il sinistro col solito controllo a velocità supersonica e batte Coyrtois, con un pallonetto sporcato dalla gradita collaborazione di Valverde. Fa il bis dopo sei minuti, su grande assist di Soulé, infilando Courtois sul filo di un fuorigioco che il Var smentisce per il 3-1 che illude tutti. Il demonio Mourinho vanificherà le sue prodezze con un finale da incubo. Ma la prova dell’olandese resta straordinaria.

GASPERINI 6,5

La differenza tra la sua Roma e il Real non è certo nel gioco, che fino al gol di Espì vede anzi i giallorossi giganteggiare per larghi tratti, quanto nella ricchezza della panchina. A Mou (tra troppe ovazioni) per riacchiappare diabolicamente il matchbasta in fondo pescare dalla panchina. Potrebbe farlo bendato: Endrick (visto chi è?), Espì, Arda Guler, Bernardo Silva, chi offre di più? Gasp assiste aggrappato al giovane talento di Mora e al poco che gli resta, ormai con troppi giocatori ai box, probabilmente sbaglia a inserire a freddo Kuolierakis. Ora dovrà studiare i blackout di una difesa via via liquefatta e pregare, soprattutto, che l’infermeria non continui a riempirsi.

ARBITRO: LETEXIER (Fra) 7 Il francese ha quattro anni meno di Fabbri-gas, cinque meno di Pairetto e di Chiffi, tanto per dire, ma vale da solo più di tutti loro messi insieme. Un piacere raro, viste le miserie della banda Orsato, vedere dirigere una partita da un arbitro così. 

Categorie:   Pagelle

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