La Roma vince a Torino 2-0 trovando la quarta vittoria consecutiva in campionato. Decisive le reti di Malen e Pisilli. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci.
SVILAR 6,5
Pronto sul temuto sinistro dalla distanza di Mandragora (32’), al primo vero tentativo a rete granata, ancora di più in uscita sul sempre rognoso Simeone, specie quando l’argentino (58’) si infila nel corridoio aperto da un elegante scavetto di Braganca.
MANCINI 7
Rinato, dopo gli sbandamenti delle ultime uscite (anche i grandi ogni tanto rallentano). Senza impegni particolari da centrale, appoggia l’attacco con proiezioni continue, spesso da ala pura. È suo l’anticipo che sradica di prepotenza il pallone dall’uscita difensiva di Comert e avvia l’azione dello 0-1 (palla a Dybala, quindi a Malen e ci abbracciamo) e suo, ancora di più, lo spunto rabbioso che brucia nel finale mezza difesa granata fino al tocco vincente per Pisilli, favorito involontariamente da Braganca.
BALERDI 7,5
L’influenza di Ndicka gli regala un esordio dal via che era del resto nell’aria. Gioca con la pipa in bocca, dirigendo la difesa da professore, specie quando il Toro comincia ad affondare i colpi poggiando almeno sulla grinta, visto che molto altro non ha. Sontuose, tra le tante meraviglie che sfodera quasi senza sforzo apparente, due chiusure su Vlasic e Braganca, a inchiodare il risultato sul vantaggio fino al bis finale di Pisilli. Un altro capitano, ha ragione il Gasp.
HERMOSO 6,5
Supporta il movimento di Molina, coprendone le corse e costruendo una catena mancina subito affidabile. È tra i primi a mostrare il ghigno, e i muscoli, al disperato forcing granata.
LULLI 7
Le scelte di Abate cancellano in avvio l’atteso (anche dal ct Mancini) faccia-a-faccia con Cacciamani. Alla quarta da titolare, Emanuele per un tempo sfida l’ex viola Fortini, che l’anno scorso piaceva (solo?) a Massara. Gasp lo invita a giocare più largo e il ragazzo obbedisce, saltando Vlasic da ala al 21’ e proponendosi spesso al cross dal fondo. Incrocia finalmente Cacciamani alla ripresa e non esce sconfitto neanche da questo duello.
RENSCH s.v. (per Lulli dall’88’)
Gli spiccioli per far riposare il giovanotto che Gasperini sta trasformando in uno dei migliori esterni del campionato.
CRISTANTE 6,5
Cuce e ricuce la manovra complicata dalla densità granata, cercando l’equilibrio e la misura che portano progressivamente la Roma a diventare padrona del campo. Almeno fino a quando regge il ritmo suo e dei suoi fratelli, via a via minato dalla trasferta di Istanbul.
KONE’ 6 (per Cristante dal 64’)
Fa tirare il fiato a Cristante, quando il Toro rialza la testa, ispirato soprattutto dalla classe del tascabile, elegantissimo Braganca, che non a caso a Lisbona chiamano O’ Mago. Tiene il campo senza bagliori, ma con la solidità che serve a portare a casa la quarta vittoria di fila.
PISILLI 6,5
Fatica un po’ a trovare posizione e tempi di gioco, nel delicato ruolo di vice Koné. Il Toro in mezzo fa blocco più con sostanza che qualità, serve puntare su anticipo e aggressività per favorire gli spunti offensivi di Malen e compagni. Ha il merito di non mollare mai, scaricando il contachilometri come nessun altro in recuperi e rilanci. Quasi all’ultimo respiro trova il premio che merita con la chirurgica rasoiata che chiude il match.
MOLINA 6,5
Spostato sulla banda di Wesley, trova prima il podismo di Belghali, poi quello di Fortini, senza mai cedere il passo. Col trascorrere dei minuti, trova coraggio e autorevolezza nel movimento a pendolo sulla sinistra. Da applausi a scena aperta l’intesa con Malen, al 54’, scambio e gran botta dell’argentino di poco sopra la traversa; belli anche il destro dal limite (70’) chiuso da Perri in angolo e un netto anticipo in difesa.
SOULE’ 6
Comincia a sinistra, viene fatto scivolare sull’out opposto dal primo rimpasto deciso da Gasperini. Su entrambi i lati, consuma un difficile confronto con sé stesso, oltre che con gli avversari, senza mai produrre i lampi sperati. In compenso, non gli manca cert9o l’impegno.
MORA 5,5 (per Soulé dal 57’)
Come a Istanbul, entra con troppa mollezza, senza trovare mai le giocate di qualità che servirebbero ad allentare la pressione del Toro, almeno fino allo 0-2 di Pisilli.
DYBALA 6,5
Ormai continuo come non è mai stato nei suoi anni romani, regala l’ennesima serata di fosforo puro. Slitta a sinistra, a metà del primo tempo, cercando più ossigeno per le sue magie. Le trova a sprazzi, sfuggendo con abilità unica alle marcature predisposte da Abate, e ogni volta è un incanto. Cerca lo scatto di Malen a ogni giocata, trovando quella giusta anche nell’azione che abbatte finalmente il muro granata al 37’.
DE ROON 6,5 (per Dybala dal 64’)
Gasp lo spedisce a ricostruire gli equilibri sbriciolati dalla disperata spinta granata e dalla stanchezza dei suoi (la Champions lascia sempre il segno). Il soldato olandese lo ripaga con una prova perfetta, tre chiusure impeccabili e appoggi all’attacco. È sempre un metronomo perfetto: ma qualcuno aveva dubbi?
MALEN 7,5
Prova in tutti i modi a ripartire come il 18 gennaio, battesimo della sua grande avventura italiana. Cerca subito il gol con ferocia, gettandosi a testa bassa in ogni varco: con un’incornata decisa ma fuori centro su un bel cross di Hermoso (11’), poi con un’altra grande percussione sprecata da Soulé (12’), seguita da un sinistro chirurgico deviato a lato di un soffio, quindi con lo scatto rabbioso su lancio di Dybala che lo porta a battere Perri in uscita (23’): ma il gol è annullato per fuorigioco. Corona la sua prova straordinaria al minuto 37, quando – imbeccato ancora da Dybala – beffa Comuzzo e Perri, riuscito a ribattergli la prima conclusione, piazzando da terra il tocco rapinoso del vantaggio. 20 centri in 21 partite in A per il mostruoso bomber olandese.
CASTRO 6 (per Malen dal 57’)
Gasp lo getta dentro con coraggio, quando il risultato non è ancora in ghiaccio. L’argentino risponde con una prestazione più generosa che di qualità. È un’eccellente alternativa a Malen, per carità, ma con Bobby al centro dell’attacco è tutta un’altra musica.
GASPERINI 7,5
Gestisce alla grande le scorie dell’esordio di Champions, che ci sono e si sono viste. Pesca dal cilindro, ricco ma non sconfinato, gli uomini giusti per rimpiazzare Wesley e Koné, mica due qualunque; rimpasta l’attacco per garantire i rifornimenti giusti al cannone-Malen; rimbocca le coperte, specie col fido De Roon, quando la battaglia si fa più dura. Tutto perfetto, come la classifica che ci riempie il cuore.
ARBITRO: MARESCA 6,5
Pupetto da Torre del Greco non è mai una garanzia (o forse sì; dipende dai punti di vista) e stavolta in tandem col Var Aureliano ci aveva messo una bella agitazione addosso. Vigile del fuoco nella vita, non di rado incendiario in campo, nell’occasione non fa danni, dirigendo il match persino con autorevolezza apprezzabile. Mezzo voto in più, dopo le tante mazzate che s’è beccato negli anni…
