La Roma batte 0-4 il Lecce al “Via del Mare” dopo il grande successo all’esordio contro la Fiorentina. Di seguito le pagelle del nostro Stefano Petrucci.
SVILAR 6,5
Sbatte la porta in faccia al destro di Guebbels, pescato nel corridoio giusto da Pierotti nell’isolatissima occasione costruita dal Lecce al minuto 38. Poi, al 63’, è il palo ad aiutarlo sull’incornata di Gaspar. Per il resto fa praticamente da spettatore, fino all’uscita bassa su Fatah a tempo quasi scaduto.
GHILARDI 7
A sorpresa tocca a lui, con Ndicka fermato da un problema muscolare nel riscaldamento. Magari non è facile entrare così a freddo. Ma per lui non è un problema. Spinge con forza sulla banda destra, dividendo con Mancini il controllo del francese col nome da brividi, Guebbels, e le sortie offensive. Poi, dal 54’, si dedica a Stulic. A chi tocca, tocca: Ghilardi non lascia un pallone giocabile a chiunque transiti dalle sue parti. Con l’eccezione di Fatah, che lo brucia in dribbling oltre il 90’, quando è probabilmente un po’ stanco: ma alle sue spalle c’è Svilar.
MANCINI 7
Raccoglie senza battere ciglio il testimone di perno centrale della difesa da Nidicka. Chiude a chiave il portone sin dalla prima giocata e, forte dell’intesa con i compagni di reparto, specie Ghilardi, si lancia verso Falcone sfruttando ogni varco: suo il tocco che libera Mora per la prima prodezza in giallorosso.
HERMOSO 6,5
Solido e concentrato come sa, è suo il lungo rilancio che innesca il vantaggio romanista, sulla frittata di Gaspar mangiata in un solo boccone da Malen. Salva sulla linea verso l’ora di gioco, a capo dell’iniziativa del Lecce che vede lo stacco di Gaspar centrare il legno alla destra di Svilar. Soffre, più tardi, lo sprint feroce di N’Dri: ma ormai il match è finito.
LULLI 7
Gasp in partenza ne sceglie ancora la corsa e l’applicazione rispetto all’esperienza di Molina. Emanuele non lo tradisce nemmeno stavolta, sfoggiando l’impegno e la sostanza di un veterano. Chiude dove serve, anche da ultimo uomo, e si propone in attacco appena può, appoggiandosi di continuo alla classe di Dybala: perfetti i suoi inserimenti sulla banda destra.
KONE’ 7
E’ il primo a blindare il match in mezzo al campo, dove DiFra prova invano a scavare una trincea. Sostenuto dalla lucidità di Cristante, non fa filtrare un pallone, salvo il blitz di Guebbels al 38’, consentendo ai fantasisti di scatenarsi in attacco come lunedì scorso contro la Fiorentina. Il Chelsea potrà anche provare a cercarlo, nell’ultimo giorno di mercato: ma per Gasp non si tocca, non scherziamo.
PISILLI 6 (per Koné dal 68’)
Stavolta non servono prodezze. Alla prossima.
CRISTANTE 6,5
Sotto gli occhi del maestro De Roon, suo compagno nell’Atalanta quasi dieci anni fa, ripropone con puntualità il suo lucido giro palla in mezzo a una squadra che gioca a memoria, anche a dispetto della difesa modificata all’ultimo secondo.
WESLEY 6,5
Vola solo a strappi sull’out mancino, che Gasperini e il mercato gli hanno assegnato anche per questa stagione. Rulla Veiga come un campo di terra battuta in occasione della volata che chiude con l’assist a Malen per il raddoppio al 23’. Per il resto, in cima a un’estate complicata dall’infortunio che gli ha negato il mondiale, non pare ancora brillante come sa essere.
MOLINA 6 (per Wesley dal 60’)
Esordisce con la Roma sulla corsia meno amata e magari anche per questo nel finale Gasp lo riporta a destra, lanciando il fidatissimo Lulli a sinistra.
DYBALA 6,5
Un po’ punta al fianco di Malen, un po’ trequarti destro, molto libero di andare dove vuole, disegna il suo calcio incantevole anche nella fornace di Lecce. Cerca l’olandese a ogni giocata, insegue invano il gol con cui vorrebbe sigillare il suo splendido avvio di stagione. Non è serata: si divora il poker facile facile, scaricando il mancino altissimo sul suggerimento al bacio di Mora, appena entrato.
DE ROON s.v. (per Dybala dall’84’)
Giusto qualche minuto per farsi vedere, più che conoscere
SOULE’ 7
Preferito in partenza a Mora (e di fatto tolto dal mercato), galleggia tra l’esterno e il centro in appoggio a Dybala e Malen. Non angola abbastanza il sinistro sul bel taglio di Koné da destra, al 13’, ma si rifà dodici minuti dopo, firmando con caparbietà – primo tiro respinto da Falcone, tapin vincente sulla ribattuta – lo 0-3 romanista, a capo dell’azione avviata dall’imprendibile Malen.
MORA 7 (per Soulé dal 60’)
Entra col pallone attaccato al piede e i biglietti da visita già pronti, deciso a farsi conoscere subito da amici e nemici. E lo fa subito, con il talento e la determinazione che fanno brillare gli occhi a Gasperini: un assist per Dybala, poi il comodo destro dello 0-4, su servizio di Mancini nel cuore dell’area leccese. Primo centro in maglia giallorossa, tanti saluti agli scettici. Vero che è piccolo, ma per picchiarlo bisogna prenderlo.
MALEN 8
Di Francesco prova a ingabbiarlo schierando tre centrali puri. Fatica sprecata. Se uno dei tre, Gaspar, regala presto (4’) all’implacabile olandese l’assist involontario per lo 0-1, una ventina di minuti dopo Don confeziona il bis, con un tocco al borotalco ad aggirare Falcone sullo spunto imperioso di Wesley da sinistra. Potrebbe stabilire un record di gol nei primi 135 di campionato, se non fallisse per un nulla un paio di occasioni, dentro alla frazione che la Roma stradomina. Manca lo 0-4 calciando più terreno che palla anche al 50’, ma in compenso si muove ovunque, recuperando da mediano sulle uscite del Lecce e riproponendosi come un incubo in attacco. Capocannoniere e miglior centravanti della serie A, la sensazione costante di essere inafferrabile: anche gli errori gli si possono perdonare.
CASTRO 6 (per Malen dal 68’)
Insegue la manita senza fortuna. Ma sapere di averlo sempre pronto a far respirare l’olandese è un gran sollievo. Con buona pace dei vecchi bradipi per fortuna migrati verso altri lidi.
GASPERINI 8
Perde Ndicka a un passo dal via e preferisce Ghilardi a Balerdi e Koulierakis. Lo fa per la maggiore conoscenza del sistema, ma è anche un bel gesto per gli equilibri di uno spogliatoio che lo seguirebbe anche all’inferno. Ha costruito una squadra a sua immagine e somiglianza, le folate offensive che scaturiscono dai movimenti (e dalla classe) di Dybala e compagni sono degne di un’orchestra sinfonica. Che Friedkin gliela completi aggiungendovi un ultimo arco
ARBITRO: CHIFFI 6
Il peggiore per Mourinho, il consueto direttore del traffico più banale che brillante nelle giornate in cui – alleluia – per lo meno non riesce a fare danni.
