Sui 90.9 FM di Radio Manà Manà Sport Roma, durante la trasmissione condotta da Daniele Cecchetti, Piero Torri e Marco Valerio Rossomando, è intervenuto Stefano Boldrini, che ci ha parlato delle Nazionali, del caso Cristiano Ronaldo, dell’Italia, del talento portoghese Rodrigo Mora e dell’inizio di stagione della Roma di Gasperini.
Come stai vivendo queste settimane senza club ma con le Nazionali?
“Chi ama il calcio segue un po’ tutto. Ho visto una grandissima Spagna, ma la squadra che mi ha colpito di più dopo gli spagnoli è il Portogallo. Ha giocato un calcio davvero importante contro Norvegia e Danimarca”.
In Portogallo però tiene banco il caso Cristiano Ronaldo. Cosa sta succedendo?
“Il Paese è un po’ diviso. C’è chi comprende le ragioni dell’allenatore e soprattutto quello che dice il campo: senza Ronaldo il Portogallo gioca in undici e propone un calcio che prima la sua presenza non consentiva. A 41 anni non si possono avere le stesse prestazioni fisiche di un ventenne o di un trentenne, al di là del nome”.
Ronaldo sostiene di aver subito una mancanza di rispetto. Come la interpreti?
“Lui ha contestato soprattutto il fatto di essere stato fatto riscaldare per mezz’ora contro la Norvegia senza poi entrare. Ma un allenatore non dovrebbe fare promesse perché nel calcio ogni partita è un’incognita. Il concetto di rispetto, inoltre, va visto in entrambe le direzioni: anche Ronaldo deve rispettare le scelte dell’allenatore, i compagni e la sua Nazionale”.
Come viene vissuta questa situazione dall’opinione pubblica portoghese?
“La parte che fa più rumore è quella schierata con Ronaldo, ma esiste anche una parte più silenziosa che ragiona. Il Portogallo deve guardare al presentee al futuro: ha una squadra molto forte e senza Ronaldo ha dimostrato di poter giocare un calcio di grande qualità”.
E l’Italia? Ti è piaciuta contro la Francia?
“Ho visto una grandissima Italia. Mi fa sorridere quando si dice che sia stata salvata da Donnarumma: il portiere fa parte del calcio. Nel primo tempo l’Italia avrebbe potuto essere anche avanti 2-0, mentre nella ripresa la Francia ha avuto grandi occasioni. Gli azzurri però se la sono giocata e hanno creato”.
C’è qualche giocatore che ti ha particolarmente convinto?
“Credo che Calafiori debba essere titolare senza se e senza ma. I giocatori vanno fatti giocare e bisogna avere il coraggio di mettere da parte chi ha già dato”.
In Portogallo si parla molto di Rodrigo Mora. Che considerazione c’è di lui?
“È considerato il miglior talento della nuova generazione. A Porto era già un idolo. Deve ancora crescere dal punto di vista fisico, soprattutto nella forza delle gambe, senza perdere velocità e agilità”.
Come lo collocheresti tatticamente?
“La mia sensazione è che sia più trequartista che esterno. Un giocatore di grande qualità può adattarsi, ma bisogna capire dove può rendere al meglio. Il fatto che la Roma continui a cercare un esterno sinistro significa che quel problema non è stato ancora completamente risolto”.
Veniamo alla Roma: come giudichi questo inizio di stagione?
“Secondo me la Roma è l’anti-Inter. Contro i nerazzurri il risultato è stato giusto: primo tempo Roma, secondo tempo Inter. L’Inter ha più forza fisica euna panchina più profonda, ma la Roma ha un copione di gioco superiore”.
Quale partita può già dirci qualcosa di importante sulla Roma?
“Como-Roma sarà molto importante. La Roma deve avere una scala degli obiettivi: campionato, Coppa Italia e Champions League. In Champions bisogna soprattutto godersi il ritorno dopo sette anni, cercando naturalmente di fare il meglio possibile. Tra Como-Roma e Roma-Real Madrid, se devo scegliere su quale partita puntare, scelgo quella di Como, perchè ci può dire chi veramente si opporà all’Inter quest’anno in campionato”.
