Drugi: «Dybala è un ragazzo d’oro. La Roma quest’anno ha qualcosa in più»

Credit: Drugi Instagram Profile

Pubblicato il:   7 Ottobre 2026

Dalla strada a Trigoria, passando per lo Stadio Olimpico. Le opere di Drugi, nome d’arte di Lorenzo Verrecchia, continuano a raccontare il mondo giallorosso attraverso immagini diventate ormai riconoscibili tra i tifosi.

Ieri l’artista ha avuto l’occasione di incontrare Paulo Dybala a Trigoria, consegnandogli personalmente il ritratto realizzato dopo un episodio che aveva particolarmente colpito Drugi: il momento in cui l’argentino aveva regalato la propria maglia a un giovane tifoso, scatenandone la gioia.

Durante il collegamento radiofonico con Matteo Cirulli e Daniele Cecchetti, Drugi ha raccontato le emozioni dell’incontro con Dybala, il significato dell’opera, il rapporto con i calciatori e con i tifosi e il suo prossimo progetto legato alla sfida contro il Real Madrid.

L’incontro con Dybala

Com’è andata la giornata di ieri a Trigoria? Come hai trovato Dybala?

«È stata una bella giornata, intensa a livello di emozioni. Grazie ai ragazzi del Corriere dello Sport, che avevano fatto un articolo qualche settimana fa, Dybala e il suo staff hanno contattato il giornale. Mi hanno detto che voleva avere a tutti i costi il quadretto, che era rimasto molto colpito dall’opera.

Mi ha voluto lì a Trigoria. Poi si sono incastrate altre cose legate a un’altra società, con cui abbiamo fatto un video insieme che uscirà probabilmente venerdì o sabato per UEFA TV.

È stata una giornata molto intensa: ho fatto delle domande a Dybala, gli ho portato il quadro ed è stato veramente bello. Non lo avevo mai visto né conosciuto prima e si è dimostrato un ragazzo d’oro. Quello che vedi fuori dal campo, come lo vedi in televisione, è realmente così anche nella vita: è un ragazzo come tutti noi, molto umile, disponibile e gentile».

Le opere arrivano a Trigoria

Ormai sei diventato un habitué a Trigoria. Prima Dybala, poi Gasperini, Pellegrini, Mancini: le tue opere stanno facendo il giro della città e non solo.

«Le altre volte è stato tutto un po’ più informale. Ci siamo sentiti sui social, su Instagram, e sono stato fuori da Trigoria giusto il tempo di scambiare una chiacchiera e fare una fotografia.

Ieri invece è stato tutto un po’ più organizzato. Abbiamo parlato per una ventina di minuti, quindi è stato veramente bello. Sono stato anche onorato di poter portare a Trigoria un pezzo della mia arte e questa cosa mi rende tanto, tanto felice».

Il ritratto di Dybala

Nello specifico, che cosa rappresenta l’opera che hai lasciato a Dybala?

«Era l’opera del bambino che prende in mano un supereroe. Ho preso spunto da un disegno dopo una delle ultime partite di Paulo, quando lui ha dato la maglietta a quel giovane tifoso. Quel piccolo video è diventato virale sui social e si vedeva il bambino impazzire di gioia.

Quando l’ho visto ho pensato: quanti bambini impazziscono per Paulo Dybala? È veramente considerato un supereroe, non solo dai bambini ma anche da tutti noi adulti.

È stato proprio quel gesto a far scaturire tutta questa cosa. Dybala è considerato un supereroe da tutti noi anche perché, quando gioca e prende palla, ti aspetti sempre che possa fare qualche magia, risolverti la partita e cambiare le situazioni di gioco».

Dalla strada all’Olimpico

Una delle tue opere è arrivata anche allo Stadio Olimpico, sotto forma di bandiera. Che emozione è stata?

«Ti posso dire la verità: questa cosa mi ha emozionato tanto quanto quello che è successo ieri.

Vedere un mio disegno, una mia opera, allo stadio, in curva, rimarrà per sempre nel mio cuore. A me dà tanta felicità sapere che le persone apprezzano quello che faccio. Mi dà la stessa identica soddisfazione che può darmi un calciatore, un giocatore o un dirigente».

Il prossimo progetto: Mourinho e il Real Madrid

Sul Corriere dello Sport è comparso anche un indizio, anzi uno spoiler bello grosso, sulla tua prossima opera. Però ci hai detto che c’è un errore sulla data.

«Sì, hanno sbagliato la data».

Allora sistemiamo le cose: spiegaci tutto.

«Inizialmente era il 13, poi ho comunicato che l’avrei fatta il 12 per una questione organizzativa.

Quando la Roma ha pescato il Real Madrid, ho pensato subito a Mourinho. Penso che tutti quanti abbiamo pensato a lui. La sera ho iniziato a pensare a cosa si potesse fare per quella data e ho partorito l’idea.

Il 12 verrà fatta, penso nel primo pomeriggio, a Roma, nei pressi dello stadio. Ancora non so bene dove. Spero che il 14 rimanga sui muri, così chi andrà allo stadio potrà vederla».

Il rischio vandalismo

Una delle problematiche principali delle tue opere, soprattutto pensando a quella dedicata a Claudio Ranieri a Testaccio, è il rischio che qualcuno possa rovinarle. Come vivi questa cosa?

«A me questa cosa non ha mai toccato più di tanto. Io dico sempre che, una volta che viene messa in strada, la strada ci fa quello che vuole.

Può essere apprezzata e magari ci sarà anche qualcuno che la difenderà, ma ci sarà sempre la persona che magari la strappa o ci fa qualcosa. A me interessa soprattutto che venga mandato un messaggio alle persone che la guardano, dal vivo, sui social o in qualsiasi maniera.

Il mio obiettivo è che i tifosi e le persone si rivedano in quell’immagine, in quell’emozione, in quella cosa che faccio».

Altrimenti sarebbe impossibile avere tutte le opere ancora sui muri: Roma sarebbe completamente tappezzata.

«Qualche ragazzo mi ha detto: “Fai una mappa dove possiamo vedere tutte le cose”. In realtà molti stranieri e tanti tifosi della Roma che vengono in vacanza mi dicono: “Ho visto le tue opere, mi dai una mappa per vederle?”.

Io rispondo: “No, guarda, non ci sta più niente”. Non troverete mai tutto perché, dopo uno o due giorni, vengono spesso vandalizzate. E non necessariamente: alcune possono anche staccarsi con la pioggia.

L’unica che è rimasta da quasi un mese è proprio quella di Dybala. L’altra volta siamo tornati dove era stata realizzata perché dovevamo fare un servizio e c’era ancora, bella fissa al muro. Stranamente è rimasta lì».

La lunga sosta per le nazionali

Da appassionato, come hai vissuto queste tre settimane di sosta?

«Malissimo, malissimo. Ho tutto il rispetto per l’Italia e per le nazionali, però in questo periodo non mi è piaciuto per niente. Non so voi, ma a me è pesato.

Uno non vede l’ora che finisca l’estate per vedere la Roma e poi si ritrova con tre settimane di pausa. Io, poi, non seguo proprio la Nazionale. Non mi interessa. Tutti quanti siamo di una squadra: quella è la Roma, basta. Poi può succedere qualsiasi cosa, ma non ci pensiamo più di tanto».

Che Roma aspettarsi contro il Como?

Che partita ti aspetti domenica? La squadra viene dalla bella prestazione contro l’Inter e dopo questa lunghissima sosta ci sarà un’altra sfida importante contro il Como.

«Io penso che la Roma quest’anno abbia qualcosa in più. Non so se l’avete notato anche voi, ma penso che lo abbiamo visto tutti.

C’è qualcosa in più che non so se sia a livello di concentrazione, di gioco o proprio di cuore, però si vede questa carica in più, magari anche da parte di tutti noi tifosi.

Si vede che c’è questa capacità di adattarsi alle partite e alle situazioni e secondo me si adatterà bene anche a questa lunga sosta.

Anche ieri ho visto, seppur di sfuggita, un ambiente molto concentrato. Tutti sono focalizzati sul dare il massimo. È un duro lavoro, come per tutte le squadre, però magari a Roma abbiamo visto in alcuni anni che questa cosa non era proprio all’ordine del giorno.

Ora invece li vedo molto concentrati e focalizzati su tutto.

Per me è una Roma che quest’anno fa impazzire: ha carattere, ha grinta e quando dai tutto in campo questo viene visto bene da tutti. Con l’Inter sicuramente potevamo gestire meglio il risultato, però alla fine quello che conta è che la Roma ha corso e ha dato tutto fino all’ultimo minuto.

Queste partite le puoi vincere o perdere. Non possiamo avere paura del Como, perché secondo me la Roma è più forte del Como. Vedremo, speriamo ovviamente di poter fare una partita replicando quello che abbiamo visto contro l’Inter».

Categorie:   On air
Tags:   Intervista

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