Di Gennaro (DAZN): “Roma-Inter sfida aperta. Gasperini? È il miglior allenatore che c’è in giro”

Photo Credit: profilo Instagram Antonio Di Gennaro

Pubblicato il:   18 Settembre 2026

Sui 90.9 FM di Radio Manà Manà Sport Roma, durante la trasmissione condotta da Daniele Cecchetti e Matteo Cirulli, è intervenuto Antonio Di Gennaro, giornalista di Dazn, che ci dice la sua sul big match di domani tra Roma e Inter.

Roma e Inter sono tra le squadre che hanno interpretato meglio questo inizio di stagione?

“Assolutamente sì. Insieme al Como, che si sta confermando dopo una stagione incredibile, sono le squadre che hanno fatto vedere le cose migliori. La Roma, nonostante segni molto, ha subito un solo gol e questo dice tanto. Anche l’anno scorso Gasperini, pur non avendo per diversi mesi gli attaccanti, lavorava molto sull’assetto difensivo e sul concetto di difendere da squadra. Fisicamente la Roma sta molto bene. L’Inter, invece, prende e concede moltigol: contro una squadra come la Roma questo può diventare un problema. Chivu dovrà valutare soprattutto l’aspetto dell’equilibrio generale”.

Balerdi può mettere in discussione le gerarchie nella difesa della Roma?

“Gasperini è un allenatore che fa migliorare i giocatori. Ghilardi, per esempio, l’anno scorso è arrivato e inizialmente non era pronto secondo l’allenatore, poi ha lavorato ed è migliorato. Quando è stato chiamato in causa ha fatto la sua parte. Lo stesso discorso vale per Balerdi, del quale Gasperini ha parlato in maniera importante, arrivando anche a fare un paragone con Franco Baresi. Questo dice molto. Se un difensore sta bene, gioca, indipendentemente dall’età. Gasperini non guarda queste cose: vuole che tutti migliorino e chi sta bene viene utilizzato”.

Lei ha sempre sottolineato il valore di Gasperini. Quanto può incidere il suo lavoro sulla crescita della Roma?

“Credo che la Roma debba tenerselo stretto perché, come ho sempre detto, è il miglior allenatore che c’è in giro. In Italia siamo sempre pronti a criticare e spesso dimentichiamo quello che è stato fatto. L’anno scorso la Roma è arrivata terza nonostante abbia avuto per diversi mesi problemi in attacco. Dybala ha giocato circa metà stagione. Se fosse stato disponibile per quei mesi, magari la Roma avrebbe potuto giocarsi anche lo Scudetto”.

La Roma è più forte rispetto alla passata stagione?

“L’idea di quest’anno è quella di una squadra migliorata sotto tutti gli aspetti. Non conta necessariamente spendere 50 o 60 milioni per un giocatore: contachi prendi. Per questo dico sempre che la centralità dell’allenatore nelle scelte è fondamentale. Gasperini conosce i giocatori, sa cosa vuole e sa comeallenarli. La Roma ha dato all’allenatore una squadra più forte e più pronta”.

Quanto è importante avere giocatori che sposano completamente l’idea dell’allenatore?

“È fondamentale. Ho letto Gasperini dire che alla Roma vogliono venire tutti e sono innamorato di questa squadra perché tutti danno il massimo, sono partecipi, c’è entusiasmo. Quando ti diverti negli allenamenti, anche se sono duri, poi trasferisci quell’entusiasmo in campo e viaggi più deglialtri. Questa è l’essenza del calcio”.

Roma-Inter potrebbe essere anche la sfida tra due dei migliori attaccantidel campionato, Lautaro e Malen. Cosa si aspetta da loro?

“Mi aspetto quello che sanno fare: gol, ma anche lavoro per la squadra. Un attaccante si misura anche per quanto riesce a mettere a disposizione dei compagni. L’Inter ha quattro attaccanti, uno più forte dell’altro, e Lautaro è sopra tutti. La Roma ha caratteristiche diverse, ma ha giocatori offensivi molto importanti che possono arrivare al gol. L’anno scorso, proprio perl’assenza dei centravanti, hanno segnato in tanti. La Roma porta sempre sei o sette uomini in zona gol. Mi aspetto quindi che Lautaro e Malen siano importanti, perché anche se siamo all’inizio del campionato sono giocatori che possono decidere le partite”.

Una delle novità della Roma è la capacità di attaccare anche le difese schierate. Quanto conta il lavoro di Gasperini?

“Tantissimo. Se non partecipano i difensori e gli esterni non fanno le ali, una difesa a tre diventa come tante altre: ti rimangono cinque giocatori sotto la linea della palla e diventa difficile. La forza di Gasperini è mettere i giocatori nelle condizioni di attaccare. Lulli, Wesley, Rench e gli altri esterni devono partecipare alla fase offensiva. Poi ci sono giocatori di talento come Dybala e Rodrigo Mora, che possono saltare l’uomo”.

Anche il miglioramento di alcuni singoli è frutto del lavoro dell’allenatore?

“Sicuramente. Gasperini porta i giocatori oltre i propri limiti. Ha semprevoluto giocatori forti, non necessariamente solo fisici. Basta guardare la sua Atalanta: Ilicic, Zapata, Muriel, Gomez. Voleva giocatori di qualità esapeva come valorizzarli”.

Si aspettava un inizio di stagione così positivo da parte di Dybala?

“Io mi aspettavo innanzitutto che rimanesse in Italia e sono felice, perchéè l’unico fuoriclasse che abbiamo nel nostro campionato. Mi auguro che possa giocare sempre qui. Se sta bene fisicamente, Dybala non ha problemi: gioca sempre. Lo sanno anche i suoi compagni. Quando hai un giocatore di questo livello che sta bene, andare in campo è più facile”.

Contro l’Inter Gasperini ha storicamente avuto numeri poco favorevoli. Potrà influenzare il piano gara?

“ll piano gara sicuramente conta. L’Inter può fare gol in qualsiasi maniera e haun organico fortissimo. Ha quattro attaccanti che, secondo me, forse in Europanon ha nessuno. Ha inoltre giocatori di grande esperienza e tanti titoli alle spalle. Gasperini dovrà quindi valutare bene anche l’aspetto difensivo, intesocome capacità di difendere di squadra. Però mi aspetto una gara aperta. Si gioca a Roma e non credo che il fatto di aver giocato tante partite di Champions possa incidere più di tanto. Mi auguro di vedere una partita aperta: per come giocano queste due squadre può finire 3-3, 4-3, anche se poi magari finisce 0-0. La vedo difficile, però, perché né la Roma di Gasperini né l’Inter di Chivu hanno nelle loro caratteristiche quella di stare semplicemente a difendersi”.

Come giudica la coppia formata da Koné e Cristante?

“Sono partiti un po’ in sordina, ma c’è anche Pisilli, che non va dimenticato. A Koné manca forse qualche gol, anche se è un giocatore fortissimo. Cristante ha attraversato momenti negativi, ma è un giocatore tatticamente importantee sa ricoprire più ruoli. Può segnare e calciare da fuori, come ha dimostratoanche recentemente. È il capitano e, con le tante partite da giocare, avere giocatori di questo livello è fondamentale”.

E l’arrivo di De Roon cosa può dare alla Roma?

“È un giocatore importante e lo si è già visto. Ha avuto qualche infortunio, ma tatticamente può giocare sia nei tre dietro sia nei due a centrocampo. Porta anche un livello di professionalità importante”.

Infine, cosa si aspetta dalle prossime convocazioni della Nazionale?

“Mancini ha sempre puntato sui giovani. Ricordo la sua prima convocazione: nel settembre 2018, contro la Polonia a Bologna, chiamò Zaniolo quando ancora non aveva mai giocato. Poi ci fu anche la scelta di Pafundi. Mi aspetto quindi giocatori nuovi. Però per ricostruire una Nazionale competitiva serve tempo. Lo hanno detto anche Maldini, Leonardo e De Rossi: possono servire dai sei ai dieci anni perché il nostro calcio, se cambiano determinate cose, possa tornare ai livelli di vent’anni fa”.

Cosa serve, quindi, per rilanciare il calcio italiano?

“Servono anche riforme. Il dato che mi colpisce è che in Italia il 68% deigiocatori sono stranieri. Poi ci sono anche gli episodi, naturalmente. Non siamo andati al Mondiale contro la Svizzera, abbiamo avuto i rigori sbagliati da Jorginho, ma non voglio colpevolizzare lui. In quelle partite abbiamo commesso errori sia tattici sia tecnici. Bisogna lavorare sul sistema nel suo complesso”.

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