Time out – Koné a rischio cessione

Manu Koné lancia la maglia nel settore ospiti dopo la vittoria con il Sassuolo

Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   11 Luglio 2026

Temo per Koné. La notizia che il Manchester United ha deciso di non chiudere l’acquisto di Ederson per il quale da tempo c’era un accordo da quarantacinque milioni di euro, mi ha trasmesso un senso di preoccupazione. Perché ormai la mia mente deviata da decenni di questo lavoro, dopo aver appreso una notizia la prima cosa che cerca di fare è capire cosa vuole poter dire. Vi faccio un esempio. Quando un paio di giorni fa, la Fiorentina, a sorpresa, ha annunciato l’acquisto di Atta per venticinque milioni, il mio pensiero è stato che i viola venderanno Kean. Mi rendo conto di aver probabilmente bisogno di un dottore davvero bravo un bel po’, ma ormai non posso farci niente e so che non ci sono medicine in grado di ridimensionare questo tipo di deviazioni che, poi, quando coinvolgono la mia Roma diventano irrefrenabili.

Ma torniamo a Koné. Il mio amato Koné che considero uno dei centrocampisti più forti al mondo; classe 2001, titolare in quella Francia che si può considerare la nazionale più forte del pianeta al di là se vincerà o no il Mondiale, due anni fa grande affare della Roma concretizzato dopo una precisa indicazione di Daniele De Rossi, acquistato per diciotto milioni dal Borussia Moenchengladbach. Detto questo, provo a dare un senso logico alle mie deviazioni. Partiamo dal Manchester United. Club di top class, anche se il dopo sir Alex Ferguson, tutto è stato meno che un successo. Nell’ultima Premier, dopo aver esonerato Amorim, il club è tornato competitivo, conquistando la qualificazione alla Champions League dove certo non ha intenzione di presentarsi come una figurante. Quindi, campagna acquisti senza fare troppi calcoli, del resto in Inghilterra i club hanno una forza economica che sta sbaragliando la concorrenza, a parte qualche eccezione (Psg, Real Madrid, Bayern e forse Barcellona). A centrocampo lo United ha perso Casemiro per fine contratto e, durante il Mondiale, Ugarte per un grave infortunio che lo terrà fuori per quasi tutta la prossima stagione. Quindi c’è la necessità di acquistare due uomini in mezzo al campo, possibilmente più forti di quelli che c’erano o che staranno in infermeria per un bel po’. Per questa ragione avevano preso Ederson (scadenza del contratto il trenta giugno del prossimo anno) per quarantacinque milioni e, storia di questi giorni, Andrey Santos per un’altra cinquantina. Tutto fatto quindi? No, perché Ederson ieri sera è stato rispedito a Bergamo. Quindi a Manchester ora hanno di sicuro bisogno di un altro centrocampista. E guarda caso, due giorni fa, dall’Inghilterra era arrivata una notizia che lo United era pronto a recapitare per Koné un’offerta da cinquanta milioni di sterline, al cambio circa cinquantotto milioni di euro. E, riguarda caso, Koné nel quarto di finale contro il Marocco, è stato tra i migliori in campo in una Francia che ha schiantato gli africani. Insomma il rischio che adesso il Manchester dirotti le sue attenzioni sul giallorosso, è assolutamente concreto. E la Roma, considerando anche la necessità di continuare a dare uno sguardo attento ai conti economici, di fronte a sessanta milioni non potrà fare finta di niente. Perché è una cifra che garantirebbe quasi cinquanta milioni di plusvalenze, ovvero dare una sistemata definitiva ai numeri del bilancio, rispettando seetlement agreement e fair play finanziario. Il rischio c’è. Ed è molto forte. Chi, eventualmente al posto del francese? Magari proprio Ederson che Gasperini e D’Amico conoscono meglio di chiunque altro e che, dopo questa vicenda, con un contratto in scadenza tra meno di un anno, di sicuro costerebbe parecchio di meno rispetto ai quarantacinque milioni che erano stato pattuiti con il club inglese. Sempre che, ovviamente, non ci siano motivazioni fisiche a spiegare la retromarcia del Manchester sul giocatore. Resterebbe comunque il fatto, almeno per il sottoscritto, che vedere il francese andare a giocare da un’altra parte, mi farebbe piangere il cuore.

Categorie:   Editoriali
Tags:   Manu Koné

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