Nove partite per una risposta. Quella, anche se non definitiva, che ci dovrà dare il ciclo di nove partite tra la ripresa del campionato (per noi alle dodici e trenta di domenica undici ottobre a Como) e la successiva sosta. Nove partite di campionato in ventotto giorni, una roba da novanta minuti ogni settantadue ore e pochissimo di più: cinque sfide all’Olimpico, quattro in trasferta, sei gare di campionato, tre del girone di Champions League. La risposta che proveremo a capire, è quella di quale dimensione è questa Roma che ha cominciato nel miglior modo possibile la stagione: sei partite, quattro vittorie, due pareggi, sempre in gol, quindici reti fatte (quattordici in campionato), quattro subite (una in Europa), tre sfide concluse senza gol al passivo, la sensazione forte e chiara di un salto di qualità rispetto anche e soprattutto il passato campionato, concluso con il tanto atteso ritorno nella coppa con le grandi orecchie, appuntamento fallito per sette stagioni consecutive.
Curioso notare come il prossimo ciclo che attende i giallorossi, li vedrà in campo soltanto una volta di domenica (a Como al rientro dalla sosta). Poi la squadra del Gasp giocherà quattro volte di sabato (Genoa, Napoli, Udinese e Sassuolo); tre di martedì (due in Champions, Slovan Bratislava e la trasferta a Manchester, una in campionato contro il Cagliari all’Olimpico) e una di mercoledì per la grande sfida contro il Real Madrid di Mou, tre giorni dopo il test di rientro contro la squadra di Fabregas su quel ramo del lago. A complicare la situazione alle persone con una memoria non proprio di ferro, ci saranno pure gli orari che vedranno i giallorossi in campo tre volte alle ventuno (Real, Slovan Bratislava, Manchester United), altrettante alle venti e quarantacinque (Genoa, Cagliari, Sassuolo), due alle diciotto (le trasferte a Napoli e Udine), una a mezzogiorno e mezzo (Como). Insomma, c’era una volta il calcio di domenica e di mercoledì per chi giocava le coppe. Ora si gioca dal venerdì al martedì perché le televisioni, a fronte di investimenti di centinaia di milioni di euro, hanno preteso che gli slot per giocare in campionato diventassero nove, in modo da poter garantire ai loro abbonati che lo volessero, di poter seguire tutte le partite.
Non ci vuole molto per capire che per la Roma (e le altre squadre che partecipano alle competizioni europee) sarà un tour de force micidiale, in cui non ci sarà mai il tempo per tirare il fiato, una sfida dietro l’altra per capire in buona parte che ruolo i giallorossi potranno avere in Italia e in Europa. L’obiettivo sarà quello di rimanere perlomeno intorno al vertice in campionato e, in Champions, cominciare a fare quei punti che serviranno per quella qualificazione ai playoff della coppa che garantisce una marea di milioni, l’obiettivo dichiarato del club per il tanto atteso ritorno nella coppa più prestigiosa e remunerativa. Il Gasp da tempo ha acceso i riflettori su questo ciclo di partite, ripetendo più volte che dopo questa inedita sosta di tre settimane, la sua Roma è attesa da un ciclo micidiale. In questo senso sarà importante che il tecnico possa avere a disposizione tutta o quasi la rosa (lo stop di Cristante che salterà minimo Como e Real, non è stato un bel segnale), avendo come obiettivo quello di utilizzare tutti i giocatori. Ovviamente con minutaggi diversi, ma di sicuro nelle prossime nove partite vedremo di più in campo Castro, Balerdi, Ghilardi, Pisilli, De Roon, Koulierakis, Mora e, pure, il rientrante Lorenzo Pellegrini che non gioca una partita ufficiale dall’aprile scorso. L’ex Capitano se tornasse quello dei tempi migliori, per il tecnico sarebbe un’aggiunta fondamentale. In ogni caso ci sarà bisogno di tutti per continuare a sognare.
