Centosedici milioni e mezzo, bonus esclusi. É la cifra che la Roma ha investito nel mercato estivo che si è concluso il primo settembre scorso. Cifra che viene fuori sommando il riscatto di Malen (25), gli acquisti di Castro (36), Molina (13 più 4 di bonus), Koulierakis (16,5 più 1,5 di bonus), Mora (25 e annessi vari), il prestito di Balerdi (1 più 14 di riscatto che a naso pensiamo saranno versati al Marsiglia la prossima estate). A questa cifra bisogna sottrarre gli incassi per i prestiti di Vaz (2), El Aynaoui (3), Ziolkowski (0,5). Tutto il cucuzzaro fa centoundici milioni. Da questo conteggio abbiamo escluso le partenze di Romano (obbligo automatico a 4,9 milioni alla prima presenza in campionato del giocatore dal primo febbraio) e Baldanzi (obbligo automatico a 9,5 milioni alla prima presenza dal primo marzo) per il semplice fatto che entrambe le operazioni la Roma le ha fatte rientrare nel bilancio che si è chiuso il trenta giugno scorso.
É una cifra, quella investita, che certo non fa scopa con i conti economici del club giallorosso. Che, come sappiamo, da qualche anno sono in sofferenza e vedremo, nel prossimo novembre, a che sanzioni porteranno da parte dell’Uefa a conclusione dei quattro anni di settlement agreement (nella migliore delle ipotesi una multa in doppia cifra) che è stato un’autentica spada di Damocle nelle finestre di mercato delle ultime quattro stagioni. Un po’ di preoccupazione c’è, ma se, per il piacere della discussione, vi dicessimo che, in teoria, sia chiaro, in teoria, il recente mercato estivo si trasformasse in un saldo zero o quasi?
Proviamo a spiegarvi come. Partendo dal presupposto che pure in questa stagione la Roma ha avuto una certa difficoltà a vendere, considerando pure che ha rifiutato diverse offerte, da Pisilli (22 milioni più bonus dal Porto), Svilar (42 milioni dalla Juventus) e Koné (con il Chelsea che ha fatto intendere di essere pronto a pagare sessanta milioni ma senza mai formalizzare l’offerta). Di fatto, quindi, la società giallorossa ha formalizzato diverse uscite, ma sono state tutte definite con la formula del prestito con diritto di riscatto. E nessuna di queste, almeno per quello di cui siamo a conoscenza, ha un obbligo condizionato a determinati numeri. Facciamo i conti: Vaz si è trasferito all’Hull City in Premier con una cifra fissata per il riscatto a 30 milioni (eventuale plusvalenza da 18 milioni); El Aynaoui al Lipsia che se lo vorrà acquistare la prossima estate dovrà pagare 25 milioni (plusvalenza da oltre 10); Ziolkowski al Monza per un riscatto da 17,5 (plusvalenza da 13); Dovbyk al Bologna per 20 di riscatto (plusvalenza zero o giù di lì); Salah Eddine al Panathinaikos per 6 milioni (plusvalenza di 2,5); poi Cherubini e Mannini al Benevento per 2,7 e 1,5 (plusvalenze da circa 4 milioni); Kumbulla al Rayo Vallecano riscatto a 2,5 milioni (plusvalenza da 1 milione); Angelino al Deportivo La Coruna per 2 milioni (plusvalenza minima). Se facciamo la somma degli eventuali riscatti, la cifra totale fa 107,2 milioni che, di fatto, andrebbe a pareggiare i 111 milioni spesi per gli acquisti.
Certo, pensare che si materializzeranno tutti i riscatti è un esercizio di sfrenato ottimismo. Basti pensare a Dovbyk che di sicuro non ha cominciato nel migliore dei modi la sua avventura con la maglia del Bologna. Considerando le cifre sembrano difficili anche se non impossibili i riscatti di Vaz, El Aynaoui e Ziolkowski, meno impossibili quelli di Salah Eddine e Kumbulla, tutto da decifrare invece il futuro di Angelino. In ogni caso, la Roma può sperare che qualcosa di positivo venga fuori da questi giocatori attesi ad annate di riscatto. Di sicuro a Trigoria faranno il tifo per tutti i giocatori in prestito. Hai visto mai.
