Non segna. Ha il tiro da zero a zero. Facesse anche gol, non starebbe alla Roma. E via di questo passo, amenità sparse per non dare a Koné quello che è di Koné. Ovvero la dimensione del campione, del centrocampista totale, straordinario in fase difensiva, comunque, gol o non gol, punto di riferimento essenziale anche nella fase offensiva di una Roma che prima di qualunque altra cosa pensa a come fare gol piuttosto che a non prenderli.
E adesso? E ora, dopo la doppietta all’Inter, il primo di destro, il secondo di sinistro, quasi da centravanti, come la mettiamo? Quale sciocchezza tattica, tecnica o quello che volete voi, si andrà a cercare per ridimensionare le qualità di un centrocampista come ce ne sono pochi al mondo? Perché questo è il francese, un campione che forse neppure lui sa quanto è forte, capace di dominare le partite anche quando non ha il pallone tra i piedi, mezzala ma con la prospettiva di diventare pure un regista basso, il giocatore al quale affidare tempi e geometrie di una squadra che vuole essere ambiziosa. Come, appunto, questa Roma del Gasp che è riuscita a mettere paura anche all’Inter vincitrice di tutto e di più in Italia.
Nelle sue prime due stagioni con la maglia della Roma, il francese che sembra non entusiasmarsi mai o quasi, aveva segnato due reti a campionato. Record, si fa per dire, eguagliato nei novanta minuti contro l’Inter e siamo soltanto alla quinta giornata di un campionato in cui i giallorossi hanno confermato di voler essere protagonisti. Anche se poi alla fine il risultato contro i nerazzurri è stato un pareggio che ha gelato l’entusiasmo che era stato generato dalla doppietta di Koné in un primo tempo in cui la squadra del Gasp aveva dimostrato di non avere nulla in meno, anzi, dei campioni d’Italia. Trascinata da Koné. Non soltanto per le due reti, ma per un dominio, fisico, tattico, tecnico, in mezzo al campo di un giocatore che sta continuando a migliorare sotto tutti i punti di vista, compreso quello dei gol segnati. Il francese è un giocatore totale e, in questo senso, abbiamo capito poco la sua sostituzione contro l’Inter dopo una manciata di minuti del secondo tempo. Non vuole essere una critica all’allenatore che sta facendo un lavoro straordinario, ma se Manu non ha chiesto il cambio, come confermato dallo stesso Gasp, forse sarebbe stato il caso di lasciarlo ancora in campo per avere a disposizione un giocatore che sa leggere la partita come pochi altri.
Certo, i discorsi fatti dopo valgono poco, ma a posteriori si può dire che probabilmente sarebbe stato meglio non richiamarlo in panchina, pure se, come dice il tecnico, non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, conseguenza di una preparazione accelerata e non completata a causa di un rientro ritardato da un Mondiale giocato fino alla fine, protagonista in una Francia che si è fermata solo in semifinale contro quella Spagna che poi è andata a vincere il titolo.
Dopo questi due gol, Koné sarà ancora di più al centro di voci di mercato che già lo hanno visto coinvolto nel recente passato, compresa quell’Inter che avrebbe voluto portarlo a Milano per dare a Chivu quel centrocampista fisico, tattico e tecnico che manca nella rosa nerazzurra. Ha provato a prenderlo anche il Chelsea ma quando mancavano poche ore alla chiusura del mercato, il Gasp lo ha bloccato e ha fatto bene, il francese lo sta ripagando in campo. Ora ci permettiamo un consiglio alla Roma: non sarà il caso di chiamare il procuratore e offrire un contratto migliore e più lungo a un giocatore che fa la differenza? Del resto ora segna pure, che si vuole di più? Certo, se nel prossimo futuro dovesse presentarsi qualche club di Premier con un assegno da ottanta milioni e passa per il cartellino e da sei milioni e passa per lo stipendio, non sarà facile dire di no. Anche se per noi un giocatore come il francese è un tesoro che bisognerebbe conservare finché si può.
