Roma ed Eurobet.Live: il paradosso del Decreto Dignità nel calcio italiano

Pubblicato il:   10 Marzo 2026

Manca solamente l’ufficialità: il nuovo sponsor della Roma sarà Eurobet.Live, per un accordo triennale che frutterà ai giallorossi poco meno di 50 milioni di euro.

Prodotto del gigante di scommesse Eurobet, la controparte “.live” è un aggregatore di risultati che permette ai visitatori di consultare in tempo reale i cambiamenti di punteggio di diversi sport, dal calcio fino al cricket.

Completano il quadro anche podcast, sondaggi e video dedicati ad approfondimenti su temi come le giornate di Serie A, anche se questi ultimi risultano fermi alla nona giornata.

Quello dei siti di informazione strettamente legati a controparti di betting è un fenomeno che negli ultimi anni si sta sviluppando a macchia d’olio, anche a causa del del Decreto Dignità, che – tra le altre cose – nel 2018 ha stabilito:

“Il divieto assoluto di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e i canali informatici, digitali e telematici, compresi i social media”.

tra contratti scaduti e escamotage

Come succede spesso in Italia, però, fatta la legge si è trovato l’inganno. Alcuni club dovettero rinunciare a partnership già avviate: proprio la Roma aveva trovato l’accordo con Betway nel luglio del 2018 come Official training kit partner, ovvero per comparire sulla maglia d’allenamento (slot oggi occupato da Toyota).

Il club giallorosso dovette così rinunciare a 5 milioni di euro a stagione, così come altri club, per un danno economico che – dal 2018 a oggi – supera i 100 milioni, come sottolineato più volte dall’Amministratore Delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo.

All’epoca dell’entrata in vigore del Decreto Dignità, infatti, oltre alla Roma altri 14 club avevano accordi commerciali con operatori di scommesse.

Col passare degli anni, club e aziende di betting hanno però trovato un escamotage per poter collaborare. La creazione di aggregatori di notizie e intrattenimento sportivo è diventata sempre più diffusa e l’ultimo esempio è quello dell’Inter, che nel 2024 ha firmato un accordo con Betsson.sport (il sito di infotainment del portale di scommesse Betsson) da 30 milioni a stagione per cinque anni.

Proprio il comunicato del club nerazzurro sottolinea questo cavillo tecnico:

“Betsson Sport sarà il nuovo Official Main Partner dell’Inter. Per i prossimi quattro anni il brand di infotainment sportivo sarà presente sulla prestigiosa maglia nerazzurra, prova concreta del più grande accordo di sponsorizzazione di maglia nella storia del Club”.

Particolare anche il caso della Lazio, che lo scorso ottobre ha ufficializzato l’accordo con ABC VIP, presentato come Official Regional Partner South East Asia del Club, ma in realtà un sito di scommesse che permette anche di scommettere sulle lotte tra galli, legali nelle Filippine.

Adesso toccherà anche alla Roma, in attesa che qualcosa cambi sul piano normativo, come proposto pochi giorni fa dal Senato.

scenari futuri

Lo scorso 5 marzo il Senato ha pubblicato la Risoluzione della 7° commissione permanente, dove si chiede al Governo di valutare una modifica dell’articolo 9 del decreto-legge 87/2018, cioè il divieto di pubblicità legata a gioco d’azzardo e scommesse.

La risoluzione propone inoltre di destinare una quota annuale dei proventi delle scommesse: almeno l’1% a un fondo per nuovi stadi e per l’ammodernamento degli impianti esistenti, oltre a un’ulteriore quota destinata a progetti per settori giovanili, impiantistica di base e calcio femminile.

Il Governo è ora impegnato a presentare entro sei mesi una relazione alle Commissioni su cosa ha fatto per attuare la risoluzione, con una scadenza fissata a settembre 2025.

Una modifica che permetterebbe di tornare a quanto succedeva in passato, evitando ai club di aggirare le leggi con siti di informazione “alternativi”.

Categorie:   Approfondimenti

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