Nessuno vuole essere Robin: Pellegrini tra record e addio

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   3 Marzo 2026

“In questo mondo di eroi, nessuno vuole essere Robin”. Così cantava Cesare Cremonini nel singolo estratto da Possibili Scenari. Una frase che sembra cucita addosso a Lorenzo Pellegrini. Negli occhi di tutti resta il tiro da pochi metri sbagliato contro la Juventus, conclusione che avrebbe potuto sbloccare la partita nei primi minuti. Ma nello stesso match Pellegrini si è distinto per una delle qualità più evidenti: il lavoro per i compagni. Al 54′ è arrivato il cross perfetto per la testa di N’Dicka, che ha riportato la Roma in vantaggio sul 2-1. Con quell’assist Pellegrini ha superato Daniele De Rossi nella classifica degli assist di sempre della Roma. Davanti a lui resta solo Francesco Totti.

L’incertezza dei numeri

Quello degli assist è un terreno scivoloso. Transfermarkt include nel conteggio anche i rigori procurati: secondo questo criterio Pellegrini è già a quota 62, contro i 60 di De Rossi. Diversa la lettura di Opta, attraverso Fbref: qui entrambi sono fermi a 53. In questo caso non viene assegnato, ad esempio, l’assist a El Shaarawy nel 3-0 contro il Trabzonspor nella gara di ritorno in Conference League, episodio che porta così al sorpasso di Pellegrini sull’attuale allenatore del Genoa. Fuori scala resta Totti: 153 assist su Fbref (anche se qui i dati sono parziali, visto che vengono considerate solamente due edizioni di Coppa Italia, 2014-15 e 2016-17), 205 su Transfermarkt. Numeri da eroe.

dati offensivi e lavoro sporco

Dopo una stagione sottotono – la prima senza doppia cifra tra gol e assist – e l’operazione al tendine del retto femorale della coscia destra, Pellegrini sembra aver ritrovato incisività offensiva. In tutte le competizioni è il secondo per partecipazioni al gol (7), al pari di Ferguson e dietro solo a Soulé (13). Allo stesso tempo, dopo Dybala e Ferguson, è tra i giocatori con più grandi occasioni fallite in Serie A. Un dato che pesa, ma che va bilanciato: eguaglia la Joya per grandi occasioni create (4), dietro soltanto a Mancini (5).

Non è solo attacco. Dal centrocampo in su, Pellegrini è terzo per falli subiti (40) e commessi (22) considerando Serie A, Europa League e Coppa Italia. In campionato è quarto tra i centrocampisti per recuperi difensivi (18), pur partendo da una posizione più avanzata rispetto a Cristante, Pisilli e Koné. Numeri che spiegano la fiducia di Gasperini, che lo schiera sempre titolare e ne ha spesso sottolineato l’importanza anche in conferenza stampa.

Il futuro

Il tema futuro, però, resta aperto. Il contratto di Pellegrini scade il 30 giugno e al momento non risultano trattative avviate per il rinnovo. Il numero 7 percepisce uno degli ingaggi più alti della rosa e un prolungamento alle stesse condizioni appare complicato, anche alla luce dei paletti economici imposti dalla UEFA. Mancano ancora undici giornate – e almeno due partite di Europa League – per capire come terminerà questa storia.

Il calciatore non ha mai nascosto la volontà di restare. La società, invece, valuta soprattutto l’aspetto economico. Sul piano tecnico, le parole di Gasperini sono state chiare: “È un giocatore di qualità importanti”.

E forse il punto è proprio questo. In un mondo che pretende sempre un eroe assoluto, Pellegrini continua a muoversi in equilibrio tra leadership silenziosa e aspettative gigantesche. Robin, per molti.

Categorie:   Approfondimenti
Tags:   Pellegrini

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