Quante cose certe esistono nella vita? Una lunga lista, senza andare troppo sul banale. Nel nostro mondo, però, ce n’è una che resta sempre attuale: il calcio. La Serie A, la Roma. E anche quando il campionato si ferma per due settimane, il pallone continua a rotolare. Solo in un’altra direzione.
La sosta per le Nazionali è ormai alle spalle. Si torna a giocare, a parlare di campo, di risultati e di classifiche. Ma a Trigoria c’è qualcosa che non si è mai fermato: il mercato. Perché il mercato, in fondo, non dorme mai. E chi lo fa, il mercato, deve farlo ancora meno.
Lo sa bene Tony D’Amico. Il nuovo direttore sportivo giallorosso ha trascorso la sosta tutt’altro che in vacanza. Tra telefonate, messaggi, partite da osservare e dossier da aggiornare, il lavoro è proseguito a pieno regime. E sì, anche qualche sigaretta in più per provare a staccare la spina. Missione non proprio riuscita.
VISIONE GLOBALE
Trigoria si è svuotata, ma soltanto sul campo. Negli uffici, invece, queste due settimane sono servite anche per una piccola rivoluzione interna, con diversi dipendenti e dirigenti che hanno cambiato stanza nell’ambito della nuova sistemazione degli spazi.
D’Amico, invece, è rimasto al suo posto. Stessa scrivania, stesso ufficio, stesso lavoro.
Da lì ha continuato a osservare partite, studiare giocatori, mantenere i contatti con procuratori e agenti e ricevere a Trigoria chiunque potesse portare un’idea, un’opportunità, un affare da approfondire. Il mercato si costruisce anche così: lontano dai riflettori, spesso mesi prima che un nome finisca sulle prime pagine.
Tra le questioni affrontate c’è anche quella relativa a Lulli. Il contratto del giocatore scade nel giugno 2027 e la volontà delle parti è quella di andare avanti insieme. Il rinnovo, però, dovrà arrivare alle condizioni giuste. Nessuna fretta: la parte del giocatore vuole prendersi tutto il tempo necessario per valutare la soluzione migliore.
E poi c’è il settore giovanile. D’Amico non ha limitato il proprio raggio d’azione alla prima squadra. Durante la sosta ha seguito dalla torretta del “Di Bartolomei” alcune gare delle giovanili giallorosse, osservando da vicino diversi ragazzi e scambiando anche qualche parola con loro sotto braccio.
Una presenza che racconta bene la sua idea di lavoro: visione globale, appunto. Prima squadra e settore giovanile, oggi e domani. Tutto dentro lo stesso quadro.
PAIXAO E IL REGALO DI GENNAIO
Poi c’è la prima squadra. E qui il discorso porta inevitabilmente sulla fascia. Il tema è ormai noto: davanti manca ancora una pedina. In estate è arrivato Mora, ma il nome che D’Amico aveva individuato come vera alternativa era quello di Igor Paixão.
Nei meandri dell’inizio di luglio, il ds giallorosso aveva chiesto informazioni dettagliate sull’esterno brasiliano, allora in uscita dal Marsiglia per esigenze di bilancio. Con il club francese i contatti sono proseguiti praticamente per tutta l’estate. Prima la vicenda Greenwood, poi Paixão, fino ad arrivare all’unica operazione conclusa con il Marsiglia: Balerdi. Adesso, però, il capitolo è un altro. Gennaio.
Il lavoro è già cominciato. Nessuna trattativa concreta, almeno per ora, ma tanti nomi, diverse ipotesi e soprattutto un’attività di studio che prosegue sottotraccia. D’Amico sta iniziando a costruire la lista delle possibili opportunità, con l’obiettivo di arrivare a fine dicembre con un quadro molto più chiaro. Perché il mercato invernale non si prepara a gennaio. Si prepara prima. E a Trigoria lo sanno bene. Gasperini aspetta il suo regalo sotto l’albero. D’Amico, nel frattempo, ha già iniziato a cercarlo.
