Quando la Roma acquista in estate Santiago Castro, lo individua inizialmente come alternativa a Donyell Malen. Definire però l’argentino semplicemente il vice dell’olandese non solo è riduttivo ma anche inesatto: i due giocatori hanno caratteristiche molto differenti e, in generale, due modi diversi di interpretare lo stesso ruolo.
Malen: attaccare lo spazio
L’olandese è un giocatore che fa dell’accelerazione una delle principali caratteristiche. Grazie a questa, attacca la profondità alle spalle della difesa avversaria, allungandola.
La sua capacità di puntare e saltare l’uomo gli permette, inoltre, di ricevere palla al limite dell’area e cercare la conclusione in pochissimi tocchi. Giocatore mobile capace di non dare riferimenti, è abile nello smarcamento preventivo e gli piace giocare fronte alla porta. I numeri confermano la sua centralità nel reparto offensivo giallorosso: Malen ha segnato sei gol nelle prime cinque giornate di campionato, con 10 tiri nello specchio.
Castro: dare un riferimento
Le caratteristiche dell’argentino entrano in gioco quando la Roma ha bisogno di un riferimento centrale in avanti, oltre che di difendere palla e far salire la squadra. Castro è un giocatore che tende a occupare stabilmente l’area di rigore.
Il gioco fisico e la capacità di battagliare con i difensori sono parte del suo profilo: nella scorsa stagione l’argentino è stato il secondo attaccante della Serie A per duelli a terra disputati. Abile nel gioco aereo – cinque i gol segnati di testa con la maglia del Bologna -, Castro accorcia la squadra.
In queste prime sei partite stagionali, il numero 9 ha colpito due legni, entrambi contro l’Atalanta, ed è ancora alla ricerca del primo gol in giallorosso.
Anche insieme
Dopo la partita già citata contro l’Atalanta, vinta 2-1 in rimonta dalla Roma, Gasperini ha dichiarato: “Malen e Castro possono coesistere”. Durante la partita, però, i due, nonostante la situazione di svantaggio, non hanno giocato insieme.
La Roma è però molto corta in avanti, avendo di fatto soltanto loro due come centravanti: anche per questo sarà difficile vederli entrambi dal primo minuto.
In certi momenti della partita, sarà invece possibile vederli insieme, anche perché danno contributi diversi alla manovra offensiva: l’olandese può attaccare lo spazio mentre Castro viene incontro; Malen può essere la soluzione immediata sulla seconda giocata, mentre l’argentino rappresenta il riferimento sulle palle dirette. Uno attacca la difesa alle spalle, l’altro va al duello anche fisico. Caratteristiche complementari che offrono alla Roma l’opzione di giocare con un 3-4-1-2 o con un 3-5-2.
Gasperini non ha un titolare e un vice, ma due profili diversi, capaci di adattarsi alle esigenze della partita e di mettere in difficoltà gli avversari in modi diversi. Il tecnico ha quindi più soluzioni a disposizione, sia dal primo minuto sia a gara in corso: un aspetto che è mancato per gran parte della scorsa stagione e che rende il reparto offensivo più completo.
