Fenerbahce-Roma 1-1: le pagelle di Stefano Petrucci

Photocredit: Gino Mancini

Pubblicato il:   10 Settembre 2026

Termina 1-1 la sfida tra Fenerbahce e Roma. Un punto a testa all’esordio in Champions League. Di seguito le pagelle del nostro Stefano Petrucci.

SVILAR 7

Serata di straordinari, dopo il quasi riposo delle sfide di serie A. E’ attento su Elmas e poi su Aktorkoglu, nel non facile avvio del match che la Roma forse ci (e si) illude di poter dominare. Lo beffa purtroppo l’inserimento di Brown, sull’intesa tutta inglese con Greenwood che porta il Fenerbahce al pari a inizio della ripresa. Di li in poi si soffre, coi turchi capaci di rovesciare l’inerzia della partita: il portierone per fortuna sbatte la saracinesca in faccia a Muriqi, smarcato da Kanté per il possibile 2-1, e poi concede il bis con un guizzo vincente su Aydin. Infine, sullo stacco di Aké, lo salva la traversa.

MANCINI 5

In partenza senza avversario diretto, gli capita presto il controllo di Greenwood, che purtroppo sfugge completamente al suo radar al 48’, quando in posizione da trequarti puro inventa l’assist per Brown che squarcia una difesa assopita dopo l’intervallo.

BALERDI 6,5 (per Mancini dal 74’)

Impressiona anche in una serata non proprio felicissima, e decentrato rispetto alle sue abitudini, per autorevolezza lucidità e determinazione. Difficile resti tra le seconde linee ancora a lungo.

NDICKA 6,5

Non lo preoccupano troppo i 194 centimetri di Muriqi, due stagioni anonime alla Lazio e caterve di gol a Maiorca, né tanto meno le sue continue sceneggiate da guitto. Nel finale, uscito Malen, prova a proporsi addirittura ariete in attacco. Senza esito, ahinoi.

HERMOSO 6,5

Gli toccherebbe sulla carta il cliente di gran lunga peggiore, il Greenwood-sogno di mezz’estate romanista. Ma l’inglese svaria spostandosi sulla corsia opposta e dove lo portano estro e capricci, più che gli schemi non rivoluzionari ma pragmatici di Kartal. Nel finale prova invano un’altra incornata-gol.

RENSCH 6

Gasp gli regala l’esordio in stagione, preferendolo a Molina e a Lulli, anche per premiarlo per l’impresa di Parma, 10 maggio scorso, che di fatto lanciò la Roma alla riconquista della zona Champions. L’olandese ringrazia con una prova più volenterosa che trascinante, battendo l’out destro finché il fiato regge.

MOLINA 6 (per Rensch dal 74’)

Ci prova nel finale più convulso che lucido, ma non trova spazio né per l’inserimento né per la conclusione. 

CRISTANTE 7

Scardina la sfida al 39’ con un destro da kappaò (primo gol in Champions), specialità che probabilmente esibirebbe più spesso, se non dovesse ammazzarsi di fatica lontano dalla porta avversaria. Bello il duello con il professor Kanté, anni 35 e nessuna voglia di andarsi a godere le vagonate di milioni guadagnati in Inghilterra prima e in Arabia saudita poi. 

KONE’ 6,5

Svelle il pallone dai piedi dei turchi e libera Dybala per il primo tentativo giallorosso a rete, al minuto 20. E domina per un tempo la metà campo al fianco di Cristante, lasciando solo briciole di gioco ai turchi. Non a caso appena rallenta ed è costretto a uscire (problema al ginocchio, Torino a rischio) la Roma perde intensità e controllo della manovra, rischiando di finire sotto, prima del finale rabbioso ma purtroppo privo di acuti

PISILLI 6 (per Koné dal 53’)

Gasp cerca la sua gamba, e la rapidità negli spazi stretti, quando vede il Fenerbahce salire di ritmo e baricentro, senza peraltro abbassare le barriere a difesa della propria porta. Operazione tutto sommato non riuscitissima.

WESLEY 5,5

Ancora orfano della brillantezza che sappiamo, partecipa mollemente alla frittata di avvio ripresa. Per il resto, corre per due ma cava pochi ragni dal buco, sia in difesa che in attacco. Eppure ci illude attorno al minuto 41’, col fotogramma che sembra fissare l’attuale strapotere romanista: svirgola il pallone del possibile 0-2 sul bel cross di Rensch, ma poi vola nelle praterie a bloccare Greenwood partito in contropiede. Purtroppo, non finirà in trionfo, come lunedì contro l’Atalanta.

SOULE’ 6,5

Vivace, svaria su tutto il fronte d’attacco schermando al tempo stesso Yuksek, ordinato perno centrale nel non originalissimo ma efficace 4-1-4-1 del Fenerbahce. Non trova varchi per lo splendido sinistro, ma si batte con grande coraggio nel catino ribollente di Istanbul.

MORA 5,5 (dal 74’ per Soulé)

Stavolta fatica a trovare l’intensità giusta, soffocato dall’aggressività dei turchi. Si scuote un po’ nei minuti finali, con un paio di guizzi che creano quanto meno apprensione nella tonnara turca.

DYBALA 6,5

Fisicamente sta come mai, visto che alla distanza brilla più che in avvio, cercando in ogni modo la strada verso un altro successo in extremis. Scarica sui guanti di Ederson il destro obliquo che potrebbe sbloccare il match dopo venti minuti, su sontuosa iniziativa di Koné: la conclusione purtroppo non ha fortuna né potenza. Trattenuto da Skriniar in area senza suscitare commozione nell’orrido Manzano, spinge il Melo spagnolo verso la sua performance di fischi per fiaschi: rimediando prima un rigore cancellato dal Var (68’) e sorbendosi lo show sul fallo-bis subito da Wesley al limite dell’area, stavolta addirittura ignorato dall’arbitro. 

MALEN 6

La muraglia dei turchi è alta e l’olandese gli gira al largo, aprendo spazi ai compagni che poco o niente lo cercano centralmente. Un lampo su Skriniar (28’) è vanificato da una gran chiusura di Yuksek, ma poi arriva la percussione giusta, col movimento in slalom che spalanca la via del gol a Cristante. Con un diagonale alto prova a scuotere la squadra (66’), ma nella bolgia turca proprio non si passa

DE ROON sv (dall’85’ per Malen)

Gasp lo getta nella mischia nel finale, quando forse intuisce che a capo di questo complesso esordio in Europa è meglio tenersi stretto il punto.

GASPERINI 6

Premia i fedelissimi, a conti fatti ripagato solo parzialmente. Né ha maggior fortuna, stavolta, pescando dalla panchina. Kartal prova a sbarrare la strada ai suoi uomini scavando trincee profonde davanti a Emerson, la scarsa brillantezza in qualche giocata offensiva e il sonno in difesa in apertura del secondo tempo spingono il match verso un 1 a 1 forse inevitabile.

ARBITRO MANZANO 4 (Spagna)

Quarantadue anni, da dodici inspiegabilmente arbitro internazionale, il fischietto di Don Benito (e vai), città dell’Estremadura, allestisce a Istanbul il consueto show ubriaco. Contro il Mönchengladbach, sette anni fa, spalancò ai tedeschi la porta non vedendo un pallone uscito di un metro e mezzo. Stavolta vede un rigore (su Dybala) che purtroppo non c’è e si esibisce implacabile nella solita sequenza di decisioni a caso. Complimenti di cuore all’Uefa: in fondo, siete sempre gli stessi di mister Taylor.

Categorie:   Pagelle

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