Marco Russo (DAZN): “Mondiale incredibile. Il calcio è cambiato, ma la cultura del sospetto rischia di minarne la credibilità”

Pubblicato il:   8 Luglio 2026

Il giornalista e volto di DAZN, Marco Russo, è intervenuto in diretta sulle frequenze di Radio Manà Manà Sport Roma per analizzare i temi caldi del Mondiale, tra sorprese sul campo, polemiche arbitrali e il declino del calcio brasiliano.

Marco, partiamo dal carico emozionale di questo Mondiale. Partite come Egitto-Argentina di ieri sera ci riempiono gli occhi, sia da appassionati che da addetti ai lavori.

“Sì, ed è la grande differenza per chi fa il mio lavoro rispetto alla Serie A. In campionato parli ai tifosi, vivi il calore e la delusione della gente dopo un risultato, quindi devi sempre misurare le parole per il massimo rispetto di tutti, a maggior ragione nel nostro caso a DAZN verso i nostri abbonati. Qui al Mondiale è diverso: te la godi proprio, ti diverti nel raccontare quello che succede. Sul campo stiamo vedendo un torneo incredibile, stanno accadendo cose mai viste nella storia. Quello che è successo ieri sera è emblematico: non era mai capitato che una squadra sotto 2-0 al 78′ riuscisse a ribaltarla e vincere 3-2 nei tempi regolamentari. Basterebbe questo. Poi le lacrime di Messi sono già storia dello sport: l’immagine di un uomo che ha visto il baratro davanti a sé, si è tirato indietro all’ultimo istante e ha dimostrato di averne ancora.”

Con l’eliminazione precoce di big come la Germania o l’Olanda, c’era il rischio che il Mondiale perdesse un po’ di credibilità. Invece, guardando le qualificate ai quarti, il livello resta altissimo. È un Mondiale credibile?

“Sul campo, per il livello espresso, assolutamente sì. Il calcio è completamente cambiato. La Germania e l’Olanda sono andate a casa, noi come Italia sappiamo dove siamo, e il Brasile non è più il Brasile. Gli equilibri di questo sport si sono totalmente evoluti. Il Marocco ormai è una certezza assoluta, vale quanto una superpotenza europea e giocherà un quarto di finale contro la Francia dopo essere già stato semifinalista in passato. La Norvegia è una grandissima nazionale da prime otto al mondo, la Svizzera in un modo o nell’altro c’è sempre. L’Europa mantiene una centralità forte con sei squadre su otto, insieme ad Argentina e Marocco, ma il livello complessivo è inedito.

Certo, ci sono state decisioni extra-campo che hanno minato la credibilità di certi momenti. Quello che è successo con Balogun è una roba pesantissima che speriamo di non rivedere mai più a nessun livello, perché rappresenta un precedente pericolosissimo per i valori dello sport. Anche la UEFA ha dovuto schierarsi sulla questione.”

A proposito di polemiche, dopo Argentina-Egitto il tecnico Hassan è stato durissimo con l’arbitro Letexier e la federazione egiziana ha presentato ricorso alla FIFA. Tu come hai valutato l’arbitraggio?

“Io credo che gli episodi siano stati interpretati in maniera tutto sommato corretta dalla squadra arbitrale, rientrando nelle normali dinamiche di campo. Però bisogna immedesimarsi nell’Egitto: erano al punto più alto della loro storia calcistica, vincevano 2-0 contro i campioni del mondo e si sono visti sfilare la qualificazione dalle mani senza quasi capire come. Anche sul 2-2 l’impressione era che fosse un colpo su colpo e che chi avesse segnato per primo sarebbe passato. Quindi la frustrazione degli egiziani non solo la capisco, la stracapisco.

Allo stesso tempo, la ‘cultura del sospetto’ che stiamo respirando è figlia di ciò che dicevo prima. Se nelle ore precedenti a una partita del genere arrivano decisioni extra-campo torbide, diventa inevitabile che ogni episodio venga visto sotto una luce sinistra. Detto questo, vanno fatti i complimenti all’Egitto per una partita straordinaria contro i campioni del mondo. Rimane solo il rammarico di non aver visto Salah al 100% della condizione.”

Sulla Svizzera ai quarti.

“Svizzera-Colombia è stata forse la partita più brutta del Mondiale, lo dicono anche i dati sugli Expected Goals. La Colombia ha molto più talento e doveva fare di più, mentre la Svizzera si conferma una macchina che viaggia a velocità di crociera costante. Non arrivavano ai quarti dal ’54, ma nelle grandi competizioni rispondono sempre presente.”

Tra le delusioni spiccano l’Olanda e il Brasile. Ti aspettavi questa loro uscita di scena?

“Sinceramente non ho capito come l’Olanda sia venuta fuori da questo Mondiale. Contro il Marocco ha rinunciato completamente a giocare, schierandosi a tre dietro come una media squadra di Serie A votata solo a speculare e ripartire.

Sul Brasile sono molto onesto: la qualità media della rosa non poteva portarli chissà dove. Magari ai quarti sì, ma non fino in fondo. Mancano i nomi e manca la qualità. Il Brasile sta vivendo una crisi di produzione di talenti che non avevamo visto arrivare e che sembra difficile da risolvere. Portare Ancelotti in panchina – con un contratto lungo fino al 2030 – risponde all’idea di mettere il ‘top player’ alla guida del movimento, ma Carlo non può fare miracoli se il materiale umano a disposizione è questo.”

Chi è invece il talento che ti ha impressionato di più finora?

“Dico Boadii del Marocco, a soli 18 anni. Ha una visione di gioco, una personalità e un’intelligenza calcistica fuori dal comune. Domani contro la Francia sarà la sua partita, lui che è cresciuto in Francia ma ha scelto con coraggio la nazionale marocchina. Sempre nel Marocco si è confermato Saibari, tanto che il Bayern Monaco lo ha già bloccato per 55 milioni di euro per anticipare la concorrenza. Tra gli altri mi è piaciuto molto Inao, centrocampista della Costa d’Avorio: baricentro basso, ottimo nel recuperare palloni e impostare. E poi Puerta della Colombia, un bel centrocampista di inserimento che era stato seguito anche dalla Roma.”

Chiudiamo con il pronostico più difficile: chi vince questo Mondiale?

“Dall’inizio immagino una finale Francia-Inghilterra e per il momento sono ancora dentro con il pronostico. Se arrivano in fondo loro due, dico Francia. Questa generazione francese è qualcosa di mai visto, forse paragonabile solo al Brasile del ’70 o a quello del 2002. Hanno un potenziale offensivo spaventoso con Mbappé, Olise, Dembélé, Barcola, e si permettono il lusso di tenere in panchina elementi come Cherki. Deschamps è stato bravissimo a far evolvere il gioco sfruttando tutto il materiale a disposizione. Dopo la vittoria nel 2018 e la finale del 2022, per la Francia sarebbe la terza finale consecutiva, il coronamento di un ciclo generazionale straordinario.”

Categorie:   On air
Tags:   Russo

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