Alle 18, nella trasmissione di Gabriele Turchetti e Stefano Petrucci, è intervenuto il giornalista Massimo Cecchini.
Da osservatore esterno come vedi questa proprietà e questa lentezza così inquietante?
“Per i nostri standard è la gestione più strana che si sia mai vista. Una volta il 30 giugno sembrava una data non si potesse scavallare mentre oggi il calcio va nella direzione di Infantino e Trump dove non esistono più delle regole sicure. Dobbiamo muoverci in maniera coordinata, tutti insieme. Pensando al Mondiale nessuno ha detto una parola sul trattamento dell’arbitro somalo ad eccezione della Norvegia, un giorno l’Iran potremmo essere noi ma sembra non interessare a nessuno”.
Cosa hanno fatto Pellegrini e Dybala per far cambiare idea a Gasperini e far decidere al tecnico di puntare su di loro?
“Sicuramente non si sono meritati l’ingaggio precedente. Dybala se sta bene può cambiare le partite in qualsiasi momento e sarà l’uomo della Champions, delle gare difficili e delle missioni impossibili. Pellegrini è un’altra storia, è un giocatore completo con tecnica che vede la porta e ha l’onore e l’onere di essere romano e romanista ed è arrivato dove altri capitani non sono riusciti ad arrivare. Si va verso il rinnovo del gruppo storico, il calcio con le cinque sostituzioni prevede dei titolari farlocchi e la Champions ruberà energie”.
Che Serie A sta nascendo?
“Non sta arrivando nessuno, a parte il Milan che ha acquistato un giocatore che fa panchina al Portogallo e al PSG. La Serie A è un campionato a encefalogramma piatto e il trionfo è stato tenere Nico Paz, un calciatore che se fosse andato al Real Madrid avrebbe fatto panchina”.
Rispetto al pezzo che facesti per Il Messaggero come è cambiato Gasperini?
“È una persona molto meno grintosa di come appare in conferenza stampa, è un piacere parlare di calcio con lui. Ha idee chiare e un modo di concepire il calcio che è quello. Se si vuole andare d’accordo con Gasperini bisogna fare ciò che dice lui e non esistono punti di mediazione”.
