Un po’ come è successo con Tony D’Amico. L’ufficialità sarà oggi, massimo domani. Quante volte l’abbiamo ascoltato nelle scorse settimane a proposito dell’erede di Massara?
Sistemata la questione del direttore sportivo, ora il ritornello si è spostato sulla questione rinnovi contrattuali. Ce ne sono cinque in ballo. E i nomi coinvolti non sono proprio di secondo piano. Tre sono urgenti, visto che i contratti in corso sono in scadenza il prossimo trenta giugno, ovvero Dybala, Pellegrini e Celik. Due andranno in scadenza tra dodici mesi, Mancini e Cristante, due titolari indiscutibili del Gasp.
Nelle ultime settimane si è parlato molto di tutte e cinque le situazioni (un po’ meno di quella relativa a Cristante), forti anche del fatto che lo stesso Gasperini è stato il promotore del rinnoviamo tutti, visto che in più di un’occasione ha invocato lo zoccolo duro come essenziale per poter avere l’ambizione di costruire una Roma più forte e competitiva in vista di campionato e Champions League. Parole legittime quelle dell’allenatore, ci mancherebbe, anche se da un punto di vista strettamente di trattativa, non sono state un vantaggio per la società, dato che ha garantito ai procuratori dei cinque calciatori, una briscola pesante in più sul tavolo delle contrattazioni che sono in corso per tutti e cinque.
Sapendo che l’allenatore vuole a tutti i costi i loro assistiti, è chiaro che per i rappresentanti delegati a trattare, il vantaggio non è stato di poco conto. La Roma, peraltro, può compensare questo svantaggio, avendo la consapevolezza che per i giocatori in questione, in particolare per quelli che sono a fine contratto tra due settimane, non c’è la fila di club pronti a garantirgli ricchi cotillons sapendo di poter acquisire il cartellino a costo zero (commissioni a parte).
In ogni caso, comunque, fin qui non c’è stata nessuna fumata bianca. Magari nel momento che leggerete queste righe, qualcosa di nuovo si sarà materializzato, ma per il momento tutti e cinque sono in attesa di avere una risposta definitiva. Anche se i sussurri e grida che arrivano dal bunker di Trigoria, fanno sapere che alla fine il brindisi per il prolungamento ci sarà per tutti. La settimana che è appena cominciata dovrà essere in qualche modo quella decisiva per definire i prolungamenti. E siamo convinti che sarà così, altrimenti il rischio di deludere Gasperini comincerebbe a essere reale. E deludere il Gasp, come ci ha fatto capire la sua prima stagione sulla panchina della Roma, è meglio non correrlo.
In attesa di novità, quello che ci preme sottolineare è un aspetto sul quale fin qui si è parlato poco se non zero. Cioè gli equilibri interni in uno spogliatoio che sono fondamentali per non rischiare di vedere calciatori scontenti e brontoloni. Quello che intendiamo, lo vogliamo sintetizzare con qualche domanda: secondo voi Dybala può accettare, con tutto il rispetto, che Celik guadagni più di lui pur sapendo che il turco ha il vantaggio del decreto crescita? E ancora, lo stesso Dybala, può metabolizzare la possibilità che Pellegrini abbia uno stipendio superiore al suo, pur sapendo di avere la possibilità di avere bonus che possono far crescere di parecchio la sua busta paga mensile? E allo stesso Pellegrini quanto può garbare che Celik guadagni più di lui? Le risposte non sono difficili da trovare. Ed è anche su e per questo aspetto che al momento non ci sono state fumate bianche. Arriveranno. A patto che gli equilibri interni siano migliori di quelli che sono stati fino a oggi prospettati ai calciatori. Mancini e Cristante compresi.
