Habemus Ryan. Il vicepresidente della Roma si è materializzato a sorpresa (o quasi) a Trigoria, dove Gasperini lo aspettava ormai da settimane, da quando cioè fu dato alle stampe il comunicato con cui la proprietà licenziava Claudio Ranieri. Era atteso, ma non così presto, neppure il tecnico romanista era preparato all’incontro. Così come tutto il resto di Trigoria. Tanto è vero che, volendo scherzare, quando ha bussato al centro tecnico romanista, dall’altra parte pare che la risposta sia stata, . E invece era proprio il figlio di Dan (il suo ritorno a Roma per ora è ancora tutto un quiz) che, dopo il fratello minore, ha pensato bene che era giunta l’ora di tornare nella sede del club in cui lui e la sua famiglia fin qui hanno investito circa un miliardo e duecento milioni di euro. I bene informati garantiscono che in realtà il vicepresidente era arrivato in Italia già da qualche giorno, ma che prima di tornare a Roma, abbia preferito fare un giro per la penisola probabilmente, garantiscono sempre i bene informati, per una serie di incontri in chiave futuro giallorosso.
Comunque ora è qui. Era ora, ci viene da dire, visto tutto quello che è successo nell’ultimo mese romanista e i ripetuti appelli del Gasp (che non era per niente contento della prolungata assenza della proprietà) per cominciare a programmare il prossimo futuro. Nella sua prima giornata (non si sa quanto si tratterrà) trigoriana, Ryan ha avuto un colloquio con il direttore sportivo in uscita Ricky Massara. E poi con l’allenatore. A quanto pare quello con il tecnico è stato solo un incontro propedeutico a fissare una fitta agenda di nuovi confronti nei prossimi giorni. Del resto le cose da mettere a posto sono una vagonata. Dal mercato in uscita e in entrata alle plusvalenze, dai rinnovi contrattuali alla scelta del nuovo ds, dagli obiettivi da acquistare a quelli da cedere, dal ritiro precampionato alle amichevoli da fare prima dell’inizio della stagione ufficiale.
E’ probabile che l’agenda al primo punto abbia quello dei rinnovi contattuali dei quattro giocatori in scadenza il prossimo trenta giugno: Dybala, Pellegrini, Celik ed El Sharaawy. Il Gasp conta almeno in due prolungamenti. Ovvero l’argentino e l’ex Capitano. Entrambi vogliono rimanere, il tecnico li considera più che utili alla causa della costruzione di una rosa competitiva in almeno diciotto giocatori. Gasp sa che la Roma potrà fare un’offerta molto inferiore rispetto agli attuali stipendi, ma sa anche i due sono pronti ad ascoltare avendo entrambi il desiderio di rimanere. L’allenatore vorrebbe la conferma anche di Celik che considera giocatore utile in due ruoli e, in più, il suo stipendio può sfruttare il decreto crescita che ridimensiona il costo complessivo. Per il Faraone l’impressione è che si arriverà ai saluti.
Riguardo agli acquisti da fare, in base anche alla volontà del Gasp di mantenere buona parte di questa rosa, la richiesta dell’allenatore sarà di acquistare tre giocatori veri, un esterno destro e uno sinistro offensivi (Summerville, Tel, Nusa, Greenwood i nomi più graditi), un esterno basso, destra o sinistra non fa differenza perché Wesley può giocare su entrambe le fasce. Sulle cessioni con obiettivo plusvalenze (tra i cinquanta e i sessanta milioni) da fare, l’allenatore chiederà, se sarà possibile, di tenere Koné che considera un campione.
Saranno molte le cose, insomma, su cui dovranno confrontarsi Ryan e Gian Piero. Con il tecnico sempre più convinto che questa Roma con tre innesti giusti può presentarsi alle celebrazioni del centenario con l’obiettivo di puntare a vincere.
