Time out – Er Faraone de’ noantri

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   19 Maggio 2026

Er Faraone a Roma. Stephan El Shaarawy, papà egiziano, mamma con passaporto svizzero, nato a Savona, anni trentaquattro, cittadino del mondo, esperienze in Cina e in Francia, un cuore romano e romanista, trentadue volte pure azzurro arricchite con sette reti. Ha vestito il giallorosso per dieci anni, pur con un intermezzo di diciotto mesi in Cina dove lo avevano ricoperto di soldi con un contratto di tre anni (sedici milioni a stagione). Per poi tornare a Roma e alla Roma, dove aveva comunque lasciato il suo cuore, per ripartire da dove aveva lasciato. Con la nostra maglia ha messo insieme numeri importanti, soprattutto nel calcio del terzo millennio dove è difficile trovare calciatori che rimangono per tanto tempo con la stessa maglia, schiavi di un calcio business che ormai ha preso il sopravvento nei confronti di tutto il resto. E non è che in questi anni, soprattutto quando è tornato dalla Cina, non abbia avuto offerte da altre squadre. Ha risposto sempre no, anche alla possibilità di andare a giocare con maggiore continuità rispetto a quello che ha potuto fare nelle ultime stagioni da romanista. Niente, ha sempre scelto la Roma.

Tra il gennaio del 2016 quando Walter Sabatini lo portò alla Roma in prestito per un milione e trecentomila euro perché il Monaco aveva fatto sapere al Milan, proprietario del cartellino che non lo avrebbe fatto più giocare perché non poteva acquistarlo (poi a giugno fu riscattato dalla Roma per complessivi tredici milioni) e il maggio di quest’anno, quando ha annunciato, a sorpresa pare pure dei compagni, il suo addio, ha totalizzato 347 presenze, 65 reti, 50 assist, 18.454 minuti giocati, numeri che magari domenica prossima potranno essere ulteriormente arricchiti in quella che sarà la sua ultima volta con la Roma sperando di poterla festeggiare con una festa Champions.

Ma il Faraone è stato capace di andare anche oltre i numeri che pure ne certificano qualità tecniche che nessuno può disconoscere. Per dire, quando ad Alisson, brasiliano, chiesero quale era il compagno più tecnico che aveva nella Roma, la risposta del portiere fu proprio El Shaarawy. Quando scriviamo oltre, vogliamo dire i comportamenti, quelli tanto cari a Luciano Spalletti. Mai una parola fuori posto, mai un gesto di malumore in occasione di qualche cambio in campo, mai una contestazione, mai una richiesta di aumento di ingaggio, mai problemi con i compagni o gli allenatori con cui si è confrontato. Educato, sempre. E in questi tempi volgari, il valore dell’educazione ha contorni ancora più profondi. Un valore che i tifosi della Roma gli hanno sempre riconosciuto, come certificato domenica scorsa durante e alla fine del derby, quando la gente con il cuore mezzo giallo e mezzo rosso ha manifestato il suo sentimento nei confronti del Faraone attraverso alcuni striscioni di ringraziamento per la sua lunga militanza con la nostra maglia. E’ stato un esempio di comportamento Stephan. In campo e fuori. Dimostrando sempre di mettere la Roma prima di qualsiasi altra considerazione. Ed è questa, al di là dei numeri importanti che ha messo insieme nei nove campionati giocati da queste parti, la più grande vittoria ottenuta da un ragazzo sì cittadino del mondo, ma ormai diventato un po’ tanto romano. Merita come minimo un grazie per quello che ha fatto e detto er faraone de noantri.

Categorie:   Editoriali
Tags:   Time Out

ALTRE NOTIZIE

  • Copertina articolo

    Time out – Tutte le strade portano a Stamford Bridge

    (Quasi) tutte le strade portano a Stamford Bridge. Ovvero Londra, casa del Chelsea. Perché le strade di cui parliamo, sono quelle relative al mercato (in entrata) della Roma. Mercato che al momento è rimasto al palo, senza peraltro che a Trigoria, a cominciare da Gasperini, sia salita quell’ansia che nella passata stagione ha accompagnato tutte […]
    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time out – Koné a rischio cessione

    Temo per Koné. La notizia che il Manchester United ha deciso di non chiudere l’acquisto di Ederson per il quale da tempo c’era un accordo da quarantacinque milioni di euro, mi ha trasmesso un senso di preoccupazione. Perché ormai la mia mente deviata da decenni di questo lavoro, dopo aver appreso una notizia la prima […]
    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time out – Greenwood, pazienza e pressione

    Mucha pression. Era lo slogan del señor Monchi quando doveva rispondere per spiegare la situazione che stava vivendo da direttore sportivo della Roma. L’ha retta poco quella pression. Perché il suo lavoro si è rivelato un fallimento, dalle cessioni agli acquisti, con conseguenze che la Roma per certi versi si sta portando ancora dietro. Questo ricordo è per dire […]
    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time out – È una Roma di rincorsa

    È una Roma di rincorsa. In campo, fuori, nei conti economici. Quello di dover rincorrere, è un vizietto con cui la Roma si sta confrontando ormai da molti anni. Sarebbe il caso, in campo, fuori e nei conti economici, che la cosa andasse a esaurirsi, ma con questa proprietà sembra destinato a perpetuarsi nel tempo. […]
    Piero Torri