Io voto Dybala. Nel senso di un rinnovo contrattuale, ovviamente a cifre diverse dagli otto netti che gli garantisce l’accordo in corso e che andrà in scadenza il prossimo trenta giugno. Lo dico pur nella consapevolezza razionale che chi sostiene il contrario, ha validissime motivazioni, al punto che posso dire con onestà che hanno ragione tutti quelli che mostrano il pollice verso per un prolungamento del contratto del fuoriclasse argentino.
Ecco, è la parola fuoriclasse che mi fa stare dalla parte dell’argentino, della sua poesia calcistica, della sua capacità di far sognare, del suo disegnare calcio che voi umani. Dybala è un fuoriclasse. L’ultima dimostrazione ce l’ha data a Parma nel corso di una partita che alla fine ero sì stracontento per i tre punti, ma anche perché ero ancora vivo, sapete l’età è quella che è, certe emozioni bisogna saperle gestire, altrimenti può partire il coccolone. Tre palle gol per i compagni, la rete di Malen, un’altra messa sulla testa di Soulé che è riuscito a fare la cosa più difficile prendendo il palo, un’altra ancora per il destro dell’olandese che Suzuki ha respinto con una grande parata.
E poi quella sensazione, sempre, ogni volta che ha il pallone tra i piedi, che possa succedere qualcosa negata a gran parte di tutti gli altri calciatori. Non ai fuoriclasse, capaci di far innamorare i tifosi di qualsiasi età, a cominciare dai bambini che, fateci caso, quando li inquadrano all’inizio della partita, stanno quasi tutti facendo la Dybala mask (altro elemento che mi fa propendere per il pollice alto nei confronti dell’argentino). Tutte queste considerazioni mi portano a votare per il prolungamento, fregandomene del fatto che negli anni scorsi ha giocato una partita su due e in questa stagione pure di meno, del fatto che nelle ultime due stagioni per due volte è dovuto entrare in sala operatoria, della certezza che comunque non potrà più garantire quaranta partite a stagione.
Magari mi sbaglio, ma ho la sensazione che le mie motivazioni siano in gran parte condivise anche da Gian Piero Gasperini. Non lo ha nascosto neppure nel sorridente felice post partita di Parma, quando ha ribadito come lui è favorevole alla permanenza dell’argentino perché e forse pure perché è consapevole che un altro Dybala non è facile da trovare. E anche trovandolo, i conti della Roma non sarebbero in grado di sostenere cartellino e ingaggio. Visto che al Gasp è stata più o meno consegnata la Roma, sarà il caso perlomeno di ascoltarlo. Certo a condizioni assai inferiori rispetto allo stipendio che percepisce attualmente, proponendogli un contratto con tanti bonus, gol, assist, minuti, presenze da almeno quarantacinque minuti. Condizioni, magari sarà una mia impressione, che il giocatore è pronto a prendere in considerazione, come almeno secondo me lo stesso argentino ci ha fatto capire a caldo dopo il fischio finale a Parma.
Quindi? Difficile prevedere quello che succederà. Anche perché dopo settimane in cui abbiamo letto di tutto, al punto da arrivare a scrivere di un’offerta di un quadriennale all’argentino, Dybala sempre a Parma ci ha detto di non aver mai ricevuto un segnale dal club. Peraltro, chi lo dovrebbe dare questo segnale visto che l’attuale direttore sportivo è stato sfiduciato dal tecnico e da tutti è indicato come prossimo all’esonero? La proprietà, allora, nell’attesa del nuovo ds? Forse, ma al momento da queste parti è sbarcato solo Corbin. C’è insomma anche la confusione (eufemismo) societaria a rendere la questione ancora più complicata. Si è in ritardo su tutto in vista della prossima stagione. Sarebbe il caso di avvertire i Friedkin. Altrimenti pure il Gasp può incazzarsi.
