Time out – «Piacere Corbin» «Corbin chi?»

Dan e Ryan Friedkin all'Olimpico

Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   4 Maggio 2026

«Piacere Gian Piero, I am Corbin».

«Corbin chi?».

«Il figlio di mister president, daddy Dan».

«Ah piacere, Gian Piero Gasperini».

Concedeteci la sceneggiatura un po’ cinematografica, abbiamo la convinzione che potrebbe piacere anche ai Friedkin che in fatto di cinema se ne intendono. Anche perché crediamo che non è che sia andato troppo diversamente l’incontro andato in scena qualche giorno fa tra l’allenatore della Roma e il secondogenito di mister Dan, il ragazzo al quale è stata affidata la gestione del Cannes, serie inferiori del calcio francese, il terzo club (il secondo è l’Everton, sempre che sia il secondo nella considerazione della famiglia texana) della galassia Friedkin nel mondo del pallone.

La cosa, se abbiamo cominciato a conoscere l’irascibile Gasp, non deve aver fatto troppo piacere al tecnico di Grugliasco. Ma come, deve essersi domandato Gian Piero, qui a Trigoria è successo e sta succedendo di tutto, c’è una Champions ancora da inseguire, c’è un mercato in entrata e in uscita da programmare, ci sono plusvalenze da concretizzare, c’è un direttore sportivo in uscita, ci sono una serie di contratti in scadenza con cui dover fare i conti, c’è una programmazione di un ritiro precampionato da mettere nero su bianco, e voi, cari texani, mi spedite a Roma il secondogenito che chissà cosa sa della Roma?

No, non deve averla presa bene il Gasp che, dopo il finimondo accaduto, si aspettava di vedersi di fronte il mister president, in alternativa il mister vicepresident. E invece mister Dan chissà in quale parte del mondo sta, così come Ryan che nonostante le ripetute voci di un suo sbarco in Italia, fino al momento in cui scriviamo a Trigoria non l’ha visto nessuno. E che non l’abbia presa bene in qualche misura ce lo ha confermato lo stesso allenatore nel corso della conferenza stampa della vigilia della sfida contro la Fiorentina peraltro diventata ancora più eccitante dopo la sconfitta del Milan e il pareggio della Juventus. Una conferenza in cui l’altra faccia di Gasp (quella dietro le quinte è molto più burbera, sgarbata e minacciosa) c’è sembrata tra il preoccupato e l’incazzato, non riuscendo neppure a mascherare con sorrisi di circostanza un umore che non era dei migliori.

Del resto, almeno su questa cosa, non si può dare torto a Gasperini. Perché lo sbarco di Corbin tutto può essere stato meno che una conferma sulle intenzioni della proprietà per il prossimo futuro. Che assomigliano più a un disimpegno che alla volontà di seguire le indicazioni dell’allenatore al quale, peraltro, non più tardi di qualche giorno fa si sono consegnati dando il benservito a Claudio Ranieri.

La cosa non può far piacere a Gasperini, ma in realtà a chiunque abbia a cuore le sorti della Roma. Perché questa proprietà che pure ha investito tanto ed è (sarebbe?) pronta a raddoppiare l’investimento nella costruzione dello stadio di proprietà, pare sempre più distante dal club, è andata via da Roma e di fatto non più tornata se non con qualche occasionale toccata e fuga, è lontana da tutto e tutti, al punto da non interessarsi più alle vicende romaniste, affidate dalla famiglia a un pilota acrobatico che fino a poco tempo fa temiamo neppure sapesse che a calcio si gioca undici contro undici. In questa confusione societaria, programmare il futuro è un esercizio di sfrenato ottimismo. E allora, «Corbin chi?».

Categorie:   Editoriali
Tags:   Friedkin, Time Out

ALTRE NOTIZIE

  • Copertina articolo

    Time Out – Godot faceva il direttore sportivo

    La Roma è capace di tutto. Anche di risolvere enigmi teatrali quasi secolari, altrimenti irrisolvibili. Prendete Godot, protagonista che non c’è del capolavoro di Samuel Beckett. Lo aspettano, non arriva mai. Non si sa chi sia, che lavoro faccia. Le risposte sono lasciate allo spettatore. Ora non più. Grazie alla Roma. Perché possiamo dire con […]
    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time Out – La retromarcia di Dan

    Io una spiegazione ancora non l’ho trovata. Intendo sulla questione Claudio Ranieri. In particolare sulla sua clamorosa uscita a pochi minuti dal fischio d’inizio della sfida di campionato contro il Pisa che come conclusione ha partorito il licenziamento del Senior Advisor della famiglia proprietaria del club. Di sicuro ho capito solo che quella uscita perlomeno […]
    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time out – Il mercato nascosto

    Non solo Greenwood. E Nusa, Tsolis, Fofana, Alajbegovic. Cioè i nomi più gettonati in questi giorni per dare corpo alla richiesta del Gasp di due nuovi attaccanti esterni. Soprattutto Alajbegovic sembra essere quello più spinto, visto che lo stesso giocatore bosniaco, dopo che il papà ha incontrato l’ex ds Massara, fa sapere di essere molto […]
    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time out – Calafiori vale sei milioni

    Riccardo Calafiori vale sei milioni. Euro più, euro meno. Da prendere subito ci sarebbe da dire, visto che stiamo parlando di uno dei difensori migliori in circolazione e che, almeno per chi scrive, rimane uno dei rimpianti più grandi per chi ha la Roma nel cuore. Cresciuto a Trigoria, tifoso romanista vero al di sopra […]
    Piero Torri