Alle 11:40, durante la trasmissione condotta da Daniele Cecchetti, Marco Valerio Rossomando e Stefano Petrucci, è stato ospite Raffaele Novelli. L’attuale allenatore della Paganese ha conosciuto e collaborato, alla Vigor Lamezia, con il nuovo DS della Roma: Tony D’Amico. Ecco le sue parole.
Ci aiuti a ricostruire la figura di Tony D’Amico, un carattere forte. Com’è nata la collaborazione e com’è andata?
“Lo conoscevo e l’ho ritrovato a Foggia, dove ha fatto un ottimo campionato. Era una buona mezz’ala. Quando ha smesso di giocare, è venuto con me a Lamezia”.
Cosa rivedi in lui da dirigente rispetto a quello che era da calciatore?
“Ragazzo equilibrato, ha cercato sempre il massimo ed è una persona perbene, pulita e con grande conoscenza del calcio”.
Come pensa possa sposarsi con una piazza come Roma?
“Il calcio è peggiorato e questo si vede anche in Nazionale, che raccoglie tutte le difficoltà. Tony è una persona da campo. Lui parla poco e cerca di arrivare dritto all’obiettivo. Con Gasperini hanno lavorato insieme ci sarà unità d’intenti”.
Quanto è cambiato il ruolo del DS?
“E’ cambiato e quando un DS è libero, non è ricattabile. I progetti e le idee devono essere condivise con la società”.
Gasperini-D’Amico: è una coppia che la convince?
“Sì ma lo hanno già fatto. Importante sono i principi e le idee. D’Amico ha continuato a portare avanti quelle idee di un calcio offensivo. Gasperini lo conosco un po’ e anche lui ha mantenuto quella idea, raccogliendo risultati attraverso il lavoro”.
Che effetto fa osservare il Mondiale da casa per la terza volta consecutiva?
“Ci sono idee e solo attraverso una crescita puoi realizzare qualcosa di importante. Ci deve essere la predisposizione, la maturità e le conoscenze per poterlo fare. Eravamo bravi, ora si è evoluto tutto. L’Italia ha grandi qualità ma deve sostenere i giovani e dare continuità a un progetto”.
