Alla vigilia della notte di gala contro il Real Madrid, per Donyell Malen è arrivato un tuffo nel passato denso di emozioni. Durante la diretta del prepartita trasmessa da Prime Video, la televisione di streaming ha riservato una sorpresa speciale all’attaccante della Roma, mettendo in collegamento tre figure chiave della sua infanzia e della sua formazione umana e calcistica: la madre Mariska Manshanden, la nonna Maria Vogelzang-Van Ooy e René De Kort, primo allenatore dei suoi esordi al VV Success.
La nonna Maria: “Mi ha aiutato a riprendermi dal malore”
A rompere il ghiaccio è stata la nonna Maria, evocando le primissime immagini di un piccolissimo Donyell tra le mura domestiche e sotto casa:“Giocava sempre in casa, calciando la palla tra le gambe del tavolo. Nel cortile sotto casa giocavamo a stop e tiro: io gli passavo il pallone e dopo un’ora dovevo dirgli ‘Don, ora basta’. Devo dire che Donyell mi ha aiutato tantissimo a riprendermi dopo un grave malore che avevo avuto all’epoca”.
Un legame profondo confermato anche dalla madre Mariska, che ha ricordato il periodo in cui lavorava di notte come tassista mentre i nonni accudivano il piccolo talento: “Mia mamma era malata quando nacque Donyell e le passeggiate con lui sono state fondamentali per la sua guarigione. Ricordo che quando aveva quattro anni mio padre mi disse che voleva portarlo subito al campo di calcio, ma ci risposero che era ancora troppo piccolo”.
Il campetto intitolato a Westerland e l’aneddoto delle rovesciate a 65 anni
Spazio poi ai ricordi sul campo da gioco affidati a René De Kort, suo primo tecnico al VV Success, che ha rispolverato un gustoso aneddoto sull’esordio del classe ’99: “Un giorno guardai fuori dal campo e lo vidi palleggiare da solo: 100, 101, 102, 103… Ho capito subito che dovevo farlo entrare. Gli ho dato la maglia, è sceso in campo, ha segnato dieci gol e abbiamo vinto 10-9. Per suo nonno Donyell era tutto, giocavano sempre insieme nel campetto di Westerland”.
Quel campo a Westerland, dove Malen si allenava ogni giorno dopo la scuola, oggi porta ufficialmente il suo nome. De Kort ha anche regalato una battuta sul nonno dell’attaccante: “Un sabato si presentò al campo con un forte mal di schiena e faceva fatica a camminare. Gli chiesi: ‘Ma cosa ti è saltato in mente? Non dovresti fare le rovesciate a 65 anni!’ “.
Sempre legata al gesto tecnico della rovesciata è una delle prime grandi perle della carriera giovanile di Malen, come rivelato dalla madre: “Justin Kluivert batté un calcio d’angolo e Donyell segnò in rovesciata il gol che ci fece vincere il torneo”.
La nuova vita a Roma e la consacrazione al centro dell’attacco
Chiusa la parentesi dei ricordi, lo sguardo è passato al presente e all’impatto con la realtà capitolina. Donyell sembra essersi ambientato perfettamente alla vita romana: “Ora parla continuamente del Colosseo, ci è andato di nuovo proprio oggi. Ama tantissimo la città. Una volta, uscendo dallo stadio, un tifoso si è persino inchinato davanti a lui: una cosa da pazzi! Per me, però, resta sempre e soltanto Donyell, mio figlio”.
In chiusura, la madre del bomber si è soffermata sull’esplosione tecnica del figlio in maglia giallorossa:“Ha sempre desiderato esprimersi a questi livelli, ma perché succeda devono incastrarsi tante cose. Ora sta giocando nella posizione giusta: a lui piace stare al centro dell’attacco e i compagni lo stanno aiutando a rendere al meglio. Ha giocato tante partite in Champions League, ma stavolta si vede che è davvero felice. Noi abbiamo sempre conosciuto il suo potenziale, adesso lo sta mostrando a tutti. E non avete ancora visto tutto: c’è molto di più”.
