Nel post partita di Roma–Real Madrid ha rilasciato delle dichiarazioni José Mourinho. Di seguito le sue parole ai microfoni di Prime Video.
Mourinho, è stata una partita difficile da descrivere, forse un’altalena di emozioni incredibili dall’inizio alla fine, soprattutto nel finale.
«Penso che si possa parlare di due partite dentro una sola. Una partita in cui la Roma è stata superiore in tutti gli aspetti, tutti, e poi venti minuti in cui il Real Madrid era impossibile da fermare. Sono state due partite distinte. Loro ci hanno sorpreso all’inizio con Soulé, che ha giocato più sulla fascia rispetto alle partite precedenti, creando superiorità numerica da quella parte del campo. È stato difficile per noi controllarlo. Nel secondo tempo, proprio quando eravamo più organizzati per affrontare questa difficoltà, abbiamo preso il secondo gol, che è un gol ridicolo, che non si può subire in una competizione di questo livello. Dopo, sul 3-1, magari per tutti la partita era morta, però quelli che erano morti erano i giocatori della Roma. È molto difficile giocare con questa intensità e con lo stile di gioco che hanno loro. È molto difficile. Quindi il Real Madrid ne ha approfittato. Certamente abbiamo fatto dei cambi. Sul 3-1, prendere il quarto o il quinto gol non avrebbe cambiato molto. Poi loro non hanno più avuto la capacità, né tattica né fisica, di accompagnare questa valanga di calcio offensivo che abbiamo prodotto».
A proposito dei cambi, due suoi cambi sono stati fondamentali. Parliamo sempre di Vinícius, Mbappé e Bellingham, ma alla fine la partita l’hanno risolta due ragazzi, Espí ed Endrick.
«Di Endrick ho parlato ieri. Quando mi hanno chiesto se la Roma potesse prenderlo in prestito, ho risposto che era impossibile. Impossibile perché conosco il suo talento e so quello che può dare. Povero Hermoso, dopo settanta minuti, ovviamente lo abbiamo ammazzato. E poi è entrato quel ragazzo e penso che anche lui non potesse fare molto».
Vorrei mostrarle un’immagine del finale della partita. In questa esultanza sembra che lei dica qualcosa. A chi si rivolge e che cosa vuole dire?
«Niente. Abbiamo vinto e sto festeggiando, guarda».
Sta dicendo di no?
«No. Non mi hai visto festeggiare e correre verso la Curva Nord, dove si trovavano i nostri tifosi? Verso la Sud sarebbe stato impossibile, ovviamente, per il rispetto estremo che ho nei loro confronti. Ci hanno sostenuto fino alla fine».
Le dico che cosa avevo letto io, sicuramente sbagliando: “Non mi arrendo, Mourinho non si arrende, vamos”.
«No, no, no. Onestamente no».
