(LA REPUBBLICA – Marco Juric) Rodrigo Mora ha aspettato cinque minuti. Tempo di entrare al posto di Dybala per prendere una partita enorme e lasciare finalmente un segno della stessa dimensione. Riceve, trova lo spazio e serve a Malen il pallone del 2-1. Da lì la Roma accelera, l’olandese segna ancora e in sette minuti il Real Madrid passa dall’1-1 al 3-1. Sembra il momento in cui la notte dell’Olimpico cambia definitivamente padrone.
Non sarà così. Nei sette minuti finali il Real ne fa tre. Tutti su angolo. (…) La Roma esce dalla grande sfida contro il Real con una sconfitta che brucia. Per la portata del risultato, ma soprattutto per come è maturato.
Con due gol di vantaggio a sette minuti dalla fine. Che diventa sconfitta al fischio finale. Un punto in due giornate di Champions e una qualificazione che si fa già in salita. Ma qualche indicazione positiva per Gasp c’è. La doppietta di Malen, l’impatto di Mora e il primo gol di De Roon.
Soprattutto Mora, un investimento troppo grande per considerarlo soltanto un apprendista e un’età abbastanza piccola da ricordarsi che qualche notte può ancora cominciarla dalla panchina. (…) Dybala parte titolare, Mora aspetta. Poi l’infortunio della Joya apre la porta e il portoghese ci entra portando immediatamente quello che mancava: leggerezza, accelerazioni, un po’ di disordine dentro unapartita che stava diventando troppo ordinata.
L’assist a Malen è la prima giocata davvero pesante della sua esperienza romana.(…) Il Real Madrid, Mbappé, Vinicius, l’Olimpico pieno, una gara ferma sull’1-1. (…) Mora invece fa la cosa giusta. Vede Malen e gli consegna il vantaggio.
Sedici anni più in là c’è Marten De Roon. Se Mora rappresenta ciò che la Roma speradi avere compratoper il futuro, l’olandese è quasi il contrario: Gasperini lo ha volutoperché sapeva già tutto di lui. (…) Doveva essere l’uomo d’esperienza da usare quando serviva. È diventato titolare. Contro il Real lo diventa ancora di più. Cristante è fuori, Koné si fa male dopo un quarto d’ora e improvvisamente il centrocampo finisce sulle sue spalle. Il gol sembra aprire orizzonti bellissimi. Poi Malen segna due volte e per qualche minuto l’impresa sembra lì, a portata di mano.
Il Real però non sparisce mai davvero dalle partite e in sette minuti ribalta tutto.Finisce 3-4, con la sensazione inevitabile di aver lasciato scappare qualcosa.
