Roma-Real Madrid, che sia prima squadra o primavera, affascina. Per appeal (da Marcelo a Galantic, per poi passare a Paratici, tante autorità in tribuna al Tre Fontane); per storia e per il bello del calcio. Ci si aspettava una sfida scoppiettante, ma le aspettative non sono state rispettate. E’ bastato un solo gol al Real per battere i giallorossi che tornano a casa con zero punti in mano. Risultato giusto, visto il possesso palla asfissiante dei blancos e la poca caparbietà dei giallorossi sottoporta.
Impostazione difensiva
Questa volta Scala la prepara con una mentalità difensivista. Un 3-5-2 molto mobile: in fase di non possesso e di ripiego Loreti e Cama si abbassano a diventare i quinti di difesa; in fase di possesso e impostazione Maccaroni si sposta in posizione più centrale (e dunque si forma il classico 1-2 davanti) e con Loreti e Cama che fanno su e giù chiamati a un lavoro dispendioso. I padroni di casa sanno difendersi ma anche ripartire quando c’è varco. Propositivo Vukoje che con la sua fisicità trascina le ripartenze giallorosse ma sul più bello si mostra poco preciso nel prendere la decisione giusta. Di occasioni da matita rossa nei primi 45′ ce ne sono state ben poche: pari a zero per la squadra di Scala, due per i ragazzi di Lopez con ottime risposte di Kilvinger. Bravo l’estremo difensore giallorosso in un paio di situazioni tra uscite basse e con i piedi. Da segnalare tre ammoniti nei primi 45′, conclusi senza recupero: Basile, Cama e Vukoje.
Diez la decide
Proprio Vukoje è l’uomo che rimane negli spogliatoi. Sostituito da Gianmattei all’intervallo, entrato con l’intento di dare più dinamicità al reparto. Pronti via l’assetto di gioco non si stravolge. Dopo 4′ arriva un’opportunità per i Blancos. Sanatamaria riesce a prendere posizione su Terlizzi, entra in area e prova il tiro: bravo il figlio d’arte a intervenire in tackle pulito da dietro sventando la sfera in corner. Girandola dei cambi sia da una parte che dall’altra, il Real continua a dominare la sfida sotto il punto di vista del possesso palla e a forza di tentativi ecco che arriva il gol. Casuale, possiamo dire. Perché da una palla che sembrava ormai morta, la deviazione di Paul anziché finire in corner colpisce il palo; sul rimpallo carambolesco c’è il provvidente Diez che da buon numero dieci in due tocchi non la fa vedere a nessuno, buttandola dentro. Si gela il Tre Fontane. Il Real si tiene a stretto questo risultato di misura, gli va bene. La Roma rivoluzionata dai cambi fa quel che può, ma non basta per un eventuale pareggio o rimonta. Vince il Real.
