(Marco Juric – Repubblica) “Per Konè non è mai arrivata un’offerta ufficiale”. Il direttore sportivo della Roma Tony D’Amico parte da uno dei casi dell’ultimo giorno di mercato per raccontare la sua prima estate da direttore sportivo della Roma.
D’Amico rivendica anche il ruolo centrale nelle scelte di mercato e il modello, spiega, è quello di una gestione “condivisa tra proprietà, direttore sportivo, allenatore e nuovo Ceo”. Dentro quei confronti sono entrati anche i paletti imposti dagli accordi con l’UEFA. La Roma li conosceva e durante il mercato ha dovuto <<reinventarsi>> più volte.
Il mercato, ammette, non ha però completato del tutto la rosa. “Un giocatore probabilmente manca”. Era soprattutto l’esterno offensivo più fisico richiesto da Gasperini. Il riferimento è a Greenwood, Summerville e le tanti ali trattate durante l’estate.
Leweling, racconta D’Amico, era stato praticamente definito con Stoccarda e calciatore, poi “il giocatore ha avuto un ripensamento”. Per Luiz Henrique invece c’era l’accordo con il giocarotore e con il club, ma alcune “problematiche tecniche” hanno impedito di chiudere. Lo Zenit di proprietà Gazprom e le restrizioni UE su molti soggetti russi hanno mandato in fumo la trattativa.
