Canavesi: «Malen può fare la differenza, la Roma è una delle squadre più forti»

Photo Credit: Bergamo Tv – L'Eco di Bergamo

Pubblicato il:   5 Settembre 2026

Ai microfoni di Manà Manà Sport Roma è intervenuto Carlo Canavesi dell’Eco di Bergamo. Il giornalista ha risposto alle domande di Simone Valdarchi e Luca Budini a margine della partita tra Roma e Atalanta. Di seguito le sue parole.

Cosa è successo con i tifosi in trasferta?
“La curva non ha aderito alla tessera del tifoso e quando la trasferta è destinata solo ai possessori di tessera, la maggior parte dei tifosi dell’Atalanta comunque non si reca in trasferta, c’è questo patto nella tifoseria e quindi mi sembra che siano 152 i tifosi dell’Atalanta che saranno all’Olimpico. Questo è sempre un po’ triste secondo me perché poi lo spettacolo sugli spalti viene meno”.

Come è stata vissuta la cessione di De Roon?
“É sempre difficile parlare di tifosi dell’Atalanta, nel senso che è una platea molto ampia per cui ci sono diverse scuole di pensiero anche sull’addio di De Roon. Certo non è stata una notizia accolta con grande felicità da un ambiente che ha sempre considerato De Roon una delle ultime bandiere presenti nel calcio italiano.
De Roon si è sempre definito un bergamasco olandese, ma credo che resti la grandissima riconoscenza per tutto quello che ha fatto, anche perché credo che la maggior parte dei tifosi, nonostante possa aver avuto un po’ di mal di pancia, esserci rimasto male, possa capire perfettamente la scelta di De Roon, Soprattutto quando dice che voleva chiudere la carriera continuando a giocare perché sente di avere ancora molto da dare. L’anno scorso ha giocato più di 50 partite, è stato convocato per il Mondiale e poi prendendo proprio in prestito le sue parole nel messaggio d’addio all’Atalanta va a giocare per l’allenatore che gli ha cambiato la vita, gli ha riscritto la storia della carriera. Quindi sono sicuro che il tempo curerà questa ferita e quando De Rood tornerà a Bergamo sarà acclamato, magari non da tutti, ma dal 95% dei tifosi dell’Atalanta”.

Quanto ci vorrà per vedere l’Atalanta di Sarri?
“Anche col sassuolo non è stata una prestazione estremamente convincente. Lo stesso vale un po’ per il preliminare di conference contro l’Apoel. Io credo che ci voglia un po’ di tempo per assimilare il calcio di Sarri, a maggior ragione se si arriva da un decennio in cui si è giocato in un modo totalmente diverso. Io credo che i tifosi dell’Atalanta dovranno avere pazienza fino alla sosta di novembre per poter fare una valutazione del lato.
I punti sono la nota positiva, infatti la squadra comunque crede molto nel lavoro che sta facendo e questo lo si vede anche in questa vittoria raggiunta all’ultimo minuto in una partita che l’Atalanta, secondo me, non avrebbe meritato di vincere, che però nel finale ha comunque in qualche modo provato a vincere e ha trovato questo gol clamoroso di Samardzic, con anche un po’ l’aiuto di Skorupski.
Ci vorrà del tempo. Io concordo con Sarri quando dice che sarebbe preoccupato se oggi vedesse la migliore Atalanta possibile, perché questo è un lavoro che ha bisogno di tempo. Se intanto i risultati danno una mano si riesce sicuramente a lavorare meglio però qualche passo falso, qualche incidente di percorso arriverà sicuramente al di là della partita di questa sera magari anche in partite un po’ più semplici sulla carta e credo che ci vorrà davvero tanta pazienza perché si è deciso di cambiare proprio tutto. Anche nel metodo di lavoro in settimana noi pensiamo sempre alla difesa 4″.

Quanto potrà giovare la Roma del secondo anno di gasperini?
“Come piace a Gasperini la Roma in estate non è cambiata tanto ma si è consolidata, è andata a riempire tutti quei buchi che erano rimasti vuoti per tanti motivi nella scorsa stagione e soprattutto è una squadra costruita a sua immagine e somiglianza, i giocatori che sono arrivati si adattano perfettamente alle sue idee, non solo tattiche ma anche di spirito e quindi sono convinto che avendo un anno alle spalle la Roma possa fare solo meglio in questa stagione, perché avendo visto Gasperini da vicino per nove anni, riconosco anche nelle sue dichiarazioni tutti quei punti che hanno reso grande l’Atalanta, in un ambiente che, lo sapete, ogni tanto è un po’ complicato da gestire, mi sembra che Gasperini e il suo staff, la società con lui, i giocatori, siano riuscendo a toccare i punti giusti per costruire davvero qualcosa di speciale. A me sembra un uomo in missione Gasperini, mi sembra che la piazza lo segue alla grandissima”.

Le probabili formazioni per stasera?
“Ci teniamo il dubbio aperto sulla fascia sinistra perché Rowe ha lavorato poco con l’Atalanta perché ha fatto solo tre allenamenti, però c’è la possibilità che Sarri possa decidere anche di schierarlo dall’inizio perché su quella fascia sinistra è dove l’Atalanta è andata più in difficoltà. in queste primissime partite, perché secondo me Raspadori non è al 100% a suo agio nel ruolo di ala sinistra e quindi lì Sarri proverà a inventarsi qualcosa di diverso magari a partita in corso come un 4-3-1-2, un 4-2-3-1 in cui lui possa giocare alle spalle della punta. Rowe si gioca delle possibilità ma magari a partita in corso può essere una scelta più sicura perché sappiamo che gli esterni offensivi con Sarri devono svolgere un lavoro molto particolare, anche in fase di non possesso e in pochi allenamenti potrebbe essere stato difficile assimilarli. Quindi ci teniamo questo ballottaggio a tre aperto. A centrocampo secondo me è più Pasalic di Samardzic perché abbiamo capito che non è proprio sostenibile in tutte le partite.
In una partita come quella di stasera contro una squadra così forte, contro una squadra così fisica vedo molto più Pasalic dal primo minuto con la possibilità sempre di inserire Samardzic se ci fosse bisogno di qualità. Poi c’è anche Kessie che cerca l’esordio con l’Atalanta questa sera in caso servisse un po’ più di fisicità in mezzo al campo. Sulla destra Zappacosta nelle grandi partite ha sempre una marcia in più, con la sua esperienza, si è adattato molto bene al nuovo ruolo che Sarri gli ha ritagliato, lui che è stato comunque molto spesso abituato a giocare esterno, come un po’ tutti gli esterni dell’Atalanta che si trovano quest’anno a fare i terzini, da tante garanzie anche in fase difensiva e soprattutto Bellanova, partita in corso con la sua velocità può fare la differenza, quindi me lo aspetto titolare, ma anche lì è un po’ di più. Siamo anche noi all’inizio e stiamo cercando di interpretare quelle che sono le scelte di Sarri”.

Zalewski rischia di avere meno spazio?
“Pensa che la prima amichevole della stagione l’ha giocata titolare nel ruolo di mezzala. Però con mezzali lui e Samardzic. Sarri ha detto che lo stava provando lì inizialmente. Poi però l’abbiamo visto solo alla destra nelle partite ufficiali. Ma anche perché De Ketelaere è tornato tardi dal mondiale.
Ha avuto un problema muscolare che ha ritardato il suo avvio. Con Sulemana infortunato Zalewski diventava l’unico a poter giocare alla destra. Non so dove lo vedremo durante la stagione. Secondo me lì e mezzala. Farà un po’ entrambi i ruoli oppure se Sarri vorrà cambiare come dicevamo prima partita in corso cambiare modulo. Lui secondo me anche lì dietro la punta, dietro le punte può far bene. Parte un po’ più indietro però adesso. Sulla destra c’è De Ketelaere e quella maglia non gliela toglie nessuno. In questo momento nella rosa dell’Atalanta e a centrocampo sono arrivati tanti rinforzi che possono giocare mezzala perché è arrivato Elmas, è arrivato Kessie, c’è Pasalic, Samardzic, è un po’ chiuso però può essere un’alternativa importante in tante zone del campo, a partita in corso riesce sempre a fare bene, è un ragazzo che comunque a Bergamo ha sempre dimostrato massimo impegno, anche il giusto attaccamento alla causa, non mi sembra uno da mal di pancia, se non dovesse giocare titolare con stabilità perché non lo ha fatto nemmeno l’anno scorso ma quando è stato chiamato in causa ha sempre fatto bene”.

Sarri ha ammesso di temere Malen.
“Sono d’accordo con lui, non esisterebbero i giocatori forti se ci fosse un modo semplice per fermarli. Credo abbia lavorato soprattutto su questo durante la settimana, su quella fase difensiva di cui ha stravolto i principi durante l’estate e che non lo sta per niente soddisfacendo perché ha detto che in difesa bisogna riuscire a fare di più. C’è questa coppia di centrali giovani con Scalvini e Koussounou che bisogna dire sono andati un po’ in difficoltà nelle prime partite. La Roma, che è una squadra che sul piano offensivo ti fa correre, ti fa rincorrere e ti fa vedere molto poco il pallone. Poi ha capacità di sfruttare gli spazi in contropiede. Qui conosciamo Gasperini, sappiamo che se c’è un difetto nel suo calcio è ogni tanto lasciare qualche spazio. Per questo magari mi aspetto Rowe dal primo minuto proprio per provare a sfruttare eventuali spazi. Ma credo che l’Atalanta arriverà all’Olimpico con grande umiltà e sapendo rispettare un avversario che in questo momento è una delle squadre più forti del campionato e quindi già riuscire ad arginare quella potenza offensiva può fare la differenza per ritagliare delle possibilità nella partita dell’Atalanta”.

Che direttore sportivo è Tony D’Amico?
“Parla poco. In una società come l’Atalanta è sempre difficile anche definire in modo chiaro quali siano state le responsabilità sul mercato, perché l’Atalanta ha un amministratore delegato, Luca Percassi, che è stato a sua volta calciatore, quindi sicuramente c’è anche lui nella gestione sportiva dell’Atalanta. Quindi è difficile dire D’Amico ha preso X, Percassi ha preso Y e così via. Io so solo che con Tony D’Amico l’Atalanta si è rinforzata e è andata a vincere un’Europa League con lui come direttore sportivo e poi sicuramente, proprio come aveva detto Gasperini l’anno scorso, deve essere una persona in grande sintonia con l’allenatore per poter produrre un progetto sportivo vincente. Mi sembra che questa sintonia tra i due ci sia e appunto se è una persona che magari a volte si sente poco, si vede poco ci si chiede ma cosa fa cosa sta facendo quali sono i suoi compiti in in questo momento e poi diciamo che alla fine del mercato si tirano le somme e il suo lavoro mi sembra sempre molto positivo anche anche alla Roma”.

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