(Simone Valdarchi – Corriere della Sera) Ci sono no che aiutano a crescere. Pedagogia, certo, ma anche calcio. E c’è stato un no di recente, a Trigoria, che sta aiutando la Roma a sognare da protagonista: il rifiuto a trattare col Chelsea per Manu Konè. Un’offerta vera e propria non è mai arrivata sulla scrivania del direttore sportivo D’Amico ma un approccio da parte dei blues c’è stato, col club di Londra che aveva individuato nel francese il sostituto di Enzo Fernandez, passato al Manchester City.
Con l’Atalanta Konè è stato in grado di recuperare sette volte la palla, intercettandola altre due, ribaltando velocemente l’azione e aiutando Cristante in impostazione, con cambi di gioco e passaggi filtranti.
Al terzo anno di Roma Konè è ormai un punto fermo, così come lo è diventato per la Francia. L’unico grosso margine di miglioramento rimane il feeling con la porta avversaria. Contro l’Atalanta ha impegnato seriamente Carnesecchi ma guardando anche il suo storico è difficile immaginare chissà quale sviluppo in questo fondamentale.
Gasp se lo gode così com’è, pronto a farlo debuttare Giovedì in Champions League contro il Fenerbahce.
