Il futuro della Roma è il presente

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   10 Marzo 2026

A cura di Andrea Leopardi

Qualcosa sembra essersi incrinato dopo Roma-Juve. Una partita che ha sicuramente rimescolato le carte, cambiando – e non poco – la classifica.

Al 77’ la squadra di Gasperini sembrava aver raggiunto il punto massimo di sintonia con il tecnico di Grugliasco. Il 3-1 in un Olimpico pieno e la prima vittoria in un big match erano a un passo: un successo destinato a mettere fine a un tabù durato troppo tempo.

In quel momento la Roma stava dando anche una spallata decisiva alla corsa Champions. La classifica, infatti, fino a quel minuto recitava:

3° Napoli – 53 punti (scontri diretti favorevoli con la Roma)
Roma – 53 punti
5° Como – 48 punti
6° Juventus – 46 punti (scontri diretti sfavorevoli con la Roma)
7° Atalanta – 45 punti

In poco più di 15’, però, il mondo si è capovolto. La Roma esce dal campo con un pareggio che ha il sapore della sconfitta. La Juventus, invece, porta a casa un punto che ne vale tre, se non di più.

Dopo appena sette giorni da quella partita – complice anche la sconfitta con il Genoa e le vittorie di Juve e Como – la classifica è cambiata ancora:

3° Napoli – 56 punti (scontri diretti favorevoli con la Roma)
Roma – 51 punti
5° Como – 51 punti
6° Juventus – 50 punti (scontri diretti favorevoli con la Roma)
7° Atalanta – 46 punti

Il momento

Quello attuale è probabilmente il momento più difficile della stagione per la Roma, e arriva nel periodo meno opportuno, considerando anche il ritorno dell’Europa League.

Non si può dire che la sconfitta con il Genoa sia figlia del pareggio amaro contro la Juventus. È però evidente che i bonus sono finiti: gli errori che prima potevano essere assorbiti ora pesano molto di più. E alcune certezze iniziano a vacillare.

Nelle ultime due partite Svilar è stato trafitto cinque volte. Nelle 28 giornate di Serie A disputate finora, invece, la Roma aveva subìto complessivamente 21 gol: in appena 180 minuti è arrivato quasi il 25% delle reti incassate in campionato.

In attacco, inoltre, la manovra sembra dipendere quasi esclusivamente dai piedi di Malen, al quale non si può chiedere di segnare sempre. Gasperini si trova così a fare i conti con una squadra che deve ritrovare sé stessa. E deve farlo anche in fretta.

Torna quindi una domanda che, ora più che mai, divide Trigoria: per andare in Champions conviene puntare sul campionato o sull’Europa?

Europa League: ostacolo o occasione?

Premessa ovvia ma necessaria: andare in Champions League è troppo importante per le casse dei club. Il nuovo formato garantisce introiti ancora più elevati, utili per alleggerire i bilanci o per investire sul mercato.

Qualificarsi rappresenterebbe una vittoria, soprattutto per la Roma, assente dalla massima competizione europea da sette anni e costretta spesso a costruire il mercato su prestiti con riscatto legato ai risultati sportivi.

È vero che a Gasperini è stato concesso un anno di ambientamento, ma nella situazione attuale puntare ai primi quattro posti è diventato un obiettivo quasi obbligato, ormai dichiarato anche dallo stesso allenatore.

Per arrivare in Champions, però, non esiste una sola strada. A Trigoria lo sanno bene. La vittoria dell’Europa League garantirebbe infatti l’accesso diretto alla prossima edizione della competizione, indipendentemente dal piazzamento in campionato. In Serie A, invece, al momento sembra esserci un solo posto realmente disponibile: Inter, Milan e Napoli appaiono ormai stabilmente nelle prime tre posizioni.

Como e Juventus, inoltre, hanno un vantaggio non trascurabile: non sono impegnate nelle coppe europee e possono preparare una sola partita a settimana. I lariani sono ancora in Coppa Italia, ma la semifinale di ritorno è prevista tra più di un mese. La Roma, invece, si trova nel mezzo di un calendario molto più fitto: prima l’andata degli ottavi di Europa League contro il Bologna, poi la sfida di campionato proprio contro il Como.

Inutile girarci intorno: i giallorossi si giocano tanto in pochissimo tempo. E l’impegno europeo rischia inevitabilmente di togliere energie fisiche e mentali alla preparazione delle partite di campionato.

Il passato da cui prendere spunto

Negli anni la Roma ha spesso trovato nelle campagne europee nuove motivazioni, anche se non sono mancate le delusioni. Gasperini ha sempre ribadito l’importanza del campionato. Lo ha fatto anche nella conferenza stampa pre-Panathinaikos: “In questo momento della stagione è chiaro che la priorità sia il campionato”.

Parole pronunciate a fine gennaio. Oggi, però, la situazione è cambiata. L’Europa League può trasformarsi in un’occasione per ritrovare entusiasmo e certezze, da riportare poi anche in Serie A. Il miglior modo per riprendere la corsa in campionato potrebbe arrivare proprio dall’Europa.

Nel calcio, del resto, tutto ruota attorno ai momenti. A volte basta una scintilla per cambiare una stagione. Il passato non conta più. Il futuro è adesso.

Categorie:   Approfondimenti

ALTRE NOTIZIE

  • Copertina articolo

    Roma in affanno nel girone di ritorno: meno punti e più gol subiti

    Redazione
  • Copertina articolo

    Nessuno vuole essere Robin: Pellegrini tra record e addio

    Matteo Cirulli
  • Copertina articolo

    Pressing da élite: la Roma nella top 5 europea

    Matteo Cirulli
  • Copertina articolo

    Rinnovo in arrivo e numeri da record: Cristante si prende la Roma

    Redazione