A cura di Valerio Pantone
Tutte le strade portano a Roma. È probabilmente una delle frasi fatte più comuni quando si parla della Capitale. Un modo di dire che da tempo non è presente nel vocabolario della famiglia Friedkin. Già perché dopo aver imparato a conoscere da vicino il regno di Trigoria per circa due anni, i proprietari dell’A.S. Roma hanno di fatto disertato, se non in rare circostanze, il quartier generale del Fulvio Bernardini, provocando guerre interne o diaspore, come lo scontro Ranieri-Gasperini, o quello dello scorso anno Soulokou-De Rossi o in passato quello tra Mourinho e Tiago Pinto.
Un’abitudine piuttosto usuale, a dire la verità, per le multiproprietà del calcio, ma che evidentemente a queste latitudini non ha prodotto i risultati sperati.
Dal 17 gennaio 2024, giorno della cacciata di José Mourinho, a oggi, infatti, le cronache narrano di un mister Dan presente dalle parti di Trigoria soltanto in tre circostanze, per lo più quasi sempre per situazioni emergenziali. Come il 9 maggio del 2025, quando la sua presenza coincise con l’allontanamento di due dipendenti. Oppure il 29 agosto scorso, a due giorni dalla chiusura del mercato estivo, con Gasperini e il duo Ranieri-Massara già in fibrillazione per le diverse vedute sugli acquisti. Viaggi brevi, sporadici, tenuti segretissimi tranne il 6 ottobre 2025, dove papà Dan presenziava l’Assemblea Generale dell’ECA, l’associazione dei club europei, tenutasi all’Hotel Cavalieri di Roma.
Tre apparizioni in più di due anni, ai quali possiamo aggiungerne un quarto, se allarghiamo i confini del Raccordo Anulare a quelli nazionali: il famoso incontro alle porte di Firenze per convincere a Gasperini a sposare il progetto giallorosso, con tanto di presenza del senior advisor Ranieri e dell’ex Ds Ghisolfi.
Insomma una presenza ai minimi storici o per alcuni, un’assenza rumorosa, nonostante i tanti nodi societari rimasti da sciogliere in questi mesi, su tutti la figura dell’amministratore delegato post Lina Soulokou. Un’assenza alla quale ha provato a sopperire l’uomo di fiducia Ed Shipley o direttamente il figlio Ryan, decisamente più incline ad farsi immortalare dalle telecamere o a mostrarsi in tribuna in occasione di partite importanti. Proprio la sua ultima apparizione allo stadio Olimpico, datata 25 gennaio scorso per Roma-Milan, ha prodotto la decisiva accelerata del mercato invernale, tanto pubblicizzata dallo stesso Gasp, che però ha fatto storcere il naso e non poco al duo Ranieri-Massara.
Prima di quella data erano state appena due le presenze del giovane Friedkin durante una gara ufficiale del 2025: un altro Roma-Milan del 18 maggio 2025 e Roma-Porto, ritorno dei play-off di Europa League, vinto dai giallorossi con la doppietta di Dybala.
Insomma, brevi apparizioni, almeno stando a quanto raccontato dalle cronache, che fanno da contraltare alla volontà iniziale di presenziare e di conoscere da vicino il mondo Roma. In molti hanno sottolineato l’assenza ad esempio durante l’annuncio in Campidoglio del progetto stadio, dove ci si aspettava una maggiore rilevanza ed enfasi alla questione della società texana.
Ora, dopo l’addio di Ranieri e quello probabile di Massara, Gasperini chiede un’accelerata sulla programmazione futura, magari attraverso un incontro che chissà potrebbe riportare i Friedkin a varcare i cancelli di Trigoria. D’altronde, i detti difficilmente sbagliano. Tutte le strade portano a Roma. Tranne che per i proprietari giallorossi.
