Como-Roma, le pagelle di Stefano Petrucci

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   11 Ottobre 2026

Il primo pareggio a reti inviolate del nuovo campionato riguarda Fabregas e Gasperini. Strano a dirsi, vista l’indole dei due tecnici, ma al Sinigaglia finisce 0-0. L’espulsione di Malen incide sullo sviluppo del secondo tempo, ma il Como – anche in superiorità numerica – non riesce a sfondare.

GOLLINI 7

Verrebbe quasi da chiedergli scusa, rivedendolo magicamente ai livelli di qualche anno fa, quando vestiva addirittura l’azzurro della nazionale. Di certo allontana le nostre ansie un intervento dopo l’altro, mostrando nervi saldi anche nel finale infuocato. Con una bella uscita a terra su Paz, dopo 7 minuti, scaccia subito i suoi incubi (ammesso ne avesse) e quelli di noi orfani di Svilar, che ne avevamo un’infinità. E continua così, concedendo il bis su Caqueret (33’), alzando in angolo una botta di Paz (72’), chiuso di nuovo in uscita, con un grande intervento al 76’.

MANCINI 6,5

Avvia l’azione che potrebbe scardinare il match, smarcando Malen nel cuore dell’area con una gran giocata (5’): spreca tutto Dybala, con un sinistro inguardabile. Poi sbaglia di grosso in difesa (22’), sbucciando la chiusura (22’) e spalancando a Caqueret lo specchio per fortuna mancato con un diagonale largo. Ma ha il grande merito di non perdere mai la testa quando ormai, ahinoi, c’è solo da difendere lo zero a zero.

NDICKA 6,5

Non lascia un palmo di terreno né un pallone a Douvikas, che non è propriamente l’ultimo arrivato. E garantisce al gruppo tutta la sua fisicità, quando Fabbri decide che il match deve cambiare storia.

HERMOSO 6,5

Ringhia finché ce la fa su Nico Paz, nel confronto diventato un classico dei match tra Como e Roma. Missione tutto sommato compiuta.

BALERDI 6

(per Hermoso dal 60’) Va a rinforzare il muro davanti a Gollini, quando la cosa più importante diventa strappare un punto a Fabregas (e Fabbri-gas).

MOLINA 5,5

A tratti un po’ moscio, di certo mai abbastanza brillante nel tran-tran privo di sbocchi vincenti proposto sulla corsia destra, dove potrebbe sfruttare meglio gli spazi aperti da Dybala. Meglio in fase difensiva.

RENSCH 6

(per Molina dall’81’) Entra con coraggio nel finale arroventato dal palleggio del Como, arricchito dall’uomo in più. Picchiato da Jesus Rodriguez e poi anche da Baturina, tiene botta e non molla un centimetro.

DE ROON 6,5

Il giocatore più gasperiniano di sempre non fallisce l’esordio da titolare nel match più difficile di quest’avvio di stagione. Più felice nelle chiusure che nei suggerimenti offensivi, mostra una solidità da ventenne quando è stroncato da Butez in uscita (25’) in una rara percussione, peraltro partita in fuorigioco.

KONE’ 6,5

Qualche errore di misura, nel delicato confronto con l’amico-rivale di nazionale Da Cunha. Ma pare generosamente raddoppiare le energie quando la squadra resta in dieci, tamponando e rilanciando ovunque. Sbaglia, peccato, l’ultimo passaggio in cima al sontuoso spunto offerto al 62’.

LULLI s.v.

(dall’89’ per Koné) Butta nel finale tutta la voglia e la corsa che ha.

WESLEY 6

Deve dividersi tra le volate offensive sull’out mancino e il complicato controllo del dirimpettaio Diao. La sfida tra velocisti vive il momento più alto a fine primo tempo, quando una toccatina, forse un incrocio di gambe, del brasiliano sull’ala di Fabregas, caduta abbondantemente fuori area, fa esplodere tutta l’antipatia del Sinigaglia e del commentatore Marelli. L’episodio, che in un mondo normale equivarrebbe a una tempesta in un bicchier d’acqua, qui trasforma il catino di Como in una bolgia infernale, con un arbitro distrutto dai rimorsi.

DYBALA 6

La lontananza dal gol, ormai viaggiamo verso l’anno, lo avvilisce non poco. Qui, dove una prodezza servirebbe come il pane, lo fallisce clamorosamente dopo 5 minuti, quando calcia molle il cioccolatino allungatogli da Malen. Di lì in poi si accende a intermittenza, anche ferito dall’errore commesso e comunque mai protetto abbastanza da Fabbri. Stringe i denti (beccando pure un pestone sulla mano da Chalobah) finché proprio non ne ha più, mettendo il sinistro e l’esperienza a difesa del fortino romanista.

PISILLI s.v.

(dall’89’ per Dybala) Gioca gli spiccioli del match, incarnati dall’interminabile recupero concesso per l’infortunio di Fabbri.

PELLEGRINI 6,5

Torna titolare, e capitano, dopo sei mesi di buio. Prova a imporre al ritorno un sigillo dei suoi, scheggiando il palo alla sinistra di Butez con un elegantissimo interno a giro (11’). Per il resto, i suoi movimenti a pendolo tra metà campo e attacco risultano preziosi.

SOULE’ 5,5

(per Pellegrini dal 46’) Entra nel momento peggiore, con la squadra in dieci e via via priva di punte. Ci mette più impegno che scelte felici, specie quando insiste troppo nel dribbling.

MALEN 6

Fabbri lo caccia dal campo per un intervento su Kaiki che è da rosso diretto solo per lui e per gli insopportabili squittii di Marelli. È il minuto 53, quando lui è magari troppo irruento, ma soprattutto l’arbitro decide di cambiare i destini del match. Finché può giocare, prova a sfondare, marcatissimo, gettando nel match la sua esplosività. Non ha fortuna soprattutto al 25’, quando brucia Ramon e Butez sul lancio di Mancini: peccato davvero non trovi la porta con l’ultimo tocco.

GASPERINI 7

Non perde la sfida a scacchi col giovane rivale, tenendone a bada le manie di grandezza. Anzi, potrebbe vincerla, se i suoi fossero più precisi sotto porta, in un primo tempo tatticamente perfetto, e magari senza la decisione di Fabbri di ridurre la sua squadra in dieci. Di certo la sua Roma è cresciuta in tutto: esemplare la tenuta mostrata davanti al bravissimo Gollini sotto il martellare del palleggio del Como.

ARBITRO: FABBRI 4

Da più di quindici anni fischia in A, e da sette anche in Europa, senza mai scendere dall’altalena del vorrei-ma-non posso. Enfant prodige presunto agli esordi, via via sempre meno enfant e soprattutto per niente prodige, è rimasto di rado in linea di galleggiamento, tendendo piuttosto a sprofondare con frequenza ben superiore. A Como, dove ai giallorossi aveva già fatto danni, prova a confezionare il suo capolavoro. Condizionato da un possibile cartellino non mostrato a Wesley a fine primo tempo, avvia la ripresa deciso a presentare il conto alla Roma. Caccia Malen per un’entrata più sul pallone che sui piedi di Kaiki, ammonisce Koné per un banale contrasto, fischia a rovescio finché un problema al ginocchio ci libera della sua presenza.

SOZZA 6,5

(per l’arbitro Fabbri dal 70’) Entra nella partita per pura casualità. Ma almeno lui è un arbitro vero.

Categorie:   News, Pagelle
Tags:   Como-Roma, Pagelle

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