( CORRIERE DELLA SERA – Simone Valdarchi) Tra sogno e realtà: la vigilia di Roma-Inter trascorrerà in questo limbo, in attesa del verdetto dell’Olimpico che, a prescindere dal risultato, rimarràparziale. Perché le stagioni non si decidono a metà settembre e perché, citando Gasperini: “Si può parlare di obiettivi solo dopo venti partite”. (…)
Appuntamento a inizio girone di ritorno, dunque, per scoprire le reali ambizioni di una Roma partita forte, che domani si presenterà alla sfida all’Inter da prima in classifica – in coabitazione coi nerazzurri — e a punteggio pieno dopo quattro turni. Il sogno che la Roma possa giocarsi il campionato finoalla fine, però, rimane, anche perché l’estate ha portato rinforzi alla rosache l’anno scorso chiuse da terza in classifica. (…)
È lo stesso Gasperini, che a Sky Sport spiega come intenda alzare l’asticella:
“Dobbiamo migliorare ogni giorno, lavorando su noi stessi. Intorno a noi sifanno previsioni di ogni tipo, è giusto così: la gente ha i suoi sogni, vuoleil massimo. Noi dobbiamo guardare in faccia la realtà”.
Una realtà che parla di una Roma che è stata in grado, in questo avvio, di confermare la difesa su cui ha costruito le sue certezze. Al reparto già rodato, con Mancini, Ndicka e Hermoso, si è aggiunto Balerdi. Il tuttodavanti a Svilar, miglior portiere delle ultime due edizioni di serie A. (…)
Da una parte all’altra del campo, davanti la squadra è trascinata dalla ferocia di Malen — 21 gol in 25 presenze, 20 su 22 in A — e dal genio calcistico di Dybala. Intorno a loro, giovani in rampa di lancio — Lulli, Pisilli e Mora— e gente esperta – Cristante, Mancini, De Roon —, un mix che fa della Roma una squadra forse non perfetta, ma forte.
A stabilire il tetto alle ambizioni, però, sarà il campo e il calendario a cavallo della sosta aiuta. Inter, Como e Real Madrid, tutte di seguito: “Saranno gare che aiuteranno a misurarci”, ha spiegato Gasperini. (…)
Intanto il tifo romanista sogna, avendo trovato nel tecnico di Grugliasco un inaspettato condottiero: “Sento grande affetto intorno a me, questo spingea dare il meglio”. Insomma la squadra c’è, i primi risultati e l’ambiente giusto anche: sognare si può, in attesa di conoscere i contorni della realtà.
