( LA REPUBBLICA – Marco Juric) Alla fine c’è sempre Malen. Anche a Torino, dopo Fiorentina e Lecce. L’olandese torna a segnare – sesto gol stagionale – la Roma gestisce e poi all’ultimo Pisilli chiude la pratica granata. “È fortissimo, ha avuto un impatto incredibile”, racconta proprio Pisilli. (…)
Ma tra tante storie nuove, c’è anche quella di Pisilli: alla prima occasione da titolare della stagione, il ragazzo cresciuto a Trigoria risponde con un gol.
Gasperini gli consegna le chiavi del centrocampo accanto a Cristante e il21enne se le tiene strette per tutta la partita. (…) A Torino cambia tutto. Parte dall’inizio, corre dentro una partita sporca, deve accompagnare il possessoe soprattutto riempire gli spazi che normalmente appartengono a Koné. Risultato? Oltre 12 chilometri percorsi e un gol festeggiato tra smorfie di dolore e sorrisi al “fisioterapista” De Roon. “Volevo accennare un’esultanza, ma mi ha preso un crampo bruttissimo al polpaccio. Non riuscivo a stare in piedi”.
È il secondo gol stagionale. Contro la Fiorentina Pisilli fa Pisilli: comparedove un centrocampista dovrebbe arrivare un attimo dopo, e invece lui ègià lì. È una delle qualità che Gasperini ha imparato ad apprezzare nella seconda parte della scorsa stagione. (…) Ieri è bastato farsi trovare in areaper chiudere i conti con un diagonale dai 15 metri.
L’estate, però, era stata meno lineare. Pisilli era finito dentro i ragionamenti di mercato proprio perché cresciuto nel vivaio e quindi capace di generare una plusvalenza piena. (…) Poi, durante la preparazione, una lesione al soleo sinistro gli ha tolto allenamenti e amichevoli proprio mentre avrebbe dovuto guadagnarsi centimetri nelle nuove gerarchie.
È rientrato quasi sulla linea di partenza del campionato. E Gasperini, allafine di agosto, aveva già registrato il cambiamento: “Ha avuto una crescitaimportante”. (…)
A Torino arriva la prima risposta pesante. Novantacinque minuti e ilgol. Un altro. Esattamente quel di più che tutti, Gasp in primis, chiedono a Koné. Pisilli riesce a darla senza che nessuno lo chieda.
Tra le storie di Torino c’è anche una curiosità: quindici anni dopo, la Roma tornaa schierare quattro argentini dal primo minuto. Balerdi, Molina, Dybala e Soulé, diventati cinque con l’ingresso di Castro. (…) Un’altra Roma, un altro tempo.
