(Lorenzo Pes – Il Tempo) Questione di chimica. Gasperini e la sua squadra sono una cosa sola, e i risultati sul campo lo dicono chiaramente da cinque mesi. Ovvero da quando il tecnico è riuscito a compattare il gruppo dopo i dissidi interni di inizio aprile, momento in cui è partita la rincorsa Champions che sembra non essersi fermata mai.
Da quando è iniziata la striscia di otto vittorie di fila la Roma viaggia a una media di quasi 3 gol segnati a partita con 23 gol segnati. E nel bel mezzo tante situazioni di carattere basti pensare alla rimonta di sabato all’Olimpico o a quella di Parma, sempre nel recupero.
E poi c’è il fattore panchina: un mantra ripetuto diverse volte e che nei primi 70 minuti di campionato ha avuto i suoi riflessi in campo. Tre gol dai subentrati e una marcia che non si abbassa con le sostituzioni.
Adesso arriva il primo esame europeo in un ambiente caldo come Istanbul dove la tenuta mentale della squadra sarà messa a dura prova. Gasperini dovrebbe rinviare il turnover al match col Torino con l’eccezione di Molina che potrebbe iniziare la gara al posto di Lulli.
