Caputi: “Per essere competitivo in campionato, devi avere alternative importanti”

Pubblicato il:   1 Luglio 2026

Alle 11:00, durante la trasmissione condotta da Riccardo Galopeira Angelini e Daniele Cecchetti è stato ospite Massimo Caputi. Ecco le sue parole.

Che cosa dobbiamo estrapolare di quanto visto al Mondiale?

“La particolarità è che tutte le stelle hanno brillato, soprattutto Mbappé e Messi ma anche Haaland. Ci sono giocatori interessanti, mi piace Bouaddi del Marocco. Di novità ce ne sono ma soprattutto ci sono le conferme”.

Competizione immaginata come l’ultima di giocatori molto forti. Halaand ha a disposizione nazionale con molto talento…

“Indubbiamente. Se è supportato dalla squadra. Haaland ha una squadra forte come collettivo, poi la capacità di segnare non è in discussione. La Francia è la più forte di tutti, non ha solo Mbappé. Olise è fortissimo ed è una delle stelle più belle. Dopo la Francia, che ha la capacità di schierare più giocatori offensivi, metto la Spagna, poi lo sport non è una legge matematica ed è imprevedibile. Anche l’Argentina è fortissima”.

Sul Brasile: dove lo collochi?

“Brasile modesto sul piano della qualità singola, però con Ancelotti ha una quadratura che può portarlo avanti. Credo il merito del Braile sia l’essere squadra”.

Sei rimasto più colpito dai singoli o da qualche squadra?

“I singoli hanno rubato l’occhio più delle tattiche, però ci sono squadre come il Giappone che hanno fatto vedere qualcosa di interessante”.

Ti aspettavi di più dagli allenatori?

“Nelle difficoltà della gestione dei giocatori, si vede la qualità dell’allenatore. Deschamps è costretto a gestire i suoi giocatori. L’Olanda non ha capito come sfruttare il potenziale di alcuni giocatori. In avanti aveva giocatori migliori ma non sono stati gestiti. Malen è stato un problema anche in Olanda”.

Il fallimento della Germania…

“Squadra che va avanti tradizionalmente con ottimi calciatori. Hanno fatto un gran lavoro alcuni anni fa, ci si aspettava di più ma il calcio è particolare. La Germania è una delusione e tutti si aspettavano qualcosa in più”.

Da oggi ho una lettura personale: questo è l’anno buono per la Roma?

“I Friedkin non sono sprovveduti e non posso pensare che la Roma sia arrivata al 1 luglio senza aver preso delle precauzioni. Adesso capiamo. Il fair play finanziario è una teoria giusta ma mi sembra tutto un po’ relativo. Penso che la Roma abbia calcolato tutti i rischi. Non escludo cessioni ma a delle condizioni diverse”.

Quale può essere la strategia per continuare a crescere soprattutto in campionato?

“Se la Roma ha delle chance per fare bene, le ha in campionato. Per essere forte lì, deve tener conto di quello che toglie la Champions. La Roma deve rafforzarsi in attacco ma deve garantirsi alternative importanti. La Champions è una competizione importante e devi avere le alternative se vuoi essere competitivo in campionato”.

Categorie:   On air
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