Guai a pensare che non abbiano mai discusso, che siano sempre andati d’accordo. Tutt’altro. Il rapporto tra Gian Piero Gasperini e Tony D’Amico, nuovo direttore sportivo della Roma, ci racconta di un confronto costante e che spesso ha messo in luce differenze di vedute.
Alla base di tutto però c’è sempre stata una stima reciproca. Gasp lo ha fatto intendere nelle ultime settimane di campionato: il feeling tra le figure in un club deve essere tecnico –“con Massara non è scattato”, citando il mister – e umano (ogni riferimento al rapporto con Ranieri è puramente voluto).
“Serve saper lavorare insieme”, aveva dichiarato il tecnico, e con D’Amico negli anni all’Atalanta ha dimostrato di saperlo fare eccome.
VERONA PORTA NUOVA – BERGAMO: ALL’ATALANTA ECCO D’AMICO
Nell’estate del 2022 alla stazione di Bergamo arriva un treno proveniente da Verona Porta Nuova. In business class c’è una prenotazione a nome D’Amico: è l’inizio di un connubio che porterà al più grande trionfo della storia dell’Atalanta. Ad aspettare il treno infatti c’è Gian Piero Gasperini, già all’inizio del suo sesto anno in città.
Il biglietto di presentazione al pubblico atalantino è un trittico di acquisti da sogno: nella stessa estate a Zingonia arrivano Lookman, Ederson e Hojlund. Non male come inizio. Specialmente se il seguito, l’anno successivo, prevede Scamacca e De Ketelaere. Da segnalare, inoltre, le operazioni Hien (otto milioni spesi) e Kolašinac, prelevato a parametro zero per poi diventare praticamente un punto fermo.
Una squadra a quel punto matura, completa. D’Amico e Gasperini insieme hanno finito la semina e hanno iniziato a raccogliere. E che raccolto. Il ventidue maggio del 2024 l’Atalanta schianta il Bayer di quelli che sembravano essere gli invincibili con un tre a zero targato Lookman e torna all’aeroporto di Orio al Serio con l’Europa League solo da sistemare in bacheca. Alla vigilia dell’ultima stagione nerazzurra di Gasp, il duo puntella ulteriormente la rosa con l’acquisto di Bellanova e soprattutto di Mateo Retegui, che merita un capitolo a parte.
PRONTEZZA, RENDIMENTO, PLUSVALENZA: IL MODELLO RETEGUI
È un’operazione che sintetizza in sé tutto ciò che un tecnico esigente brama. Velocità in reazione, capacità di giudizio, rendimento. Retegui arriva a poche ore dall’infortunio di Scamacca, e la rapidità con cui un club reagisce davanti all’imprevisto è indice di prontezza. Sulla capacità di giudizio, probabilmente solo Tony D’Amico vede in una punta da nove reti nella precedente stagione con il Genoa un capocannoniere della Serie A. I fatti gli danno ragione, qui veniamo al rendimento: ventotto gol e nove assist in una stagione. E poi c’è il discorso plusvalenze.
Centocinquantotto milioni di plusvalenze solo da quattro giocatori, arrivati tutti sotto la sua direzione sportiva. Ben trentasette arrivano da Retegui, che in un anno più che raddoppia il suo valore e viene ceduto a peso d’oro – è proprio il caso di dirlo – in Arabia Saudita all’Al-Qadisiya. Da aggiungere ci sono Hojlund (58 milioni di plusvalenza), Lookman (19) e Koopmeiners (44).
UNA NUOVA STORIA DA SCRIVERE INSIEME
E Gasperini? Il tecnico negli anni con D’Amico è passato dall’essere un valorizzatore di talenti destinati a finire altrove al trovarsi a guidare un gruppo di calciatori sicuramente giovani e con margini di miglioramento, ma al contempo pronti per rendersi protagonisti sin da subito di stagioni di alto livello e per vincere. Con D’Amico Gasperini è diventato il Gasperini di oggi. La Roma dal canto suo vuole essere la Roma, non una copia dell’Atalanta. Una copia non trasmetterà mai le stesse emozioni di un originale, ma certe sinergie e certe dinamiche è possibile replicarle per puntare a vincere. E le emozioni che porta il trionfo non sono mai una copia. Sono, per loro natura, destinate ad essere sempre l’originale.
