Roma-Fiorentina: le pagelle di Stefano Petrucci

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   4 Maggio 2026

La Roma batte la Fiorentina 4-0 alimentando ulteriormente la volontà di lottare per un posto in Champions League. Ecco i voti di Stefano Petrucci.

SVILAR 6

Spettatore per un tempo, apre il secondo tremando per lo spaventoso destro scagliato dal giovane Braschi: palo pieno, ma i brividi per fortuna finiranno lì.

MANCINI 7

Ex antico e spietato: è sua la deviazione aerea da bomber sul perfetto calcio d’angolo calciato da Pisilli da sinistra al minuto 13. Uno a zero, dopo il buon inizio viola, e via alla sinfonia romanista.

GHILARDI 6,5 (per Mancini dal 72’)

Entra come praticamente sempre, concentrato e deciso, andando a supportare N’Dicka nel controllo della sfacciataggine di Braschi.

N’DICKA 6,5

Per un tempo senza il riferimento di una vera punta, controlla gli avversari che Vanoli spedisce a turno a inventarsi centravanti: Gudmunsson, Ndour, anche Brescianini nelle percussioni centrali e sui calci piazzati. Poi, alla ripresa, trova i 190 centimetri del diciannovenne gigante Braschi, che si presenta col micidiale destro che schianta il palo di Svilar, e deve fare un po’ più attenzione.

HERMOSO 7

Impegnato poco e male da Harrison e compagni, si inventaincursore di qualità. Suo il tocco che libera il destro di Wesley per il 2-0, suo l’inserimento sul cioccolatino di Koné per firmare direttamente il tris che di fatto chiude la sfida a dieci minuti dalla fine del primo tempo.

ZIOLKOWSKI s.v. (per Hermoso dall’83’)

CELIK 6

Non perde la maratona con Gosens, vecchio e temibile allievo del Gasp, pure all’interno di un match più solido che ispirato. Ha comunque uno spunto notevole all’84’, chiuso da un gran cross a centro area che avrebbe meritato più attenzione e cattiveria da parte di Vaz.

CRISTANTE 6,5

La sua regia tranquilla, tatticamente ineccepibile, disinnesca presto il talento di Fagioli, nell’occasione più velleitario che brillante. Gli manca magari il picco di un’invenzione o di una botta a rete delle sue, ma quanto ad affidabilità è sempre una garanzia.

KONE’ 7

Ci riempie gli occhi l’affondo con cui brucia come un cerino la difesa viola, volando via sull’out destro, mangiando Fagioli come nemmeno Bud Spencer e servendo l’impeccabile assist per il guizzo di Hermoso che vale il 3 a 0. Prima e dopo, torna a mostrare muscoli e dinamismo, fino a quando un fastidio al polpaccio (63’) gli fa alzare le braccia.

EL SHAARAWY 6 (per Koné dal 63’)

Va in trequarti, restituendo Pisilli al ruolo di mediano, con ordine accettabile. Calcia sulla barriera una punizione dal limite che forse andava lasciata a Soulé o a Malen.

WESLEY 7,5

Lo specchio dell’attesa sfida brasilera con Dodò è soprattutto nel quinto sigillo del suo splendido campionato: il 2-0 che spiana la strada verso la vittoria. Ma è in ogni giocata, anche in fase difensiva, che il ragazzo con i colpi di sole ribadisce l’irresistibile effervescenza del suo calcio-samba giocato a cento all’ora.

SOULE’ 6,5

Avvia il raddoppio con un grande spunto, tornando a far scintillare il magico sinistro. Ha voglia di mettersi in mostra, e a sprazzi ci riesce, anche se, oltre al gol, gli manca ancora lo smalto dei primi mesi di campionato. Ma nel gran finale che aspetta la Roma la sua classe servirà eccome.

DYBALA s.v. (per Soulé dal 72’)

Entra a giochi fatti, nell’Olimpico che lo applaude come un eroe. Consuma 20 minuti quasi in punta di piedi, tra osanna e speranze di rivedere per intero il suo talento almeno nella volata finale

PISILLI 7,5

Molto più tuttocampista che trequartista, parte basso e spinge come sa, alternando il lavoro da play a inserimenti impeccabili. Strameritato il poker che chiude con uno stacco prepotente, al 58’, sul nuovo assist pennellato dall’esterno di Malen. E strameritato il premio finale di migliore in campo.

MALEN 7,5

Stavolta non segna, ma da l’idea di poterlo fare a ogni giocata, con il suo movimento perennemente proiettato ad attaccare con ferocia la porta e la capacità di attirare la manovra su di sé come una calamita. Centra comunque due traverse, spalancando con la prima la strada verso il vantaggio di Mancini, spaventa più volte De Gea e pennella un altro assist di trivela: stavolta a favore di Pisilli, dopo quello confezionato per El Aynaoui a Bologna.

VAZ s.v. (per Malen dall’83’)

Gioca un niente di partita, è vero. Ma il taglio obliquo di Celik meritava di essere aggredito con altra determinazione.

GASPERINI 7,5

A capo dell’ennesima settimana di attese (e di dubbi), fa vedere di cosa è capace in panchina all’unico Friedkin finalmente in transito a Trigoria, Corbin, salutato come rappresentante della famiglia dal duro striscione della curva e, ahinoi, notato soprattutto per gli inquietanti calzini corti di colore azzurrino. Aspettando novità e certezze, la sua Roma simil-Atalanta travolge intanto la Fiorentina e avvisa Juventus e Milan: guai a dare per scontato l’esito della corsa Champions.

ARBITRO: ZUFFERLI 6,5

Due metri di friulano, un corazziere col fischietto. Che stavolta non fa danni, come a Cagliari a dicembre scorso (rigore concesso ai sardi e annullato dal Var, espulsione di Celik, nessun provvedimento a carico di Folorusho per gli ignobili insulti a Hermoso), né pare inutilmente fiscale come in altre circostanze. Mezzo voto in più, anche per essere uscito indenne dall’abbraccio velenoso dell’imbarazzante coppia impegnata al Var, Di Paolo-Di Bello.

Categorie:   Pagelle

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