Alle 16:00, durante la trasmissione condotta da Alessandro Santoro e Gabriele Turchetti, è ospite Massimiliano Nebuloni di Sky Sport. Con lui ci siamo avvicinati alla partita di questa sera con un occhio sul club bergamasco. Ecco le sue parole.
Momento in cui le cose si fanno più serie: che squadra deve aspettarsi Gasperini?
“Una squadra determinata e battagliera come quella vista contro la Juve. Immagino che il Mister avrà preparato la partita con lo stesso piglio, sperando di uscire dall’Olimpico con un risultato diverso. Immagino però che questa sera, la squadra sarà focalizzata solo sulla partita contro la Roma”.
La gara di Coppa Italia contro la Lazio può influenzare le scelte di Palladino?
“La rosa è ampia e non mi sorprenderei se qualcuno dovesse riposare all’inizio. Ci sta però, considerando l’importanza della partita contro la Lazio”.
Scamacca: che tipo di evoluzione ha conosciuto?
“Complessivamente la 2023-2024 è stata la miglior stagione, poi il doppio grave infortunio ne ha frenato l’ascesa. Adesso tra alti e bassi si sta riprendendo ma non è ancora a quei livelli del 2023-2024”.
Che stagione sta facendo Zalewski?
“Ha quasi sempre giocato da esterno alto da quando praticamente la squadra ha salutato Lookman. In quella posizione è più libero da compiti difensivi. Ruolo in cui quest’anno ha dato un buon contributo”.
In questi mesi stiamo imparando a conoscere Gasperini ed emergono delle sfumature: da fuori, in queste settimane, che idea ti sei fatto?
“Sono parzialmente sorpreso di quanto accaduto, per ciò che riguarda Gasperini non mi stupisce. Le sue esternazioni erano note. Questa però è sempre stata la sua forza: il non accontentarsi mai e tenere alta l’attenzione. Non so che piega prenderà la cosa, i due contesti sono molto diversi”.
Ieri colpiti dalla conferenza stampa del Mister. Era emersa la sua parte umana? Ci puoi raccontare il rapporto con i Percassi?
“Lui aveva un rapporto strettissimo con Antonio Percassi. Ha avuto negli anni diversi scontri con alcuni dirigenti e anche per questo sottolinea – e forse rimpiange – il rapporto con Antonio. La commozione di ieri rivela un po’ di nostalgia per una realtà in cui stava bene. Ieri è emersa la tensione accumulata in questi giorni”.
In tutti questi anni a Bergamo era mai arrivata una risposta pubblica come successo con Ranieri?
“Mai, non mi sembra. Né da parte dei Percassi né da parte dei dirigenti. Conoscendo il personaggio lo hanno sempre fatto sfogare, sapendo che poi gli sfoghi sarebbero rientrati. Alla lunga questo ha portato l’Atalanta a distinguersi in Italia e in Europa”.
Gasperini ha lavorato con giovani ma anche giocatori non giovanissimi…
“Negli anni c’è stato un processo di crescita graduale. L’Atalanta non era costruita per vincere o per lottare per la Champions”.
A Roma alcuni dei più critici lo accusano di voler bypassare Ranieri e Massara per cercare un contatto diretto con la proprietà. Nel rapporto stretto con Percassi c’entrava questa volontà?
“No, all’Atalanta certe cose sono state decise con un lavoro di équipe. Percassi però aveva sposato quel tipo di progetto ed era il Presidente ideale. Non decideva però tutto Antonio Percassi con Gasperini”.
Possibile che Ranieri non fosse a conoscenza di tutto questo?
“Dovresti chiederlo a Ranieri. Da fuori è un discorso, poi ci devi convivere tutti i giorni”.
Ieri Gasperini è entrato in conferenza già un po’ teso, poi ha avuto anche un attrito con un cronista in sala. Lo scorso anno c’era stato anche un episodio con te…
“Sono cose che capitano, c’è un bel rapporto di stima. Finiva tutto lì e sono incidenti di percorso”.
