TIME OUT – Trecento milioni di ossigeno

Dan e Ryan Friedkin all'Olimpico

Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   16 Aprile 2026

Ignorata. Come se trecento milioni di euro in procinto di arrivare nell’indebitato mondo pallonaro nostrano, fossero una questione di poco conto, una notiziola non degna di essere perlomeno presa in considerazione e approfondita. È vero, nell’assemblea di Lega di Serie A, al primo punto dell’ordine del giorno c’era la votazione per il gradimento del nome di Giovanni Malagò come candidato alla disastrata Federcalcio. Va bene, ma una volta metabolizzata la quasi unanimità per l’ex presidente del Coni (19 favorevoli, solo Lotito sull’Aventino), ma si vuole provare a capire e spiegare cosa sono questi trecento milioni (pagabili entro il prossimo trenta giugno, quindi soldi che potranno essere inseriti nel bilancio delle società che si chiuderà nella stessa data) che l’Img (International Management Group), società a stelle e strisce specializzata ad altissimi livelli soprattutto in consulenza legale e marketing, ha offerto alla Lega per sanare una questione che va avanti da anni (2019) e che al centro vede i diritti televisivi del nostro campionato per l’estero? Niente. Solo in pochissimi hanno provato a informare, ancora meno a spiegare.

E allora cominciamo con il ricordare. All’epoca l’Antitrust accertò l’esistenza di un‘intesa restrittiva della concorrenza che, di conseguenza, avrebbe inciso negativamente sul valore dei diritti venduti all’estero in un periodo compreso tra il 2008 e il 2018. In pratica dieci campionati. La Lega, all’inizio, valutò il danno, esagerando, in circa tre miliardi di euro. Progressivamente la cifra richiesta era scesa a 513 milioni. E su questa base l’Img per provare a chiudere ne ha offerti trecento. Cifra che nell’assemblea di Lega è stata messa ai voti: 17 i sì, Fiorentina astenuta, De Laurentiis e Lotito (come ti sbagli) contrari. Di fatto l’intesa è stata trovata. I club entro il prossimo trenta si spartiranno questi trecento milioni, anche se c’è ancora qualche passaggio burocratico da compiere. Soldi che per diverse società saranno ossigeno puro, compresa la nostra Roma.

Ok, ma quali e quanti saranno i club interessati alla spartizione? Siamo andati a rivedere le squadre che hanno giocato quei dieci campionati. In tutto sono 36. Undici con 10 partecipazioni (Roma, Inter, Juve, Milan, Fiorentina, Bologna, Genoa, Udinese, Lazio, Napoli, pure il Chievo); tre con 9 (Atalanta, Samp, Bologna); due con 8 (Palermo e Cagliari); una con 7 (Torino); due con 6 (Catania e Parma); una con 5 (Sassuolo); due con 4 (Verona, Siena); tre con 3 (Lecce, Cesena, Empoli); quattro con due (Crotone, Pescara); sette con una partecipazione (Spal, Benevento, Frosinone, Carpi, Novara, Brescia, Reggina). Abbiamo fatto questa ricostruzione perché ogni club incasserà in base alle partecipazioni su un montepremi che vale trenta milioni a stagione. Ci sono però alcune cose ancora da mettere nero su bianco. Perché crediamo, per esempio, che sarà più che probabile che la quota partecipazione delle big sarà diversa da quella delle squadre di seconda o terza fascia. In più c’è un ulteriore problema da definire. Tra le squadre che hanno partecipato ad almeno uno di quei campionati, ce ne sono diverse che nel frattempo sono fallite (Chievo, Livorno, Reggina, Brescia, Siena…), ripartendo con società nuove. E’ possibile, insomma, che questi club non possano prendere niente da questa spartizione milionaria.

Nell’attesa che vengano messi tutti i puntini sulle i, abbiamo provato a fare due conti relativi alla nostra Roma. E per quello che siamo riusciti a sapere e per una questione deduttiva, siamo arrivati alla conclusione che per il club giallorosso difficilmente l’incasso sarà inferiore ai quindici milioni con una previsione pessimistica, quasi venti nella versione ottimistica. Una bella cifra. Essenziale oltretutto per i conti romanisti. In particolare per le plusvalenze che si dovranno concretizzare entro il trenta giugno. Perché vorrebbe dire che se si devono realizzare 70 milioni questi diventerebbero 50 in caso di versione ottimistica.

E con i probabili 5 milioni che arriveranno dal Basilea per la cessione di Calafiori all’Arsenal, tutto il cucuzzaro scenderebbe a 45. In pratica quasi la metà. È tutta un’altra cosa in funzione di un mercato che si preannuncia piuttosto ricco in entrata e in uscita.

Categorie:   Editoriali
Tags:   Serie A

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