Abel Balbo e Matias Soulé si sono raccontati in un episodio di “AS Roma Podcast”. Nel video, rilasciato direttamente dai canali della Roma, i due si raccontano. Ecco le loro parole.
Tutti e due argentini ma di zone diverse…
“Saranno 700 o 800 chilometri di distanza. Mar del Plata è pieno di gente ora, c’è il mare e vanno tutti lì”.
Voi siete molto legati alla vostra terra…
B: “Siamo molto legati e lo vedi nel calciatore. Tutti gli argentini sono molto legati alla maglia della Nazionale: è l’onore più grande”.
S: “Torno ogni volta che posso. Le vacanze le passo lì. L’Italia è molto simile”.
Molto forte anche il vostro legame con Roma…
B: “Non me ne sono andato, poi dipende anche dal feeling che c’è. Io ho avuto sempre un rapporto molto forte con il Presidente e con i tifosi. Sono rimasto a a vivere qui”.
S: “Roma è un’altra cosa, molto simile all’Argentina. Qui hai tutto. Una delle migliori città del mondo”.
Radici calcistiche: Abel, sei cresciuto nel vivaio del Newell’s Old Boys, Mati invece nel Velez. Com’è crescere da calciatore in Argentina?
B: “Le cose che ho vissuto io, Mati non le ha vissute. Noi andavamo a giocare e sparavano per aria se l’arbitro fischiava contro. Ci vuole anche carattere e predisposizione”.
S: “Cresci soprattutto come uomo. In convitto sono stato quattro anni senza genitori: cresci. Cambia tutto”.
Abel, arrivi alla Roma nell’estate del ’93, a 27 anni. Matias, invece, arrivi a 21 anni. Cosa rende la Roma una tappa così speciale?
B: “La Roma è un punto d’arrivo ed ero felicissimo quando sono arrivato”.
S: “Una scelta bellissima. Speriamo di dare tanto ai tifosi”.
Abel, come descriveresti la Roma con cui hai giocato?
“Tutti anni diversi. All’inizio ricostruzione, non c’era ambizione. Poi abbiamo vinto lo scudetto all’ultimo anno. Periodi molto diversi”.
La passione dei tifosi è incredibile: che ricordo hai?
B: “Ero all’Udinese e stavo in vacanza in Argentina. Non ero ancora alla Roma e mi ha chiamato un tifoso della Roma per dirmi di venire qui”.
S: “I tifosi della Roma sono simili a quelli dell’Argentina: c’è molta passione”.
Derby: avete segnato entrambi. Com’è stato?
S: “Primo gol all’Olimpico: non lo immaginavo”.
B: “Quel derby vincemmo 3-0: grande emozione”
Che calciatore ti ricorda Soulé?
“Fonseca, mio compagno d’attacco. Mancino, molto abile, ti faceva fare molti gol”.
Avete avuto a che fare con due argentini: Batistuta e Dybala…
B: “Ci conoscevamo già da piccoli, siamo cresciuti insieme”.
S: “Incredibile. Lo conoscevo già e fuori dal campo è un grande. Campioni come lui ce ne sono pochi.”
Come spiegheresti a Soulè la sensazione di vincere a Roma?
“Penso che lo capirà: qualcosa di unico e indimenticabile”.
Capitolo Nazionale: come lo racconti a Mati il momento dell’esordio?
“Speciale, difficile capire veramente com’è. Sono esperienze belle e lui avrà questa opportunità”.
Mati, pensi al Mondiale di quest’estate?
“Sì, sarebbe bellissimo. Indossare la maglia del nostro Paese sarebbe qualcosa di magico. Non ho fatto l’esordio e non posso immaginare come sarà”.